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Come lavorano i SEO - Come fanno a posizionare i siti?

Come operano i SEO per ottimizzare e posizionare i siti dei loro clienti

Autore: - Articolo scritto il 28 Luglio 2013

 

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Come lavorano i SEO?

Come fa un SEO a posizionare i siti dei clienti?

Esistono principalmente 2 modi di fare SEO:

1) Attività onsite

2) Attività offsite

Quali sono le attività ONSITE (ossia quelle svolte sul sito)?

L’attività Onsite consiste nell’intervenire direttamente sul sito del cliente per ottimizzarlo al meglio per i motori di ricerca.

Le azioni più comunemente usate per raggiungere questo obiettivo sono:

1) modificare l’url delle pagine web

2) modificare i TITLE delle pagine (quella frase che appare in blu nei risultati di una ricerca)

3) modificare la Description delle pagine (quella frase che appare in nero nei risultati di una ricerca). Notare che non necessariamente i motori mostrano il contenuto del meta tag description nei risultati della ricerca. Dipende dalla query digitata dall’utente. Se la description non contiene tale keyword, i motori mostrano una parte del testo della pagina che include la o le keyword digitate dall’utente

4) modificare il metatag Keyword (ma per Google non serve a nulla, non ha MAI considerato il meta tag keywords)

5) modificare i contenuti testuali delle pagine, verificando che siano ORIGINALI, ampliandoli e tematizzandoli meglio sulle keyword con cui la pagina dovrebbe essere trovata

6) Modificare o inserire titoli e sottotitoli tematizzati con i contenuti e le keyword, usando in modo efficace i tag H1, H2, H3…

7) modificare i nomi delle immagini e il loro testo ALT

8) modificare i nomi dei link e il loro testo alternativo o TITLE (anchor text)

9) ridurre il peso delle immagini e della grafica per migliorare i tempi di caricamento delle pagine

10) tentare di rendere le pagine accessibili secondo la normativa internazionale W3C, eliminando gli errori presenti nel codice

11) eliminare dal codice html tutte le istruzioni e le routine inutili

Possibili problemi:

Alcune delle suddette azioni non si possono compiere su tutti i siti. Ad esempio non tutte possono essere effettuate su siti di cui non abbiamo il pieno controllo di tutto il codice, come ad esempio i siti basati su qualsiasi piattaforma che troviamo già pronta in internet, come WordPress, Joomla, Drupal, Magento, Opencart, ecc.. ecc..

Tutti i siti creati con queste piattaforme hanno righe di codice su cui il SEO non può intervenire, in caso contrario non funzionerebbero più. Quando diciamo che un sito e-commerce è molto più difficile da posizionare rispetto ad uno statico ci riferiamo anche (ma non solo) a questi problemi.

In questi casi il SEO, non potendo ottimizzare correttamente il sito dall’interno, ricorre ad azioni OFFSITE (vedi più avanti).

Tutte le azioni citate sopra si possono invece compiere su pagine html create da zero dal webmaster o dal SEO. Ma sono pochissimi che creano pagine WEB da zero, di solito, per comodità, per risparmiare sui tempi di sviluppo o per creare un sito come lo ha richiesto il cliente (forse non ci crederete, ma ci sono clienti che chiedono espressamente un sito fatto con WordPress o con Joomla! perché hanno letto su qualche forum o sentito dire che sono i migliori e i più facili da posizionare), utilizzano come base le piattaforme citate e template grafici già pronti (e ridondanti di codice difficile o impossibile da ottimizzare) che poi personalizzano in base alle richieste del cliente.

Ecco perché abbiamo scritto in diverse occasioni che quasi mai siamo in grado di ottimizzare siti non creati da noi. Noi i siti li creiamo “a mano”, non utilizziamo nessuna piattaforma o template creati da altri, pertanto abbiamo il controllo del 100% del codice di tutte le pagine.

Attività OFFSITE (ossia azioni svolte fuori dal sito del cliente)

Le principali attività OFFSITE a cui i SEO ricorrono per posizionare un sito sono:

1) Link da altri siti, ossia inserire su altri siti di cui sono proprietari, di cui hanno il controllo, oppure su siti che “vendono” o scambiano link, dei link al sito del loro cliente. Alcuni ne inseriscono migliaia o decine di migliaia, facendosi ovviamente pagare dal cliente per questa attività;

2) Link o post su Facebook o altri social network. Creano una pagina per il cliente su Facebook, inseriscono commenti sui social network, procurano FAN e “mi piace” alla pagina del cliente. C’è chi vende 1000 fan o 1.000 mi piace per 99 USD;

