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TECNICHE SEO

Autore: - Articolo scritto il 11 Giugno 2012

 

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Google Penguin se la prende con i SEO che usano tecniche di sovra ottimizzazione

Se vogliamo davvero imparare a capire come posizionare un sito in prima pagina su Google dobbiamo innanzittutto liberarci da pregiudizi, falsi miti e leggende metropolitane relative al SEO. La prima cosa che dovrebbe fare chi si accinge ad occuparsi di posizionamento (SEO) è evitare di dare per scontato che una cosa sia vera solo perché l'ha letta su un blog o un forum, magari autorevole. Può anche essere autorevole il titolare del forum, ma questo non significa che lo siano tutte le persone che intervengono in quel forum. Molti partecipanti non hanno esperienze dirette dei problemi di cui parlano, si limitano a scrivere ciò che a loro volta hanno letto su un altro forum. Inutile pensare di imparare in questo modo a posizionare un sito.

La lettera che mi ha dato lo spunto per questo articolo sul posizionamento

Ho ricevuto qualche giorno fa, da un visitatore del nostro sito, l'email che riporto integralmente, oscurando solo, per motivi di riservatezza, il nome del mittente:


 

"Ho visitato il suo sito e verificato alcuni posizionamenti che lei ha fatto con efficacia, complimenti. Mi sono cimentato a fare un sito da solo dopo essermi sbattezzato con pseudoesperti (senno di poi). Non capisco nulla di html e php, così mi sono rivolto a wordpress che già aiuta per il posizionamento ed è abbastanza semplice fare un sito. Ho capito abbastanza bene alcune cose e ho studiato la "mentalità" di Google traendone vantaggi indubbi. Ho posizionato il sito nella prima pagina e anche molti articoli all'interno escono in prima o al massimo in seconda pagina. Quindi? C'è da essere soddisfatti, invece no.

Per spiegarmi meglio le faccio un esempio, lei sa benissimo, perché ha usato anche lei questa tecnica, che va di "moda", registrare domini esattamente come una query (vedi villacastiglincello.it) e il punto è proprio questo, mannaggia! Se cerco in Google “villa castiglioncello” o indifferentemente “villa a castiglioncello” oppure “villa in affitto a castiglioncello” e così via il risultato è sempre lo stesso: il sito da lei fatto è in prima posizione in prima pagina. Complimentoni.

Ma anche se inverto i termini, esempio “castiglioncello villa” il sito è sempre al primo posto, ma come è possibile? Lei è strabravo o io sono un bischero, opto per la seconda. Le spiego ciò che faccio io: editando un articolo o una pagina, lasciamo stare per ora la home page, sto bene attento al titolo, alla categoria, allo slug, al testo che sia abbastanza consistente e che contenga le parole del titolo, anche la foto è nominata con coerenza, insomma mi sbattezzo e riesco, come ho detto sopra a posizionare molti articoli, pagine e categorie, allora? Dove sta il problema? Allora succede che se cambio una sola virgola alla query che provo a fare su google, (corrispondente al titolo), tutto va a farsi benedire. E' questo che mi manda in bestia!

Faccio un altro esempio, supponiamo che abbia registrato il dominio alloggivendita.com. Bene, cercando “alloggi vendita” risulto in prima pagina, ma se solo provo a cercare: “alloggi IN vendita” sono finito, non esisto più, o meglio, dalla prima pagina finisco in decima pagina. E tutto per una IN in più. Le sembra giusto? dove cavolo sta il trucco?

La ringrazio per l'attenzione e conto su una sua "illuminante" risposta."


 

Ovviamente ho risposto a questo utente. Rispondo sempre a tutti, anche se ciò mi toglie alcune ore al sonno. Non credo però che l'utente in questione abbia trovato “illuminante” e esaustiva la mia risposta, ma esistono quesiti a cui non è possibile rispondere esaurientemente con una email.

Per un quesito come quello posto nella mail riportata non basterebbe un libro di 1.000 pagine per fornire risposte definitive. L'attività di un SEO è molto più complessa di quanto molti ingenuamente pensano. Non basta leggere qualche post in un forum per imparare a fare posizionamento. Bisogna lavorare sodo per anni ed anni, sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare.

