Home > Articoli > Posizionamento siti web > Come fa quel sito ad essere primo?

Come fa quel sito ad essere sempre ai primi posti?

Autore: - Articolo del 26 Agosto 2014, aggiornato il 30 Aprile 2015

 

Realizzazione Siti Web - Home Page Viasetti          Realizzazione Siti Web - Menu studio Viasetti
Testimonianze Clienti Viasetti - creazione siti web          Contatti - studio Viasetti - creazione e posizionamento siti web

 

Ma come fa quel sito ad essere al primo posto in Google?

Quando ti dicono: il tuo sito sarà ai primi posti - rifletti un attimo e informati 

 

Un utente mi ha scritto qualche giorno fa:

“Alla mia richiesta di un preventivo per posizionare in modo organico il mio sito in prima pagina su Google mi avete risposto che non è possibile in quanto i miei competitor sono 147.000.000.”

A questo punto mi permetta di farle una domanda:

Come fa allora il sito di questo mio competitor (xxxxxxx) ad essere sempre ai primi posti?

In realtà non è la prima volta che qualcuno mi pone una domanda del genere. Credo di non esagerare se dico che negli ultimi 10 anni mi è stata posta almeno 500 volte.

Ogni volta, specialmente quando questa domanda mi viene fatta al telefono, mi trovo impreparato a rispondere. Ed è ovvio che sia così. Come puoi rispondere all’istante ad una domanda del genere?

Ho deciso di scrivere questo articolo per poter dire a chi, d’ora in poi, mi chiederà “come mai il mio concorrente è sempre in prima pagina?”, di leggere questa pagina per soddisfare, anche se in parte, la sua legittima curiosità. Mi limiterò a dargli il link all’articolo e risparmierò così un sacco di tempo.

Bene, tentiamo ora una volta per tutte di rispondere a questa difficile domanda da un milione di euro.

Perché quel sito è al primo posto su 150 milioni di competitor? Come ha fatto?

Cominciamo con il ricordare che esistono 2 tipi di posizionamento:

  • il posizionamento a pagamento (AdWords per quanto riguarda Google)
  • il posizionamento organico (o naturale)

Il posizionamento a pagamento è facile da ottenere, basta pagare Google.

Quindi bisogna prima di tutto vedere se un sito è ai primi posti non per merito ma perché paga Google.

E questo è facilissimo da capire. Vediamo come:

Cerchiamo un termine qualsiasi in Google, ad esempio “scarpe Nike” (17.700.000 competitor). I primi 3 siti che vediamo hanno un piccolo riquadro giallo con la parola “ANN” (annuncio) e quindi sono a pagamento.

Sul lato destro della videata di Google vedremo altri 5 o 6 annunci a pagamento. I link che troviamo sul lato destro sono sempre a pagamento. In questo caso noteremo un box giallo con scritto “ANNUNCI” subito prima del primo annuncio.

N.B.: il simbolo che indica gli annunci a pagamento potrebbe essere diverso; Google nel corso degli anni ha infatti cambiato alcune volte la modalità che distingue gli annunci a pagamento. Ciò che abbiamo scritto si riferisce a come sono evidenziati gli annunci a pagamento alla data odierna.

Quindi, quando qualcuno ci chiede “come fa quella ditta ad essere ai primi posti” verifichiamo sempre se è a pagamento o meno.

Se volete essere al primo posto a pagamento basta iscriversi a AdWords creando un account, inserire nell’apposito form il nome del sito, scrivere il testo dell’annuncio, decidere con quali termini desideriamo essere trovati ai primi posti e stabilire un budget giornaliero. Possiamo anche decidere in quali Paesi o località geografiche far apparire i nostri annunci.

Per ogni termine c’è un costo per clic. Il costo varia in base alla domanda del momento ed alla posizione desiderata (primo posto, secondo posto, terzo posto, ecc..) e può variare da pochi centesimi di euro (per le keyword meno competitive) a oltre 10 euro per le keyword più richieste e competitive.

Vediamo nella tabella sottostante i dati relativi ad una ricerca effettuata oggi 26/08/2014 per alcune keyword:

costi di Google AdWords

Cosa significano questi dati?

Significato dei dati – analizziamo 3 casi:

Un falegname di Milano

Un falegname che volesse essere al primo posto cercando “falegname milano” (o frasi equivalenti) dovrebbe pagare a Google 0,40 euro per ogni clic (visita al suo sito). Il suo annuncio verrebbe mostrato (impressioni) 35 volte al giorno ed il 23% di chi lo vede cliccherebbe sullo stesso. Avrebbe pertanto 8 visitatori (clic) al giorno e spenderebbe 3,20 euro al giorno, ossia circa 100 euro al mese.

Un hotel di Rimini

Un Hotel di Rimini che volesse essere al primo posto cercando “Hotel Rimini” (o frasi equivalenti) dovrebbe pagare a Google 3,65 euro per ogni clic (visita al suo sito). Il suo annuncio verrebbe mostrato (impressioni) 36.400 volte al giorno ed il 5,4% di chi lo vede cliccherebbe sullo stesso. Avrebbe pertanto la bellezza di 2.000 visitatori (clic) al giorno e spenderebbe 7.000 euro al giorno, ossia circa 200.000 euro al mese!

