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1/6/2016

LE MAIL-SPAZZATURA DEI SEO EVANGELIST

Anche stamattina ho trovato nelle nostre caselle email una decina di mail-spazzatura provenienti da SEO, o presunti tali, che ci offrono consulenza per posizionare il nostro sito ai vertici dei motori di ricerca. Non faccio nomi perché questi personaggi sono una quantità industriale.

Ogni volta che vedo queste email mi sorge la domanda: se siete bravi come dite a posizionare siti ai primi posti, come mai il vostro sito è introvabile e siete costretti a fare SPAM (sì, lo so, voi lo chiamate mail marketing) per avere visibilità?

Se ritenete di essere esperti SEO (o "SEO Evangelist", come alcuni di voi si definiscono) e non riuscite a rendere visibile in modo organico neppure il vostro sito, chiedetevi il perché. I vostri potenziali clienti, se non sono degli sprovveduti, se lo chiederanno.

 

30/5/2016

OGNI SETTIMANA RICEVIAMO RICHIESTE DI ASSUNZIONE

Non passa settimana che non riceva almeno un paio di richieste di assunzione o di collaborazione da parte di colleghi che si proclamano esperti nella realizzazione di siti in Wordpress o Joomla, oltre che specialisti in SEO, ma che evidentemente non riescono a trovare clienti, a parte qualche amico o conoscente. Di solito, oltre a linkare il proprio sito, allegano un elenco dei (pochi) siti che hanno realizzato.
E andando a vedere i loro siti è facile capire perché hanno difficoltà a trovare clienti.

Cosa hanno in comune questi colleghi che mi scrivono?

  1. Hanno quasi tutti un sito in Wordpress o in Joomla, spesso graficamente accattivante, ma ovviamente introvabile in Google
  2. I siti che hanno realizzato sono quasi sempre di persone o aziende vicine a casa loro (probabilmente amici o conoscenti) e del resto, avendo un sito invisibile, come potrebbero trovare clienti in altre località? Telefonando? Facendo il porta a porta? Inviando centinaia di migliaia di mail? Pagando AdWords? No, non ci pensano nemmeno, sono tutte cose troppo faticose o costose.
  3. Anche i siti che dichiarano di aver realizzato sono introvabili nei motori, eccetto cercandoli con il nome dell’azienda o della persona (ma non erano esperti SEO?)
  4. Si tratta immancabilmente di siti pensati NON per soddisfare le esigenze degli utenti, bensì quelle dei loro clienti e, soprattutto, il proprio EGO. Me li immagino dire al committente “hai visto che bel sito ti ho fatto?” Belle immagini a tutto schermo che scorrono, pochissimo testo (perché tanto i visitatori sono deficienti, non leggono, guardano solo le figure…), alcuni hanno addirittura la musica di sottofondo
  5. Utilizzano plug-in “All SEO in one” o similari (sì, è in questo modo che pensano di fare SEO)
  6. Tutti i loro siti fanno uso di template (più o meno) Mobile Friedly, “perché così Google li posiziona meglio” :-)

Ragazzi, non voglio farvi passare la voglia di fare siti, ma finché penserete che per creare un sito che funzioni, che si posizioni in prima pagina, che procuri contatti e clienti, sia sufficiente installare Wordpress o Prestashop, un bel template responsive gratuito (o acquistato per 50 $) e qualche plug-in SEO, riuscirete solo a fare siti ad amici e parenti. Finito il giro dovrete cambiare lavoro, come chi si improvvisa a vendere assicurazioni, batterie di pentole o herbalife :-)

 

1/6/2016

IL BIVIO

A ciascuno di noi capita più volte, nel corso della vita, di trovarsi di fronte ad un bivio.

La scelta che facciamo in questi casi, la decisione di scegliere una strada anziché l'altra, influenzerà immancabilmente il nostro futuro.

Qualcuno lo chiama "Destino", io la chiamo "Scelta".

Personalmente mi è capitato molte volte di trovarmi di fronte ad un bivio e di essere costretto a scegliere.

La prima volta avevo 27 anni. In quel periodo, essendomi stancato di vendere libri porta a posta per la Rizzoli, avevo spedito il mio curriculum a una decina di aziende che cercavano venditori e fatto 4 o 5 colloqui. Ne ricordo 3 in particolare: la casa farmaceutica Giuliani, La Johnson & Johnson e la Xerox. Con queste aziende ebbi diversi colloqui in quanto la selezione del personale era molto rigorosa. Alla fine tutti dissero che mi avrebbero dato la risposta a breve.

La prima a rispondere fu la Xerox. Mi dissero che avevano accettato la mia candidatura e mi invitarono a presentarmi il giorno dopo a Padova per la firma del contratto. Prima di partire per Padova ricevetti una telefonata dalla Johnson & Johnson: complimenti - mi disse la responsabile del personale - abbiamo scelto lei. Venga domani per il contratto.

Che fare? Mi trovavo davanti ad un bivio importante per il mio futuro. Che strada scegliere? La retribuzione era ottima in entrambe le aziende, stipendio, incentivi, rimborso spese a piè di lista, viaggi premio... formazione avanzata.. Possibilità di carriera. Avevo bisogno di pensarci qualche giorno e lo dissi al direttore del personale della Xerox. La sua risposta fu: questo è un treno che passa una sola volta. Se lo perde potrebbe pentirsi per tutta la vita. Deve decidere ORA!

Considerata la mia passione per l'informatica e il fatto che la Xerox era considerata una delle migliori scuole di vendita e di marketing del mondo, decisi di prendere questo treno.

Come sarebbe stato il mio futuro se avessi scelto Johnson & Johnson? Mi sarei messo in proprio dopo una decina di anni? Ne dubito. Se oggi sono ciò che sono e faccio ciò che faccio, lo devo sicuramente alla scelta che feci allora. Al bivio che presi.