Posso però dare alcune risposte, diciamo una traccia che possa essere utile per capire meglio perché le stesse tecniche di ottimizzazione funzionano con un sito e non con un altro.

 

LIBERIAMOCI DAI PREGIUDIZI, DAI FALSI MITI E DALLE LEGGENDE METROPOLITANE

 

La prima cosa che chi si accinge ad occuparsi di posizionamento (SEO) dovrebbe fare è evitare di dare per scontato che uninformazione sia vera solo perché l'ha letta su un blog o un forum, magari autorevole. Può essere autorevole il titolare del forum, ma questo non significa che lo siano tutte le persone che intervengono in quel forum. Molti partecipanti non hanno esperienze dirette dei problemi di cui parlano, si limitano a scrivere ciò che a loro volta hanno letto su un altro forum.

L'utente che mi ha scritto l'email che ho riportato sopra dice di usare Wordpress perché "aiuta nel posizionamento". Sicuramente lo ha letto da qualche parte, non lo dice per esperienza diretta. Perché mai Wordpress (o qualsiasi altro software per creare blog o siti) dovrebbe aiutare nel posizionamento? In che modo può aiutare? Sono queste le domande che ci si dovrebbe porre. L'utente in questione in linea di principio sa come avviene l'ottimizzazione di una pagina web, l'ha spiegato chiaramente. Ma cosa c'entra Wordpress in tutto questo?

L'ottimizzazione di una pagina web la si fa a mano! Nessun programma è in grado di farla bene come la possiamo fare noi manualmente, sapendo come farla. E per farla non è necessario conoscere l'HTML o il PHP. Serve solo il proprio cervello. Serve saper mettersi nei panni dei nostri potenziali clienti, entrare nella loro testa e pensare come loro. E' questo che serve, non Wordpress o Joomla o Drupal o non so che altro. SERVE SAPER SCRIVERE e pensare a ciò che si scrive, e questo ne Wordpress ne Joomla lo sanno fare per noi.

LA LEGGENDA DI DREAMWEAVER E FRONTPAGE

Da qualche parte ho letto che i siti fatti con Dreamweaver si indicizzano molto meglio di quelli fatti con Frontpage. Tutte sciocchezze. Il sito da noi realizzato (e ottimamente posizionato) a cui si riferisce l'utente è stato fatto proprio con Frontpage. Difficile crederlo per gli "esperti" convinti che Frontpage sia adatto al massimo ai ragazzini dell'asilo.

IMPARARE A RICONOSCERE CHI PARLA SENZA COGNIZIONE DI CAUSA

Parlare senza cognizione di causa è una consuetudine di molti nostri colleghi o presunti tali. Da anni non utilizziamo più Frontpage (non esiste più), ma lo abbiamo utilizzato per 10 anni, creando centinaia di siti che sono tuttora in prima pagina su Google, che sono compatibili con la normativa W3C (incredibile vero?) e che si vedono correttamente su qualsiasi PC, browser e sistema operativo. E anche su iPad e iPhone (cosa che non si può dire di molti siti appena creati con software blasonati). Non solo; molti di questi siti continuano, a distanza di anni, a procurare contatti, clienti e reddito ai loro titolari. Basta leggere le testimonianze dei diretti interessati per rendersene conto. Le trovate qui: www.viasetti.it/dicono.htm.

Alla faccia di chi ha sempre detto che Frontpage serviva al massimo per giocare e che genera codice incompatibile con gli standard.

I programmi bisogna saperli usare, non farsi usare da loro. Nessuno ci ha mai obbligato ad utilizzare funzioni come i temi, i template, i bordi condivisi, i pulsanti grafici, i form, i guestbook, o i counter previsti da Frontpage. Generano codice non standard? Benissimo, non ce l'ha ordinato il dottore di farne uso. Noi non li abbiamo mai utilizzati.

A proposito, nemmeno Flash lo abbiamo mai utilizzato, salvo appena uscito, per fare alcune prove. Ecco perché tutti i nostri siti, anche quelli di 10 anni fa, si vedono anche con iPhone e iPad.