3) Post su forum o blog. Pagano qualcuno che passa le giornate ad inserire commenti che parlano del sito del cliente su centinaia di blog e forum o ad inserire recensioni positive e ovviamente fasulle sull’azienda da promuovere;

4) Article Marketing. Scrivere o far scrivere articoli che parlano dei prodotti o servizi che vende il cliente e pubblicarli sui vari siti che accettano questi comunicati;

Eventuali problemi dell'attività SEO offsite:

Nonostante Google abbia sempre sconsigliato di acquistare o ottenere link non spontanei allo scopo di aumentare la popolarità ed il RANK di un sito, il 99% dei SEO ricorre a questi espedienti, che in alcuni casi hanno consentito ad un sito, privo di valore e di contenuti utili, di posizionarsi ai primi posti dei motori in poco tempo.

Da più di un anno però Google, al fine di migliorare continumente i risultati di ricerca, privilegiando i siti con contenuti UTLI, sta combattendo contro chi fa uso di tali tattiche, considerate SPAM.

I più recenti aggiornamenti agli algoritmi di Google (il penguin dello scorso anno e il penguin 2.0 del 22 Maggio 2013) hanno colpito e penalizzato molti dei siti che avevano ottenuto la prima pagina grazie all’abuso di azioni OFFSITE (specialmente del link building).

Il motore sta scandagliando il WEB alla ricerca di siti che hanno ottenuto benefici per mezzo di molti link non spontanei o articoli pubblicati ad arte su altri siti con il solo scopo di linkare il sito del cliente ed aumentare la sua popolarità.

Quei pochissimi SEO che per posizionare i siti dei clienti hanno utilizzano essenzialmente azioni ONSITE possono dormire sonni tranquilli. Gli altri molto meno.

Se cercate in Google “sito penalizzato da Penguin” troverete migliaia di utenti, (ma anche webmaster e SEO) disperati perché Google ha scoperto “il trucco” ed ha penalizzato i loro siti. Alcuni utenti lamentano una perdita di visite (e di ordini) attorno al 90%.

Non vorrei essere nei panni dei clienti di questi SEO. E nemmeno nei loro, specialmente di quei tanti che fanno pagare al cliente un canone annuo per il “mantenimento del posizionamento”. Immagino che ora si giustificheranno con i clienti dicendo “non è colpa mia, è colpa di Google che ha cambiato le regole!”

Conclusione:

La correttezza prima o poi paga sempre.

Il 22 Maggio è un giorno da festeggiare per chi sa scrivere.

Il 22 Maggio é un giorno da festeggiare per tutti coloro che scrivono contenuti di qualità, è la festa del ringraziamento a Google.

Con il lancio del Penguin 2.0, avvenuto il 22 maggio 2013, Google ha deciso di dare un duro colpo a chi ha ottenuto la prima pagina non grazie a contenuti di qualità, ma per mezzo delle migliaia di link innaturali o dei 10.000 "mi piace" fasulli su Facebook procurati da compiacenti agenzie o SEO.

E queste Web Agency o SEO non se la caveranno facilmente dicendo al cliente che non è colpa loro se il sito ha perso il 90% dei visitatori, che è colpa di Google che ha cambiato le regole del gioco. Ma queste regole sono sempre esistite.

Sono almeno 10 anni che Google dice ai webmaster e seo di scrivere contenuti di qualità e utili per i visitatori se si vuole avere il sito ben posizionato.

L'unica cosa che è cambiata é che Google per anni ha chiuso un occhio nei confronti di chi posizionava i siti lavorando solo offsite, e certe volte li ha chiusi entrambi. Ora ha deciso di aprirli. Tutto qui.

Per ottenere link di valore bisogna creare contenuti di valore

Per ottenere link di valore bisogna creare contenuti di valore. Se i nostri contenuti saranno utili e ritenuti interessanti dagli utenti, riceveremo link spontanei.

Finché molti continueranno a pensare che un'immagine vale più di 1000 parole e che una home page, per stupire, deve avere il logo dell'azienda che danza, chi sa scrivere contenuti di qualità avrà gioco sempre più facile. Per questi ultimi, in un futuro non troppo lontano, vincere la guerra contro i creatori di siti che stupiscono per la grafica e le animazioni in flash che piacciono tanto al cliente (pensare a educare il cliente no vero? Costa troppa fatica dirgli che il suo logo che gira stupisce solo lui?) sarà come sparare sulla Croce Rossa.

©Gianfranco Viasetti - 28 Luglio 2013

 

 

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