Nei 12 anni trascorsi in Xerox ho imparato tante cose che mi sono state utili per la mia attuale attività. Non ho imparato a fare siti (internet non esisteva), ma questo non è un problema, i siti li sanno fare tutti. Ho imparato ad individuare le esigenze dei clienti e a soddisfarle. Ho imparato che per vendere un prodotto o servizio bisogna riuscire a renderlo "UNICO", o a farlo percepire come unico. Ho imparato le differenze che esistono tra un'azienda "marketing oriented" ed una "customer oriented", tra un'azienda "company centric" ed una "customer centric". Ho imparato a dare ai clienti non ciò che loro "credono" sia meglio per loro, ma ciò che, grazie alla nostra esperienza e know-how, sappiamo essere meglio per loro. HO IMPARATO A VENDERE.

Il secondo bivio me lo sono trovato di fronte quando decisi di dimettermi dalla Xerox in quanto ritenni conclusa la mia esperienza in quell'azienda.

Quali scelte avevo davanti?

Cercarmi un altro posto come dipendente, magari in IBM, oppure mettermi in proprio per offrire ai clienti le competenze che avevo acquisito.

La prima strada avrebbe continuato a garantirmi quella sicurezza economica a cui mi ero ormai abituato, la seconda era piena di rischi e di incognite, ma anche di possibili soddisfazioni che, a mio parere, solo la libera professione può dare.

Optai per la seconda strada. Volevo mettermi in gioco, sentirmi libero di scegliere i clienti per cui lavorare e poter decidere autonomamente le strategie manageriali e commerciali della mia "azienda". Non volevo più imposizioni dall'alto. E nello stesso tempo volevo fare solo le cose che mi piacevano.

Fu così che iniziai a propormi alle aziende come consulente informatico, per aiutarle a decidere nell'acquisto di apparecchiature per l'ufficio, a tenere corsi di formazione Word, WordPerfect, Excel, Lotus 123, dBase e Access (i programmi che conoscevo come le mie dita). Era dura, non c'era internet, per trovare i clienti dovevo suonare i campanelli, ma le soddisfazioni erano tante. Sentirsi applaudire e ringraziare al termine di un corso di formazione non aveva prezzo.

Poi, 10 anni dopo, arrivò internet e mi trovai di fronte ad un altro bivio.

Continuare a girare come una trottola per il nord Italia a fare corsi, oppure iniziare ad occuparmi di siti web?
Chi sta leggendo queste righe probabilmente conosce già la risposta. Scelsi di abbandonare i corsi e occuparmi di siti.

La scelta fu azzeccata. Se avessi continuato a fare corsi Word e Excel, probabilmente oggi sarei al circolo dei pensionati a giocare a bocce o a carte. Le aziende non li richiedono più. Stesso destino mi sarebbe toccato se fossi rimasto in Xerox. E i miei due figli (che lavorano con me) sarebbero forse disoccupati.

Anche alcuni nostri clienti, un bel giorno si sono trovati di fronte ad un bivio. Alcuni di loro stavano per fallire per mancanza di lavoro. Avevano un sito web, ma nessuno, o quasi nessuno, lo trovava nei motori. Hanno fatto una scelta: hanno deciso di affidarsi a noi anziché a qualcun altro. Il risultato di questa scelta lo potete leggere nelle testimonianze che ci hanno inviato e che trovate sul nostro sito, alla pagina "dicono di noi".

 

25/5/2016

TAXI MILANO E GOOGLE

Cercando TAXI MILANO in Google, oggi troviamo 12.900.000 di risultati. Quasi 13 MILIONI!

Quante probabilità vi sono, in un simile scenario, che un nuovo sito web di 4 o 5 pagine finisca in prima o seconda pagina con la keyword Taxi Milano? Praticamente zero. A meno che...

A meno che si utilizzi il software All in One SEO Artificial Intelligence Pack :-)

www.taximalpensamilano.it

 

8/04/2016

MEDESIMA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI UN PREVENTIVO, REAZIONI CONTRASTANTI

Oggi ho dato praticamente le medesime risposte a 3 utenti che mi hanno chiesto un preventivo per un sito web. Ho sconsigliato loro di fare il sito, spiegando dettagliatamente i motivi per cui, secondo me, non avrebbe avuto successo. Le loro reazioni sono state però molto diverse.

La reazione di un ragazzo di Napoli (con un budget di 500 euro):

"Ok si crede che l unica persona sulla terra che effettua siti internet lei non sa vendere me lo lascia dire e solo un presuntuoso perche si crede importante addio con lei non farei mai affari per la sua stupidita nel gestire qualcosa che non sa proporre hai clienti si facci curare addio"

Nota: dopo questa sua mail (gli errori presenti non sono miei) gli ho risposto solo per consigliarlo di utilizzare i 500 euro per un corso di italiano :-)

La reazione di un signore di Roma:

"Beh che dire, si è guardato bene dal rifilarmi qualsiasi opzione non facesse al caso mio pur di vendere. Non mi rimane altro che scriverle a breve l'ennesimo feedback positivo sulla sua professionalità. Piacere di aver avuto l'opportunità di conoscerla, anche solo per mail."

La reazione di una signora di Novara:

"Grazie infinite per essere chiaro e realista e non illudermi....come molti potrebbero fare..
Seguirò sicuramente il suo consiglio. Grazie davvero."

 

Mi piacerebbe tanto avere una sfera di cristallo per capire in anticipo quali utenti meritano che perda il mio tempo per rispondere e quali no.

6/04/2016

MONDADORI, VERGOGNATI!

Sono un lettore accanito ed acquisto una cinquantina di libri all'anno (tra eBook e cartacei). Gli eBook li acquisto su Amazon e quelli cartacei in una libreria vicina a casa dove, senza chiederlo, mi fanno il 15% di sconto sul prezzo di copertina (come in molti supermercati o centri commerciali). Da Amazon non ha senso acquistarli perché li pagherei di più ed inoltre c'è il rischio di non essere in casa quando arriva il corriere.