Da 5 o 6 anni utilizziamo Microsoft Expression Web, il successore di Frontpage, ma la nostra filosofia progettuale non è cambiata, come non è cambiata la soddisfazione dei nostri clienti per i successi ed il reddito che ottengono grazie al nostro lavoro.

Ritorniamo alla domanda posta dal nostro utente

Ritorniamo un attimo al nostro utente che vuole sapere perché gli articoli del suo blog li si trova solo digitando in Google l'esatto titolo dell'articolo (senza cambiare nemmeno una virgola) o perché se pubblica un sito su un dominio di nome “ALLOGGIVENDITA.COM” lo si trova solo cercando esattamente il nome del dominio e non "alloggi in vendita" o "vendita alloggi".

QUANTO CONTA IL NOME DEL DOMINIO PER IL POSIZIONAMENTO?

Qualche anno fa ho scritto un articolo sull'importanza del nome del dominio ai fini del posizionamento, "Come scegliere il nome del dominio." Lo troverete probabilmente anche in prima pagina cercando "come scegliere il nome del sito" nonostante Google elenchi ben 7 milioni di risultati con tale keyword e che la stessa non coincida ne con il nome del dominio, ne con il nome della pagina, ne con il TITLE della stessa (la riga mostrata in blu da Google quando effettuiamo una ricerca) e nemmeno con il TITOLO (H1) della pagina. Non solo. I termini "come" e "scegliere" hanno una densità molto bassa nel testo della pagina: sono al di sotto dell'1%. Meno della metà delle ricorrenze di "dominio" e molto meno del termine "posizionamento".

In altre parole in questa pagina non è stata osservata nessuna delle regole che il nostro utente dice di seguire con attenzione, eccetto il "testo consistente". La pagina infatti ha 2.175 parole. Che sia questo il trucco? La quantità del testo? Oppure la qualità dello stesso?

Durante un'intervista qualcuno ha chiesto a Matt Cutts, portavoce di Google, quanto fosse importante per il posizionamento un nome di dominio che contenesse una o due keyword. Cutts ha dato la tipica risposta che da sempre in queste circostanze. Ha risposto che un nome di dominio contenente delle keyword utili per la ricerca può dare un po' di vantaggio nel posizionamento delle stesse keyword, ma che i SEO non dovrebbero essere ossessionati dal nome del dominio. Cutts dice spesso che i SEO non dovrebbero essere "ossessionati" da una cosa o da un'altra. Mi piacerebbe chiedergli se c'è qualcosa di cui dovremmo invece essere ossessionati.

Indipendentemente da ciò che ha detto o che può dire Matt Cutts, è fuori dubbio che il nome del dominio, se contiene un paio di keyword, aiuta molto nel posizionamento. Negli ultimi 10 anni ho personalmente effettuato centinaia di test al proposito, alcuni li trovate sulla pagina Come scegliere il nome del dominio. Il problema però è un altro: da solo il nome del dominio non basta!

Vediamo un esempio a dimostrazione di questa affermazione:

Abbiamo creato un sito e pubblicato su www.creazionesitiwebhtml5.it. Se il nome del dominio da solo bastasse per posizionare un sito, il sito in questione dovrebbe essere in prima o seconda pagina cercando "creazione siti web html5", in fondo i competitor con questa keyword non sono molti, sono meno di 300.000. Ma non c’è nemmeno nella ventesima pagina. Perché abbiamo fallito? La keyword density è corretta, i nomi delle pagine pure, così come i TITLE ed i titoli, che contengono le keyword più utili, eppure non lo si trova in Google nemmeno con il lanternino.

Se analizziamo i testi forse scopriamo il motivo: sono troppo brevi per essere ritenuti da Google "importanti" (abbiamo scritto testi come li scrivono di solito le agenzie di comunicazione e pubblicità). Bisogna scrivere molto di più. Abbiamo con queste keyword centinaia di siti fatti da gente che sa fare il nostro lavoro e che ha scritto molto più di quanto abbiamo fatto noi. Inoltre il sito www.creazionesitiwebhtml5.it non è conosciuto da nessuno, non ha link in ingresso. Ecco il motivo dell'insuccesso.