Naturalmente è possibile limitare la spesa fissando il budget massimo giornaliero. Se ad esempio l’Hotel di Rimini avesse fissato il budget massimo giornaliero a 70 euro avrebbe 20 visitatori al giorno anziché 2.000.

Un sito che vende online iPhone

Un sito ecommerce di cellulari che volesse essere al primo posto cercando “iPhone 5s” (o frasi equivalenti) dovrebbe pagare a Google 4,40 euro per ogni clic (visita al suo sito). Il suo annuncio verrebbe mostrato (impressioni) 350 volte al giorno ed il 4,7% di chi lo vede cliccherebbe sullo stesso. Avrebbe pertanto 11 visitatori (clic) al giorno e spenderebbe 72 euro al giorno, ossia circa 2.000 euro al mese.

Supponiamo di aver bisogno di 50 visite per vendere un iPhone. Ogni vendita ci sarebbe costata circa 200 euro, sicuramente molto più di quanto guadagnerei vendendo un iPhone.

Riassumendo: essere ai primi posti se paghi AdWords è semplicissimo. Bisogna vedere però quanto sei disposto a spendere per ogni visita.

Molte volte, quando un utente ci ha detto: ma come fa il mio concorrente ad essere al primo posto nonostante i 50 milioni di competitor, gli abbiamo dimostrato che era al primo posto semplicemente perché pagava AdWords, non perché chi gli ha fatto il sito è stato bravo!

Ma il mio concorrente è ai primi posti e NON paga AdWords. Come ha fatto?

Chiarito questo importante concetto vediamo di capire perché un sito è al primo posto NON a pagamento.

La risposta più banale potrebbe essere “Google non può lasciare vuoto il primo posto. Anche quando i competitor sono miliardi deve pur metterci qualcuno al primo posto!”

O ancora: “come ha fatto quel tizio a vincere il primo premio della lotteria di capodanno?”

E qualche volta, lo confesso, mi hanno esasperato a tal punto che ho dato una delle suddette risposte:-)

Parliamo seriamente ora.

Quando i competitor di una determinata keyword si contano sulle dita di una mano, ad esempio “corsi di addestramento per formiche rosse” è facilissimo capire e spiegare perché un sito (il nostro!) è al primo posto.

Quando i competitor di una keyword sono 317 milioni, come ad esempio iPhone 5s, la risposta è praticamente impossibile, o meglio, in questo caso è possibile: è ovvio che al primo posto ci sia il sito della Apple. Dire però perché un hotel di Rimini è al primo posto con “hotel Rimini” nonostante i 27 milioni di competitor è davvero impossibile. Nessuno lo può dire con precisione.

Nessuno al mondo conosce tutti i criteri utilizzati dagli algoritmi di Google per posizionare un sito. Se qualcuno li conoscesse sarebbe miliardario. Potrebbe condizionare a suo piacimento i risultati di Google. Sarebbe probabilmente la fine di Google.

Possiamo fare solo delle ipotesi ed ogni esperto ha le sue opinioni in proposito.

Un sito potrebbe essere al primo posto per l’anzianità del dominio. Google premia da sempre l’anzianità. Se un sito esiste da 20 anni, si trova da sempre al primo posto ed è considerato affidabile, è quasi impossibile superarlo.

Poi conta il nome del dominio. Se un sito si chiama hotelrimini.it o www.hotelrimini.com ha molte più probabilità di finire ai primi posti (con la keyword hotel rimini) rispetto ad uno che si chiama www.hotelcollefiorito.net.

Poi contano il numero delle pagine, la quantità di testo, l'esperienza di chi ha realizzato il sito, il numero dei siti che lo consigliano, la presenza sui vari portali turistici, ecc..
E anche una piccola dose di fortuna non guasta.

Ricordo che 15 anni fa feci un sito ad un rivenditore Toyota di un piccolo paese della bassa bresciana. Questo sito da subito si posizionò al primo posto con la keyword “rivenditori Toyota” (allora era facile, i nostri concorrenti erano pochi e poco capaci) e ci rimase per almeno 10 anni, nonostante i siti dei rivenditori Toyota crescessero anno dopo anno come funghi.

Eppure il sito creato da noi era piccolissimo, (4 o 5 pagine).

Se qualcuno, qualche anno fa, avesse chiesto a noi o a qualsiasi nostro competitor “come mai quel sito è al primo posto?” sono sicuro che nessuno avrebbe saputo rispondere. Nemmeno io.

Incredibilmente ancora oggi, a 15 anni di distanza, e pasticciato dal personale del cliente, è ancora presente in seconda pagina. E non può contare nemmeno sul nome del dominio, il quale non contiene né il termine rivenditori ne Toyota.

Perché siamo al primo posto con Google Story?

Perché il sito www.viasetti.it è da 5 o 6 anni al primo posto con “GOOGLE STORY”, un termine con mezzo miliardo di competitor? Non so rispondere. Non ho una risposta per qualsiasi domanda.

 

 

©2005-2016 Gianfranco Viasetti - All rights reserved. E' vietato duplicare questo articolo, anche in parte e con qualsiasi mezzo.

 

Studio Viasetti | Realizzazione siti web | Posizionamento siti nei motori

zona operativa: milano - brescia - bergamo - verona - vicenza - padova - treviso - venezia - varese - torino - modena - livorno - pisa - napoli - roma - catania - lugano - new york - fort lauderdale (florida) - madrid

Torna a inizio pagina