Oggi ho acquistato l'ultimo libro di Stephen King in una libreria Mondadori solo perché me la sono trovata davanti. Sarà l'ultima volta che lo farò. Me lo hanno fatto pagare al prezzo di copertina (e questo ci può stare), ma hanno preteso 5 centesimi in più per la busta di carta. Per 5 centesimi hanno perso un cliente.

librerie Mondadori

 

29/03/2016

CREAZIONE APP PER CARPENTERIE METALLICHE

Sono diverse le aziende che ci stanno chiedendo un preventivo per creare un'APP per cellulari iPhone o Android. Deve esserci qualcosa nell'aria in questo periodo, un qualche virus sconosciuto immagino :-)

Tra le aziende che ci chiedono preventivi per APP vi sono imprese edili, architetti, ingegneri, siti ecommerce di abbigliamento, di fotocamere, di cellulari, di computer, e chi più ne ha più ne metta.

Oggi ci ha chiesto un'app una carpenteria metallica che, avendo un sito introvabile, sono convinti (o meglio, qualche nostro collega li ha convinti) che per trovare clienti hanno bisogno di un'app da far scaricare ed installare sui nostri smartphone :-)

Evidentemente alcuni nostri colleghi che producono app sono molto bravi a venderle. Hanno trovato un mercato ricettivo e ci stanno dando dentro, proponendole anche a chi non ne ha assolutamente bisogno. L'importante è trovare persone disposte a credere a tutti i vantaggi che evidenziano, e qualcuno, tra i tanti che contattano, lo trovano sempre. Beati loro.

Stiamo morendo tutti dalla voglia di installare centinaia o migliaia di app sui nostri cellulari? Da un piccolo sondaggio che abbiamo fatto, chiedendo ad un centinaio di utenti di smartphone di dirci quante app hanno installato sul loro cellulare, a parte quelle già presenti all'atto dell'acquisto, si direbbe di no.

Mediamente hanno installato una quindicina di app, e sicuramente tra queste non ci sono app di carpenterie o di imprese edili. Sono molte di più le app che vorrebbero disinstallare (senza riuscirci), per recuperare spazio e rendere più facile l'individuazione delle poche che usano.

 

28/03/2016

COME TROVARE IDEE PER LE KEYWORD

suggerimenti a cura di www.viasetti.it

Ci sono diversi strumenti per individuare le keyword con cui ottimizzare un sito web, partendo da qualcuna che riteniamo i nostri utenti cerchino. Oggi ve ne presento uno molto potente e gratuito: keywordshitter.com
E' semplicissimo da usare: basta inserire una o più keyword nell'apposito box e il tool vi suggerirà centinaia di alternative! E sarà poi possibile esportare l'elenco in un file di testo.

Naturalmente è importante che le keyword che inseriamo in partenza siano effettivamente termini che i nostri potenziali utenti utenti cercano, non quelli che noi PENSIAMO cerchino, altrimenti questo strumento, anche se potente, ci sarà del tutto inutile.

 

26/03/2016

QUANTE PAGINE HA UN SITO WEB? LO HA CREATO UN ESPERTO?

Scoprire quante pagine ha il sito web di un nostro competitor o di un qualsiasi sito è facilissimo. Mi rendo conto che la notizia che sto per dare è nota (o DOVREBBE esserlo) a chiunque faccia il nostro lavoro, ma l'obiettivo primario di questo sito web non è informare i nostri colleghi, bensì gli utenti che ci seguono (collaboratori, clienti, potenziali clienti e amici), e so bene che non tutti sanno come fare.

Basta digitare nella casella di ricerca di Google questa istruzione: site:nomedelsito. Ad esempio, digitando (da PC, non da cellulare!): site:sorellerebaioli.it vedremo che il sito in oggetto ha 59 pagine. Non solo, vedremo anche altri dati importanti per intuire l'esperienza di chi ha creato il sito, ossia i TITLE e le DESCRIPTIONS di tutte le pagine. Il TITLE è quella frase che appare in blu quando facciamo una ricerca (Il titolo della pagina) e la DESCRIPTION sono le 2 o 3 righe in nero che vediamo subito sotto il link al sito.

Se un sito è stato realizzato correttamente, sia il TITLE che la DESCRIPTION di ogni pagina conterranno parole utili alla ricerca, ossia i termini con cui vorremmo che quella pagina venisse trovata nei motori. Nello stesso tempo però, le informazioni presenti dovranno MOTIVARE gli utenti a cliccare sul link, ossia ad entrare nel sito.

Non sto affermando che basti dare alle pagine titoli e descrizioni efficaci per finire in prima pagina (servono anche CONTENUTI efficaci), ma sicuramente questo è uno dei parametri più importanti per valutare rapidamente la professionalità di chi ha creato un sito. Difficilmente troveremo in prima pagina un sito che non osserva le suddette regole.

Non solo. Sarà molto difficile che qualcuno clicchi su un sito che ha come titolo "An error occurred" e come descrizione "Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner ..."

 

25/03/2016

PRECISAZIONI SUI GOOGLE PARTNER

Ieri una cliente, che ringrazio di avermi dato lo spunto per scrivere questo post, mi ha riferito che una web agency le ha detto di essere l'unica azienda Google Partner in città, e pertanto, grazie al rapporto preferenziale con Google, è in grado di posizionare i siti dei suoi clienti ai primi posti.

Riceviamo spesso anche noi, come quasi tutti coloro che hanno un'attività, telefonate o email da parte di individui o agenzie che si presentano come Google Partner e che, in virtù di tale privilegio, ci dicono che, a fronte del pagamento di una certa somma, posizioneranno il nostro sito ai primi posti. Premesso che noi siamo già ai primi posti con i termini che ci interessano e senza dover pagare nessuno, penso che prima di spammare per farci tali proposte dovrebbero almeno fare qualche verifica.

Ma veniamo al punto.

Chi sono i Google Partner? Come lo si diventa? E' vero che sono più qualificati di altri a collocare un sito ai primi posti organici del motore?