Eppure si tratta di un sito in HTML5 e CSS3, caratteristiche che, secondo ciò che gli esperti scrivono nei forum e nei loro blog, dovrebbero aiutare il posizionamento (sì sì, certo, come Wordpress o i pacchetti SEO che vendono alcuni provider un tanto al chilo).

Vediamo un altro esempio dove i risultati sono opposti:

Abbiamo creato il sito www.riservadicaccianicoletta.it – da notare che questo sito per alcuni mesi ha avuto una sola pagina, la HOME, e il testo non era molto, solo 360 parole. Eppure era e probabilmente lo è ancora al primo posto in Google cercando "riserva di caccia", non solo "riserva di caccia Nicoletta" come ci si sarebbe potuto aspettare. Eppure i siti competitor sono 1.700.000. Come è possibile? Perché in questo caso il nome del dominio ha funzionato e nel caso dell'esempio precedente no?

Come ho detto più volte, non è il numero dei competitor che conta, ma la QUALITA' dei loro siti per come viene percepita da Google, non da noi. Un sito potrebbe essere graficamente bruttissimo ma per Google potrebbe essere qualitativamente al TOP. Per saperne di più leggi l'articolo "Perché i siti brutti hanno successo".

SCRIVERE PER GLI UTENTI, NON PER I MOTORI!

Non sempre funziona, ma spesso sì. Bisogna scrivere testi lunghi, originali, comprensivi ed esaurienti, pensando quasi esclusivamente ai nostri lettori. Se scriviamo bene non dovremo preoccuparci della keyword density ottimale (come direbbe Matt Cutts "non dobbiamo essere ossessionati dalla keyword density"); verrà da sola! Se stiamo parlando di un qualsiasi argomento, e lo stiamo facendo bene, è quasi certo che i termini con i quali vorremmo che la pagina venisse trovata ci saranno nel testo. La regola è: se il lettore capisce il tema prevalente della pagina, lo capirà probabilmente anche Google.

INUTILE SMEMBRARE I SITI DEI CONCORRENTI PER VEDERE COME SONO FATTI "DENTRO"

Un altro luogo comune da sfatare è l'utilità di copiare i siti dei concorrenti. "Analizzate i siti dei vostri concorrenti che trovate in prima pagina su Google e capirete come hanno fatto" ho letto su un autorevole forum. Balle.

La pagina che elenca i siti da noi realizzati è più visitata dai competitor che dai potenziali clienti. Analizzano i siti da noi realizzati, li scaricano, li smembrano, controllano la keyword density, i nomi che abbiamo scelto per i domini e per le varie pagine, i titoli, i testi, il posizionamento delle varie keyword, la struttura delle pagine, il layout, li copiano nel tentativo di ottenere gli stessi risultati ottenuti da noi. Ci riescono? Direi di no, altrimenti i nostri siti, i siti dei nostri clienti, avrebbero perso posizioni nel corso del tempo a vantaggio dei loro.

Copiare i siti dei concorrenti non serve. Qualche mese fa un utente mi ha scritto dicendomi che aveva provato a copiare la nostra pagina che racconta la storia di Google, cambiando le parole, ma mantenendo la stessa keyword density, gli stessi titoli, il nome della pagina, i nomi delle immagini. "Questa cosa mi fa impazzire" – mi ha scritto – "La vostra pagina è al primo posto cercando Google Story, nonostante vi siano almeno un miliardo di competitor, la mia non appare nemmeno al 100° posto! Posso sapere quali trucchi avete usato?”

Gli ho risposto di non aver usato alcun trucco e che tutto ciò che ho fatto era visibile nel codice. Non mi ha creduto. Mi ha detto di comprendere il motivo per cui non indendevo svelargli i miei trucchi SEO.

Nel corso degli ultimi anni decine di webmaster mi hanno scritto per chiedermi aiuto nel posizionare un sito, rispondo sempre a tutti, anche se spesso sinteticamente. Non ho molto tempo libero e posizionare siti in fondo è il mio lavoro, non è un hobby. Lo so che molti sono convinti che la cultura e l'esperienza debbano essere condivise, che non devono esserci divieti a copiare il lavoro degli altri, a scaricare gratuitamente qualsiasi software, musica, film, libro. Bene, io rispetto il pensiero di tutti, ma ho anche il diritto di non essere d'accordo su tutto. Ritengo di avere il diritto di farmi pagare per competenze che ho acquisito in 15 anni di lavoro. Almeno per alcune.

