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Posizionamento siti all'estero - i termini in inglese

Molti pensano che essere trovati con termini inglesi o italiani cambi poco

 

"vorrei un sito che venga trovato in prima pagina su Google cercando professional translation services" mi ha scritto qualche mese fa una signora di Milano che offre un servizio di traduzioni - "il budget disponibile è di 1.500/2.000 euro", ha aggiunto. Quando le ho risposto se fosse a conoscenza che con questo termine, in Google.com, vi sono 13 milioni di competitor e che pertanto le probabilità di creare un sito che finisca in prima pagina sono prossime allo zero, ha replicato: e allora mi spieghi come ha fatto onehourtranslation.com a finire al primo posto!

"Onehourtranslation.com è un sito di 29.500 pagine" le ho risposto. "E non possiamo farlo anche noi? Se ci sono riusciti loro..." - Con 2.000 euro dovrei fare un sito di 30.000 pagine? Noi con 2.000 euro facciamo 6 o 7 pagine! Se si "accontenta" di essere trovata da chi cerca "traduzioni Milano" possiamo parlarne. "No", mi ha risposto, "io voglio fare traduzioni in tutto il mondo, non solo a Milano."

Il discorso è finito li, non l'ho più sentita.

Sono molti gli utenti che ci chiedono di poter essere trovati in Google con termini inglesi. E di solito i competitor sono decine di milioni, talvolta addirittura centinaia di milioni. In questi casi le probabilità di successo sono le stesse del 99,9% dei siti e-commerce che vendono scarpe o telefonini, ossia ZERO. Un conto è essere trovati da chi cerca "Nike Brescia" (un milione di competitor), un altro da chi cerca semplicemente "Nike" (oltre 600 milioni di competitor). Supponiamo pure che mezzo miliardo di questi siti siano stati creati da incompetenti, ne rimangono sempre 100 milioni da superare.

Ho scritto alcuni articoli per spiegare perché è difficilissmo anche per un SEO esperto posizionare siti e-commerce che vendono prodotti di largo consumo e con elevata competitività a livello di keyword. Per quanto riguarda alcuni siti non tipicamente e-commerce, come ad esempio le traduzioni online, la creazine di siti web, il posizionamento di siti nei motori, l'avvocato che fornisce consulenza online... il discorso è quasi identico a quello fatto per i siti e-commerce. In questi casi, non essendo coinvolti database e non essendo necessario creare siti dinamici, le difficoltà sono minori, ma sono comunque tante.

E questo se parliamo di siti che devono essere trovati solo in Italia e con termini in italiano.

Qualcuno però non si accontenta dell'Italia, vuole essere trovato in tutto il mondo. Un avvocato voleva un sito in 5 lingue e la parola chiave principale su cui puntare doveva essere LAWYER (quasi mezzo miliardo di siti concorrenti)!

Posso capire che sia legittimo puntare in alto, non limitarsi all'Italia. Internet in fondo non ha confini. E' bello sognare, ma è necessario partire con i piedi per terra per evitare delusioni su delusioni. Se fino a ieri non avevi un sito e non ti trovava nemmeno il vicino di casa, accontentati di essere trovato nella tua provincia. Sarebbe già un bel passo in avanti e sicuramente ti consentirebbe di aumentare il tuo reddito.

 

Autore:

Articolo scritto il 28 Marzo 2012

aggiornato il 20 Gennaio 2017

 

 

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