COME SI DIVENTA GOOGLE PARTNER

Per diventare Google Partner (in realtà il termine esatto è "Google AdWords Partner") è sufficiente fare 2 esami online (qualche anno fa costavano 50 euro, ora sono gratuiti). Ogni esame dura da 90 a 120 minuti e consiste nel rispondere ad un centinaio di domande, scegliendo tra 4 o 5 risposte suggerite, quella giusta, Chi risponde correttamente ad almeno l'80% delle domande supera l'esame, riceve un certificato e può inserire sul suo sito il logo "Google AdWords Partner".

QUALI CONOSCENZE E COMPETENZE SERVONO PER SUPERARE GLI ESAMI?

Bisogna conoscere i meccanismi necessari per creare ed impostare al meglio campagne AdWords per i clienti che, non essendo riusciti ad avere un buon posizionamento organico, sono disposti a pagare un tot per clic (mediamente da 1 a 3 euro) per mostrare un annuncio ai primi posti di Google (in genere i primi 4 posti) oppure sui siti partner di Google per il programma AdSense (tra cui alcuni nostri siti).

TUTTO QUESTO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL POSIZIONAMENTO ORGANICO.

Per ottenere la certificazione Google AdWords Partner non è richiesta alcuna conoscenza o competenza per quanto riguarda il posizionamento organico di un sito (SEO). Tutto ciò che fanno i "Google Partner" è chiedervi soldi per fare campagne a pagamento, campagne che molti di voi potrebbero fare da soli con l'assistenza gratuita del personale di Google che risponde al numero 800 930 804, senza dover pagare una Web Agency per l'attivazione e l'impostazione della campagna, e nemmeno una percentuale sui soldi che vi fanno spendere per i clic.

CONCLUDENDO:

se qualcuno vi dice che, essendo Google Partner, ha un rapporto privilegiato con Google ed è quindi in grado di farvi ottenere i primi posti organici, mente sapendo di mentire.

www.viasetti.it

 

25/10/2015

PER CREARE UN SITO DI SUCCESSO SERVE SAPER PROGRAMMARE?

Negli ultimi 4 o 5 anni ho ricevuto migliaia di richieste di aiuto da parte di titolari di siti web. Spesso le loro email iniziano con frasi tipo queste: “Il sito mi è stato realizzato da un ingegnere informatico….”, “Il programmatore che mi ha realizzato il sito….”, “il sito è stato creato da amico esperto in programmazione…”

E terminano con frasi tipo:

“Non capisco perché non ho visitatori”, “non capisco perché nessuno mi contatta”, “in 2 anni non ho venduto nulla!”, “il sito è introvabile in Google”, “il sito è in prima pagina ma non ho contatti”.

Ho scritto e pubblicato su questo sito decine di articoli sull'argomento, ad esempio questo:

http://www.viasetti.it/articoli/creare-siti-di-successo/libri-per-creare-siti-di-successo.htm

O questo:

http://www.viasetti.it/articoli/altri-articoli-e-consigli-sui-siti-web/cerco-ingegnere-informatico-per-progettare-sito-web.htm

 

PER CREARE UN SITO DI SUCCESSO NON SERVE SAPER PROGRAMMARE, NON SERVE UN INGEGNERE INFORMATICO.

 

Se qualcuno avesse dei dubbi può leggere le testimonianze dei nostri clienti, le trova sul sito viasetti.it alla pagina “dicono di noi”. Abbiamo realizzato centinaia di siti di successo, eppure né io né i miei collaboratori sappiamo programmare.

Per creare un sito di successo servono ben altre competenze:

  • Bisogna saper scrivere contenuti utili per i motori e soprattutto per gli utenti (persuasive copywriting)
  • Servono nozioni, anche basilari, di marketing e web marketing
  • Serve saper comunicare
  • Bisogna saper rendere UNICO il proprio prodotto o servizio
  • Serve saper vendere
  • Ed infine, serve sapere come creare un sito che venga considerato da Google più importante di altre centinaia di migliaia o milioni di siti.

Tra i suddetti punti non ho inserito la grafica, non per una dimenticanza, ma perché i tempi in cui la gente andava in internet per cercare i siti con elevato impatto grafico sono finiti da quasi 20 anni. Ora gli utenti vogliono INFORMAZIONI, e le vogliono trovare il più velocemente possibile.

Quando 20 anni fa iniziai a navigare in internet non sapevo cosa cercare, cosa vedere di interessante. Ricordo che appena avuto l’accesso ad internet chiesi all’amico Raimondo Bruschi (che era anche il mio provider) di darmi l’indirizzo di qualche bel sito perché non avevo idea di cosa cercare. E lui mi rispose: cerca yahoo.com e poi questi altri siti (non ricordo quali)... "Guarda che belle animazioni hanno!" Impiegavo 2 minuti per aprirne uno ma poi passavo molto tempo ad ammirarli. Non ci pensavo minimamente ad acquistare i servizi che proponevano, mi bastava ammirare le loro animazioni ed ascoltare la musica di sottofondo, e pensare quanto sarebbe piaciuto anche a me saper realizzare siti simili.

E in effetti imparai a farli, anche se poi ne feci solo uno, per me. Ero orgoglioso della home page del mio sito, fatta in flash. C’era un bellissimo tramonto, il sole che si muoveva sullo schermo e quando, dopo 2 o 3 minuti spariva, arrivavano le stelle e appariva il mio logo e, subito dopo una serie di palline che si formavano gradualmente sul video e costituivano il menu. Lo mostravo agli amici e tutti mi dicevano “che meraviglia!”.

Durò 3 o 4 mesi, poi mi resi conto che solo io ed i miei amici vedevamo quel sito. Nessuno lo trovava in Altavista o in Yahoo. Ci misi poco a capire che un simile sito, meraviglioso o no, non mi sarebbe servito a nulla. Non avrei mai trovato un cliente.
Ma stiamo parlando di 20 anni fa, prima che nascesse Google e prima che le aziende, gli artigiani ed i professionisti capissero davvero a cosa serviva internet e quali benefici avrebbero potuto trarne.

 

22/10/2015

Che differenza c'è tra un provider da 20 euro e uno da 400 euro?