Di consigli gratuiti, utili e disinteressati ne do ogni giorno e molti li trovate anche su questo sito. Esistono in Italia centinaia di forum dove migliaia di persone danno gratuitamente informazioni su come posizionare un sito nei motori. E' una loro libera scelta. Sulla reale utilità di tali informazioni comunque ne abbiamo parlato all'inizio di questa pagina, anzi, ne ha parlato l'utente che ci ha scritto la mail riportata sopra. Sui forum americani in genere può capitare di trovare informazioni di maggior utilità, ma quelle più interessanti di solito sono a pagamento.

QUANTO CONTA L'AUTOREVOLEZZA DI UN SITO?

Conta molto, specialmente per il posizionamento di keyword che hanno milioni di competitor di qualità, come ad esempio nel caso di GOOGLE STORY. Se la pagina che racconta la storia di Google anziché pubblicarla sul sito viasetti.it l'avessimo pubblicata su un altro dominio, difficilmente saremmo riusciti ad ottenere il primo posto.

Ma cosa si intende per "autorevolezza" di un sito? L'autorevolezza di un sito, che qualcuno chiama page rank, è dovuta essenzialmente al numero di altri siti che linkano, ossia consigliano, il nostro sito e all'autorevolezza degli stessi. I link spontanei sono una delle cose più difficili da ottenere. Per far sì che altri siti linkino il nostro sito dobbiamo creare pagine con informazioni molto utili agli utenti. Devono essere informazioni che non si trovano su altri siti e che riguardano argomenti che gli utenti cercano nei motori. Qualcuno potrebbe pensare che solo i blog o le testate giornalistiche possono pubblicare informazioni di questo tipo, ma non è vero. Anche un'azienda che vende acqua minerale o installa distributori di boccioni di acqua può fornire informazioni molto utili ai lettori, e anche un dietologo, un nutrizionista, un investigatore privato, un commercialista, un avvocato, un venditore o fabbricante di scarpe, un'agenzia immobiliare.

Chiunque può, indipendentemente da ciò che vende, se ne è capace, pubblicare sul proprio sito informazioni utili per gli utenti. Informazioni che non si trovano o non si trovano facilmente altrove. Lo sapete perché i siti e-commerce non li trova nessuno (salvo i soliti nomi noti)? Perché scrivono tutti le stesse cose, la descrizione di un iPhone 4s e delle sue caratteristiche la troviamo identica su migliaia di siti e-commerce e non solo e-commerce. E' la fantasia che manca. Mi rendo conto che le caratteristiche di un iPhone sono difficili da descrivere in modo diverso da quanto hanno fatto altri, ma almeno proviamoci. E forniamo anche informazioni che i competitor si sono dimenticati di dare.

QUANTO CONTA L'ANZIANITA' DI UN SITO?

Purtroppo conta molto. Un sito nato 15 anni fa che si era conquistato il primo posto, non tanto per merito ma perché allora i competitor erano quasi inesistenti, è difficile che perda posizioni anche a distanza di diversi anni. Se prendiamo ad esempio uno dei primi siti da noi realizzati, sarauto.it, appena pubblicato era al primo posto con il termine "Concessionari toyota". Oggi, a distanza di 10 anni, nonostante sia stato modificato e rifatto non so quante volte dal titolare e da altre persone e siano nati migliaia di siti competitor, è sempre al primo posto. Oggi, nel 2012, è molto più difficile posizionare un sito rispetto a 10 anni fa. Se allora chiunque avesse un minimo di infarinatura SEO poteva riuscirci, oggi la situazione è molto diversa. Il numero dei siti presente in rete è centuplicato e gli esperti in posizionamento sono passati da poche decine a decine di migliaia. In un simile scenario non è possibile pensare che basti leggere qualche post su un forum per capire come creare un sito che finisca in prima pagina.

 

Gianfranco Viasetti

 

 

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