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Di chi è la colpa se un sito e-commerce non funziona?

Autore: - Articolo scritto il 16 Luglio 2012

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Di chi è la colpa se un sito e-commerce non funziona?

Dipende. Vediamo 3 casistiche:

Il sito è posizionato bene in Google ma i prezzi sono troppo alti

Se il sito e-commerce, pur essendo in prima pagina su Google, non vende perché ha i prezzi troppo alti rispetto alla concorrenza, la colpa è sicuramente di chi ha deciso i prezzi o ha scritto testi che non riescono a spiegare ai visitatori perché i prezzi sono più elevati rispetto ai competitor. La colpa quindi è del titolare del sito.

Il sito e-commerce propone articoli che si possono acquistare in un negozio

Questo è il caso di parecchi siti e-commerce. E' inutile proporre l’acquisto online di prodotti che si trovano facilmente nei negozi sotto casa. Anche se spendono un po’ di più, gli utenti preferiscono acquistare in un negozio vicino a casa o in un centro commerciale. Possono vedere fisicamente il prodotto, toccarlo, talvolta provarlo, parlare con un commesso, farsi consigliare da un amico. In questo caso la colpa va divisa a metà tra il titolare del sito e chi lo ha realizzato.

La colpa del titolare è di non aver fatto una ricerca di mercato, di non aver pensato che la gente preferisce acquistare in negozio gli articoli che propone, la colpa di chi gli ha fatto il sito è di non averglielo detto. In questa categoria rientrano i siti per la vendita online di scarpe, occhiali da sole o da vista, abbigliamento, bigiotteria, orologi, vino, prodotti alimentari, computer, notebook, stampanti, cellulari, tablet, televisori e elettronica in genere, amplificatori HI-FI, casse acustiche, cosmetici naturali o meno, erboristeria, giocattoli, ecc..

Di solito questa tipologia di siti rientra anche nel caso successivo.

I prezzi sono il linea o più bassi della concorrenza ma il sito è introvabile in Google o lo si trova solo con termini che pochissimi utenti cercano

Questo è il caso più frequente;  il 98% dei siti e-commerce che ho avuto l’opportunità di analizzare negli ultimi 10 anni rientra in questa categoria ed è pertanto molto, ma molto probabile, che anche il vostro (se avete un sito e-commerce) rientri in questa casistica.

In questo caso la colpa è di chi vi ha realizzato il sito, a meno che, prima di accettare l’incarico vi abbia detto: “io il sito te lo faccio, ma tu lo sai vero che nessuno lo troverà in Google?” Se vi aveva avvertiti e voi avete comunque voluto fare il sito, be’, a questo punto mi dispiace, ma la colpa è solo vostra.

Permettetemi però di dubitare che vi abbiano avvertiti. Se conosco i miei competitor come credo, sono sicuro al 99% che si saranno “dimenticati” di questo avvertimento. Dirvi una cosa del genere significa quasi sicuramente perdere un cliente. Io ne perdo 3 o 4 al giorno per questo motivo, ma ognuno deve rispondere alla propria coscienza, e molti ce l’hanno elastica (molto elastica) quando si tratta di soldi.

O forse siete tentati a giustificare il vostro “webmaster” di fiducia pensando che lui non sapesse che il sito non lo si sarebbe trovato nei motori? Mettetevi il cuore in pace, non poteva non saperlo. Voi potevate benissimo non saperlo, in fondo fate un altro lavoro, ma chi fa il nostro lavoro si scontra tutti i giorni con il problema del posizionamento nei motori, per noi è impossibile non sapere che un sito che ha 10 o 20 milioni di competitor, per di più un e-commerce (più difficile da ottimizzare rispetto ad un sito statico), ha scarsissime probabilità di finire in prima pagina.

C’è anche qualche “webmaster”,  web agency o web designer, che dice ai clienti: “noi ti facciamo il sito, poi per il posizionamento ti dovrai rivolgere ad un SEO”, noi non lo sappiamo fare.” In questo caso verrebbe da pensare che ci troviamo di fronte a professionisti onesti. Se lo pensate continuate pure a pensarlo.

Un professionista del nostro settore sa che la realizzazione di un sito e la sua ottimizzazione per i motori sono 2 facce della stessa medaglia. Non sono aspetti divisibili. Rivolgersi ad un SEO DOPO che il sito è stato completato significa quasi sempre sentirsi dire che il sito deve essere rifatto da zero oppure che è necessario creare un nuovo sito. Ma scommetto che questa è un’altra delle cose che si “dimenticano” di dirvi.

Ho scritto una ventina di articoli nel tentativo di spiegare perché un sito e-commerce, specialmente se vende prodotti di grande consumo (vino, alimentari, abbigliamento, scarpe, computer, telefonini, occhiali, televisori, macchine fotografiche, ecc..), ha scarsissime probabilità di successo e, con scarsissime intendo meno dell’1%, ma evidentemente, stando alle email che ricevo ogni giorno, non sono stato sufficientemente chiaro. La gente continua imperterrita a chiedermi preventivi per la realizzazione o il posizionamento di siti e-commerce.

 

Gianfranco Viasetti, studio Viasetti, 16/07/2012.

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