 

Un cliente mi ha inviato la seguente email:

"Buongiorno, in merito all'offerta che mi avete fatto per il sito statico ho un dubbio che le voglio esprimere e vorrei una risposta sincera in proposito. Voi mi avete chiesto 20 euro all'anno per la registrazione e l'hosting del sito, mentre un vostro competitor, per lo stesso servizio, mi ha chiesto un canone annuo di 400 euro. Mi può dire quali sono le differenze tra un provider da 20 euro e uno da 400?"

RISPOSTA:

Dipende se i 400 euro/anno glieli fatturerà il provider o chi le fa il sito. Dubito molto che un provider chieda 400 euro per l'hosting di un sito come quello che le abbiamo proposto. I siti che facciamo noi, contrariamente ad un sito ecommerce o comunque ad un sito basato su piattaforma Wordpress, Joomla o altri CMS, non richiedono server con caratteristiche particolari, non ci sono database da gestire. I nostri siti sono velocissimi da aprire indipendentemente dal provider e dal server scelto. Basta aprirne qualcuno per constatarlo.

In conclusione, per rispondere alla sua domanda, l'unica differenza è che noi non guadagnamo nulla sull'hosting, mentre chi le chiede 400 euro ne guadagna probabilmente 380 e, dopo aver fatto 100 siti, può vivere di rendita ;-) Noi abbiamo realizzato circa 500 siti. Se avessi chiesto 400 euro/anno ad ogni cliente, ora incasserei quasi 200.000 euro/anno senza fare nulla :-)

 

21/10/2015

LA PAGINA DELLE FAQ CI DEVE ESSERE O NO?

Alcuni esperti internazionali di web marketing, tra cui Gerry McGovern (http://www.gerrymcgovern.com/), sostengono che un sito web aziendale o professionale deve essere ESAUSTIVO e pertanto la pagina delle FAQ non serve, è una pagina inutile.

Io sono convinto del contrario. Consiglio da sempre ai nostri clienti di creare la pagina delle FAQ (Frequently Asked Questions) perché ho la convinzione che sia utile.

In linea teorica concordo con McGovern che se un sito è esaustivo non ha bisogno delle FAQ in quanto, leggendo le varie pagine, si dovrebbero trovare le risposte a tutte le domande che il visitatore potrebbe porsi. Ma se un sito ha molte pagine, l'utente potrebbe faticare a trovare la risposta a qualche domanda; inoltre vi sono, a mio parere, altri motivi per creare la pagina delle FAQ:

1) La pagina delle FAQ può essere utilizzata non solo per rispondere alle domande che i clienti ci fanno più spesso, ma soprattutto come argomento di vendita. Possiamo infatti inserire anche quelle domande che i clienti non ci fanno mai, ma che noi vorremmo ci facessero, per argomentare così a nostro favore le risposte. Ad esempio potremmo prevedere domande del tipo:
Siete in 100.000 a vendere questo prodotto o servizio, perché dovrei rivolgermi proprio a voi?
Ho visto su un altro sito un prodotto/servizio che sembra identico al vostro con un costo del 20% inferiore. Perché voi costate di più?
Avete scritto: assistenza telefonica 24h24. Significa che se vi telefono a mezzanotte mi risponderà un tecnico oppure una segreteria telefonica che mi invita a lasciare un messaggio?

2) Nella pagina delle FAQ è più facile che in altre pagine inserire molto testo tematizzato sulle keyword di nostro interesse e favorire in questo modo il posizionamento del sito.

20/10/2015

Il 3° errore da evitare prima di aprire un sito:

VENDERE QUALCOSA CHE GIA' VENDONO MILIONI DI ALTRI.

PENSATE AD UNA NICCHIA

Aprire oggi un sito web per proporre un prodotto o servizio che già migliaia o milioni di persone hanno avuto l'idea di proporre prima di noi non è una buona idea. E' un suicidio commerciale annunciato.

Spesso, quando lo dico ad un potenziale cliente, mi sento rispondere "però il mio prodotto è migliore, i miei prezzi sono più bassi, io sono più bravo, il mio prodotto è Made in Italy" ed altre amenità del genere.

Lo volete capire che a Google non interessa se noi siamo più bravi, se il nostro prodotto/servizio costa meno o è migliore di quello offerto dai nostri competitor?

Questi sono aspetti che interessano agli utenti, non ai motori di ricerca.

Affinché gli utenti sappiano che noi siamo più bravi, che i nostri prezzi sono più bassi e che i nostri prodotti o servizi sono migliori DEVONO PRIMA trovare il sito, aprirlo e leggere ciò che abbiamo scritto. E se il nostro sito è in decima pagina nessuno lo troverà! Si tratta di un concetto molto elementare che dovrebbe essere ovvio, ma dalle email che ricevo mi rendo conto che non lo è.

E' vero che esiste AdWords e che pertanto se sono disposto a pagare Google per ogni clic posso finire facilmente ai primi posti, ma quanto mi costerebbe ogni vendita? Centinaia di utenti mi hanno confidato di aver speso con AdWords più di quanto hanno guadagnato con le vendite. Non posso permettermi di spendere 1 euro per ogni clic se per vendere una custodia per iPhone ho bisogno di 50 clic!

Allora cosa resta da fare se tutti i settori sono inflazionati?

Potremmo inventare un brand e pubblicizzarlo sulle reti TV nazionali. In questo modo avremmo molti visitatori, ma ogni spot di 35 secondi ci costerebbe 20/30.000 euro. Possiamo permettercelo? Siamo in grado di competere finanziariamente con Zalando, Amazon, Trivago, Subito.it? No? Allora lasciamo perdere la TV e facciamoci venire altre idee.

Pensiamo ad una nicchia da occupare. E qui viene il difficile.

Se ho brevettato un dildo caldo (cosa che un nostro utente effettivamente ha fatto) ho sicuramente un prodotto di nicchia e mi sarà facile collocare il sito al primo posto con questa keyword. Ma mi servirà a qualcosa? No! Perché nessuno va in Google a cercare un dildo caldo. La gente non sa che esiste quindi non lo cerca.
Qualcuno dirà: ma in questi casi basta ricorrere al mail marketing!
Diciamocelo chiaramente, il Mail marketing nel 99% dei casi è SPAM! Chiamiamo le cose con il loro nome.

