Articolo di Gianfranco Viasetti del 28/11/2011
Dal 12 Agosto 2011, come da comunicato ufficiale sul forum di Google, anche in Italia è attivo Panda, l'algoritmo studiato da Google per fare pulizia dei siti spazzatura, di scarso contenuto utile o con contenuti copiati da altri siti, talvolta anche se rielaborati da programmi Content Farm.
Per rendersi conto della portata dei danni causati (quasi sempre giustamente) da Panda ai webmaster, o titolari di siti che si sono affidati a SEO o webmaster incompetenti, basta effettuare alcune ricerche in Google di termini quali:
per trovare decine di migliaia di messaggi disperati da parte di webmaster o titolari di siti e blog che hanno visto diminuire da un giorno all'altro i visitatori anche del 50%.
Ecco le domande che, secondo Google, il titolare di un sito dovrebbe porsi per non rischiare di venir penalizzato:
Ai nostri clienti farà piacere constatare che anche questo ennesimo aggiornamento dell'algoritmo di Google non ha fatto perdere posizioni ne visitatori ai loro siti. Un'ulteriore conferma della validità e correttezza delle tecniche SEO e SEM e progettuali da noi utilizzate da oltre 10 anni per realizzare e ottimizzare i siti web di chi si affida alla nostra esperienza.
Prima del 12 Agosto 2011 il 96% dei siti da noi realizzati si trovava in prima pagina su Google con i termini più significativi per le ricerche. Oggi 28 Novembre 2011 la percentuale è rimasta sostanzialmente invariata, come chiunque può verificare consultando la pagina dei siti da noi realizzati e posizionati.
Parlando di contenuti di qualità non possiamo evitare di parlare anche della struttura grafica del sito e della facilità di navigazione tra le varie sezioni o pagine dello stesso.
Se il 75% dei visitatori escono dal vostro sito dopo aver visitato una sola pagina i casi sono due:
Nel primo caso (purtroppo il meno frequente) l'utente stava cercando ad esempio chi vende distributori di acqua in boccioni a Brescia ed è arrivato su una pagina che fornisce descrizione delle caratteristiche dell'acqua, dei distributori, prezzi e numero verde da chiamare per informazioni o ordini. Non aveva bisogno d'altro, ha preso nota del num. di telefono ed è uscito dal sito.
Nel secondo caso, il più frequente, l'utente è capitato su una pagina con 250 link e 45 banner, alcuni con nomi ambigui, tipo SUPPORTO, FAQ, INFORMAZIONI (quale dei 3 clicco?), oppure UTENTE OFFICE, UTENTE HOME (sono un medico ed ho lo studio in casa, sono un utente Office o Home?). Meglio chiudere e cercare un altro sito.
Il primo clic che il visitatore fa sul nostro sito è il più importante e, secondo alcuni studi, è responsabile per il 50% della mancanza o del basso numero di contatti. Dobbiamo fare il possibile affinché questo primo clic conduca il visitatore esattamente dove lui si aspetta di andare, in caso contrario rischiamo di perderlo. La struttura di navigazione deve essere pertanto la più intuitiva possibile. Il visitatore non deve pensare a dove cliccare, deve capirlo immediatamente.
Anche la frequenza di rimbalzo, ossia la percentuale di visitatori che abbandona il sito dopo aver visto una sola pagina, sembra essere considerata dal nuovo algoritmo di Google.
©2011 Gianfranco Viasetti - articolo scritto il 08/11/2011
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