Dobbiamo pensare ad un prodotto o servizio che sia di nicchia, ma non troppo. Un prodotto o servizio che un numero sufficiente di persone cerca in Google. Un numero sufficiente a garantirci abbastanza fatturato.
Riflettete e fatevi venire in mente qualcosa di originale, ma non chiedete a me di suggerirvi cosa, anche se lo sapessi non ve lo direi, lo terrei ovviamente per me, o credete forse a chi vende i numeri per vincere al lotto? :-)

30/09/2015

iPhone 6s può avere 2 diversi chip, Samsung o Tsmc

Secondo Chipworks, il nuovo iPhone 6S monta due diversi modelli di chip A9. Uno prodotto da Samsung e l'altro da TSMC. Sembra che TSMC utilizzi un processo costruttivo a 16 nm, mentre Samsung a 14 nm e questo confermerebbe la differenza di dimennsione dei due chip scovati all'interno di 2 diversi iPhone 6S.

chip-iphone6s

Il chip APL0898 è stato sviluppato da Samsung e misura 96 millimetri quadrati, mentre il chip APL1022 è prodotto da TSMC e misura 104,5 millimetri quadrati. Chipworks dice che Apple è stata costretta ad utilizzare processori di entrambe le società per soddisfare problemi di approvvigionamento.

Non è ancora chiaro in che modo la differenza di dimensioni tra i due chip possa influire sulle prestazioni, ma a livello teorico è noto che una maggiore miniaturizzazione si accompagna a maggior efficienza generale e minor diffusione di calore.

Nell'uso pratico dello smartphone la differenza di prestazioni tra un iPhone 6S che monta il chip prodotto da Samsung e uno che monta il chip della TSMC saranno probabilmente indistinguibili, ma questa notizia ha creato non poca preoccupazione tra molti i futuri acquirenti del nuovo iPhone, che in Italia sarà possibile acquistare dal 9 Ottobre.

Tutti vorrebbero un iPhone con il chip Samsung perché convinti che scalderà meno e la batteria durerà di più. Ma, considerato che il 30% degli iPhone monta il chip TSMC, come fare per sapere quale chip avrà il prodotto acquistato?
Questa è la domanda che centinaia di persone stanno ponendo nei vari forum specializzati.

La risposta non esiste: bisognerebbe aprire lo smartphone per vedere cosa c'è dentro. Ma come si fa ad aprirlo prima di acquistarlo? E anche se lo si apre dopo, si invalida la garanzia.

Inoltre sembra che esista un altro problema, più grave delle presunte differenze tra i 2 chip. Alcuni utenti affermano che il flash viene automaticamente disabilitato se l'iPhone è troppo caldo, rendendo spesso impossibile il suo utilizzo. Questa informazione comunque è tutta da verificare. Potrebbe essere accaduto solo in alcuni casi sporadici.

Insomma, dopo l'antennagate dell'iPhone 4 (caduta della linea se lo si teneva in mano in un certo modo) e il bendgate dell'iPhone 6Plus (si piega applicando un certo sforzo) ora abbiamo il chipgate del 6S :-) Il calvario degli utenti iPhone maggiormente pignoli non è ancora finito.

 

28/09/2015


UN AVVOCATO TROVA CLIENTI CON IL SITO?

Richiesta appena pervenuta:

"Buongiorno, sono un giovane avvocato ed ho appena aperto uno studio ad ASTI. Essendo sconosciuto non ho clienti. Ho pensato pertanto che per farmi trovare mi servirebbe un sito web, in modo che chi cerca un avvocato ad Asti mi trova e mi può contattare."

A questo utente avrei potuto rispondere: OK Avvocato, facciamo il sito e lo facciamo in modo tale che quasi sicuramente finirà in prima pagina su Google con la keyword "Avvocato Asti". Avrei probabilmente acquisito il cliente e guadagnato 1.500 o 2.000 euro. In fondo molti miei colleghi gli avrebbero dato (o gli daranno) questa risposta.

Ma sarei stato professionalmente corretto? Ne dubito.

La risposta che gli ho dato è ben diversa e sicuramente mi ha fatto perdere un potenziale cliente.

Ho risposto:

Ci sono attività per le quali un sito web non basta per consentirci di trovare clienti. La sua è una di queste.
Nessun avvocato può vivere contando solo sui clienti che arrivano sul suo sito (anche se lo stesso si trova ai primi posti in Google), a meno che lavori in una grande città, come Milano o Roma.

Ci sono soltanto 2 o 3 persone al mese che cercano in Google "Avvocato Asti" e queste persone non vedrebbero solo il suo sito. Penso che potrebbe avere 4 o 5 contatti all'anno. Le bastano per trovare clienti? Io credo di no.

Non sto dicendo che un sito non le serve, ma che difficilmente le servirà per trovare nuovi clienti. Le servirà come "biglietto da visita", un nome da scrivere sui biglietti da visita, sulle email che invia, sulla carta intestata, sulla targa fuori dallo studio. Un modo per dare più credibilità alla sua attività. Ma i clienti dovrà trovarli in altri modi, ad esempio con il vecchio passaparola, o con una pagina Facebook, da tenere aggiornata quotidianamente e da promuovere a pagamento scegliendo come target gli utenti di Asti di una certa fascia di età.

In conclusione, se pensa che le basti un sito per trovare clienti, lasci perdere.

I siti che rendono sono altri:

../siti-che-rendono/quanto-rende-un-sito-web.htm

 

27/09/2015

VENDERE DIVANI ONLINE IN TUTTO IL MONDO

appena ricevuta:

Vendere Divani Online

"Ho una fabbrica di divani in Puglia e li vendo da anni grazie ad una rete di agenti. Un amico però mi ha fatto riflettere, mi ha detto che ormai il futuro è l'e-commerce e mi ha proposto di fare un sito per venderli direttamente online. In questo modo, con una spesa di circa 1.500 euro, potrei venderli in tutta Italia e probabilmente anche all'estero senza essere più costretto a servirmi degli agenti e risparmiare quindi parecchi soldi. Lei cosa ne pensa?"

Io penso che se, con un investimento di 1.500 euro, fosse possibile vendere online divani in Italia e all'estero, tutti coloro che per venderli sono costretti ad avere agenti o negozi fisici sarebbero dei coglioni :-)

http://www.viasetti.it/articoli/siti-e-commerce/vendere-divani-online.htm

 

25/09/2015

QUANTI VISITATORI HANNO I MIEI CONCORRENTI?
CON QUALI KEYWORD VENGONO TROVATI?

A chi non farebbe piacere sapere quanti visitatori hanno i siti dei competitor? E' possibile avere dei dati abbastanza attendibili?

verifica numero visitatori con Semrush

Nel corso degli ultimi 10 anni abbiamo avuto occasione di provare vari software che hanno la pretesa di dirci quanti visitatori ha un sito di cui non abbiamo accesso alle sue statistiche degli accessi. Non ne abbiamo trovato nemmeno uno attendibile.

Quello che si avvicina di più ai dati reali è SEMRUSH, a condizione che abbiamo l'avvertenza di moltiplicare per 5 il dato fornito. In questo caso, salvo alcune eccezioni, otteniamo dei dati che possiamo considerare abbastanza attendibili. La versione gratuita di SEMRUSH ci consente di verificare solo una decina di siti al giorno, ma è sempre meglio di niente. Per poter verificare un numero maggiore di siti è necessario sborsare circa 600 euro all'anno.

La prossima volta che un SEO o una Web Agency vi propone di farvi aumentare i visitatori, verificate quante visite ha il loro sito.

http://www.viasetti.it/articoli/altri-articoli-e-consigli-sui-siti-web/opinione-su-semrush-software-inattendibile.htm

 

16/09/2015

DOVE POSSO VEDERE I POST PUBBLICATI SULLA MIA PAGINA FACEBOOK?

Per vedere tutti i post pubblicati sulla tua pagina:
Clicca su Strumenti di pubblicazione nella parte superiore della Pagina.
Clicca su Post pubblicati.
In questa pagina, potrai vedere chi ha pubblicato un post sulla tua pagina e quando è stato pubblicato, cercare i post pubblicati sulla tua pagina e cliccare su un post per vederne i dettagli.
(fonte: Facebook)
Oppure:
Cliccare sul triangolino in alto a destra (subito a destra del "lucchetto")
Dal menu che appare, scegliere "Registro Attività"
Nel menu a sinistra della pagina che si aprirà scegliere "I tuoi post" oppure "Post di altri" o altre opzioni desiderate (Foto, Mi piace, Commenti...)
A questo punto vedremo l'elenco di tutti gli elementi desiderati (Post nostri, di altri, Foto, ecc..) e sarà possibile effettuare ricerche inserendo una o più parole nella casella "Cerca nelle attività"
(fonte: il sottoscritto)

 

16/09/2015

IN QUALE MODO FARE FRONTE ALLE AVVERSITA'?

Il modo in cui noi facciamo fronte alle avversità determina le nostre vite più di qualsiasi altra cosa. Le persone che ottengono dei risultati di solito vedono i problemi come TRANSITORI, mentre quelli che falliscono spesso vedono persino i problemi più piccoli come INTERMINABILI. Adottare quest'ultimo modo di pensare è il primo passo verso il fallimento.
La prima volta che hai un problema ricordati di pensare: "ANCHE QUESTO PASSERA'" :-)

 

15/09/2015

Sito per la vendita di Sex Toys online

Buonasera, il mio progetto è quello di creare un e-commerce per la vendita di sex toys in regime di Dropshipping; grazie a questo servizio potrò disporre di migliaia di schede prodotto già pronte per la pubblicazione online, riferite alle disponibilità di magazzino consegnabili in 24 ore in pacco anonimo, liberandomi di tutta la parte logistica relativa al magazzino/consegne, mettendo quindi on line migliaia di potenziali opportunità di vendita. La presente per chiederVi oltre ad una prima consulenza, un preventivo per la realizzazione ma soprattutto il posizionamento del sito con la keyword "sex toys".

La keyword "sex toys" ha 81.300.000 competitor, e tutti avrebbero voluto stare in prima pagina. Auguri! :-)

 

13/09/2015

QUALI SONO I SITI STATICI CHE PROCURANO LAVORO?

Un sito statico (sito-vetrina) spesso è quasi sempre in grado di far guadagnare più di un sito ecommerce, ma tutto dipende dall'attività svolta e dalle competenze SEO di chi realizza il sito. Qualche esempio di siti statici che in genere consentono di trovare clienti:

  • Vendita, installazione e assistenza climatizzatori
  • Vendita, installazione e assistenza caldaie e stufe
  • Installazione e riparazione antenne TV
  • Ristrutturazione di appartamenti
  • Vendita ed installazione di serramenti
  • Chirurghi specialisti
  • Dentisti
  • Agriturismi B&B
  • Giardinieri, manutenzione giardini
  • Vendita, installazione e manutenzione tende da sole e zanzariere
  • Imbianchini
  • Sostituzione serrature e apertura porte
  • Investigatori privati
  • Toelettatura cani
  • Ricostruzione unghie
  • Corsi di Yoga
  • Assistenza computer a domicilio
  • Avvocati

Cosa hanno in comune questi siti?

1) sono tutti geolocalizzabili in una determinata città o provincia (e pertanto più facili da posizionare rispetto ai siti non geolocalizzabili, come ad esempio i siti di annunci o i siti ecommerce);

2) I titolari devono saper fare un lavoro ed aver voglia di lavorare. I soldi non arrivano senza fare nulla, contrariamente a quanto credono quasi tutti coloro che vorrebbero aprire un sito ecommerce o di annunci. Ulteriori informazioni le trovate qui:

http://www.viasetti.it/articoli/siti-che-rendono/quanto-rende-un-sito-web.htm

Il post originale con i relativi commenti lo trovi qui: www.facebook.com/viasettistudio

 

11/09/2015

PERCHE' AVERE UN NEGOZIO FISICO E PAGARE AFFITTO E BOLLETTE?

Perché avere un negozio fisico, pagare l'affitto e le bollette, e alzarsi presto tutti i giorni per vendere solo nel proprio paesello, quando con un sito ecommerce puoi vendere in tutto il mondo anche quando dormi o sei in vacanza?

Questo è ciò che sempre più negozianti si stanno chiedendo. Ed è ciò che leggiamo su molti siti. E leggiamo anche che possono bastare 60 euro all'anno per avere un sito ecommerce professionale.

Se anche tu lo pensi, ti prego, non contattarmi! Evita di farmi sprecare tempo prezioso per risponderti. Tempo che preferisco dedicare agli utenti che da un sito web potrebbero trarre davvero benefici e guadagni.

Se pensi che basti un sito ecommerce per smettere di lavorare sodo e portarti a casa uno stipendio, continua pure a pensarlo, ma per favore, non contattare noi. Abbiamo di meglio da fare.

www.viasetti.it

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11/09/2015

VENDERE ONLINE PRODOTTI TIPICI SICILIANI ALL'ESTERO

"Sto per fare un sito ecommerce per vendere prodotti alimentari tipici della mia regione (Sicilia). La mia intenzione è vendere non tanto in Italia, ma soprattutto all'estero. Mi hanno detto che questi prodotti sono molto richiesti in Germania, in Russia e negli Stati Uniti. Penso quindi che con un sito in 4 lingue potrei vendere in tutti questi paesi. L'agenzia di Palermo a cui mi sono rivolto per farmi fare il sito è entusiasta dell'idea. Mi hanno detto che con 2.500 euro me lo possono fare. Sono però capitato sul vostro sito e ho letto che sconsigliate siti del genere. Se mi permettete non sono d'accordo con le vostre opinioni. Io, e un amico che risiede in Germania me lo ha confermato, penso che il sito venderà bene perché il mercato c'è, specialmente all'estero. Voi cosa ne pensate?"

Ho scritto diversi articoli per spiegare perché le probabilità che un sito del genere funzioni sono prossime allo zero. Non saprei cosa altro aggiungere. Se qualcuno pensa che funzionerà continui pure a pensarlo. La Web Agency si è dimostrata entusiasta dell'idea di incassare 2.500 euro? Be', non mi sorprende :-)

http://www.viasetti.it/articoli/siti-e-commerce/la-tentazione-di-lasciarvi-liberi-di-sbagliare.htm

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10/09/2015

COME FATE A VENDERE SITI CON LA GRAFICA COSI' SCARSA?

"Salve, mi chiamo Antonino xxxx e sono uno studente delle superiori.
Mi stavo chiedendo come voi riusciate a vendere siti web con una grafica così scarsa, e mi chiedevo del perché lasciate sempre le due strisce laterali di margine, aiuta il SEO?
Voi avete scritto che "Conoscere le tecniche di programmazione è l'aspetto meno importante per la creazione di un sito di successo."

Quindi sostenete che anch'io potrei vendere siti creati con HTML?

Ho l'illusione come tutte le persone medie che l'aspetto più importante sia la grafica. In fine, mi piace come lavorate e vorrei farvi i complimenti. Se "da grande" lavorerò nel campo dei siti web mi piacerebbe seguire il vostro comportamento."

Antonino, visto che mi hai fatto i complimenti, ti confido un segreto che in 20 anni non ho mai condiviso con nessuno: i siti che facciamo finiscono in prima pagina PROPRIO perché hanno le 2 striscie laterali e la grafica scarsa. Ma ti prego, tieniti per te questo segreto, non vorrei che i concorrenti me lo copiassero! Sarei rovinato.

Per quanto riguarda: "Quindi sostenete che anch'io potrei vendere siti creati con HTML?" - Assolutamente no! Non ho mai sostenuto nulla di simile, è solo una tua interpretazione.

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8/09/2015

SE FIRMI IL NOSTRO CONTRATTO FINIRAI AI PRIMI POSTI!

Oggi il consulente di una tristemente famosa web agency ha detto ad un nostro cliente:

"Noi abbiamo un accordo con Google, se firmi il contratto avrai la certezza di finire al primo posto" :-)

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7/09/2015

PER VENDERE IN RETE SERVE UN SITO ECOMMERCE?

Di solito sì, ma non sempre: dipende dall'attività svolta. Negli ultimi 15 anni abbiamo creato centinaia di siti che vendono prodotti o servizi senza essere siti ecommerce. Ma come fanno?

http://www.viasetti.it/acquistinrete/acquisti-in-rete.htm

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2/09/2015

SONO UN WEBMASTER E NON MI INTENDO DI SEO

"Buonasera, sono un webmaster e sto realizzando svariati siti web ma siccome non mi intendo di seo vorrei sapere se è possibile stringere una partnership con voi. Sto cercando un partner che curi tutto l'aspetto "seo" dei miei siti presenti e futuri ed ovviamente voglio conoscere anche il prezzo unitario, ossia il costo per sito."

Io penso che se un webmaster crede si possa stabilire a priori un "prezzo per sito" quando si parla di SEO, più che "non intendersi di SEO" abbia sbagliato lavoro. Come si fa a prevedere quante ore sarà necessario lavorare per posizionare un sito senza sapere cosa tratta, quante pagine ha, con quali keyword dovrebbe essere trovato, quanti e quali competitor hanno queste keyword, quanti utenti le cercano, come è stato progettato e realizzato, ecc.. ecc..? Il sito di un avvocato o dentista di Castel Mella (10.000 abitanti) lo si posiziona in 20 minuti, il sito di un avvocato o dentista di Milano o di Roma richiede settimane di lavoro. Il sito di un avvocato che opera online in tutta Italia può richiedere mesi di lavoro (problema tipico dei siti ecommerce o di annunci che per la loro natura non sono geolocalizzabili su una sola provincia).
http://www.viasetti.it

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