Home >  Articoli > Tutto sui siti e-commerce > Il Boom dei Siti E-commerce + 30%

Il Boom del commercio online - in 20 mesi aumento del 30%

Autore: - articolo del 3 Ottobre 2013

 

Realizzazione Siti Web - Home Page Viasetti          Realizzazione Siti Web - Menu studio Viasetti
Le opinioni dei nostri clienti - Testimonianze          Articoli sui siti ecommerce
Segui Studio Viasetti - creazione siti web - su Facebook          Contatti - studio Viasetti - creazione e posizionamento siti web

 

In 20 mesi, nel Mezzogiorno, sono aumentati del 30,8% gli illusi dei siti e-commerce, grazie alla disinformazione.

La solita informazione deviante sul successo dei siti ecommerce

Sul Giornale di Brescia del 29 Settembre 2013 è apparso un articolo dal titolo:

La crisi svuota le città di negozi e ristoranti

Fin qui nessuna novità, da 3 o 4 anni leggiamo titoli del genere tutti i giorni e su tutti i giornali.

Il sottotitolo dice: Oltre 50.000 chiusure nei primi 8 mesi del 2013, persi 90.000 posti di lavoro.

E anche qui ci siamo, basta guardarsi in giro per vedere quanti negozi hanno appeso il cartello vendesi o affittasi.

Ciò che è deviante è il contenuto dell’articolo:

E' boom del commercio via internet. 24,5% in più in 20 mesi.

E’ questo genere di affermazioni che contribuiscono ad illudere molte persone facendo loro credere che un sito ecommerce sia la soluzione per combattere la crisi.

Mentre i negozi fisici chiudono, i siti ecommerce nascono come i funghi, dicono. E ti credo!

Aprire un sito e-commerce può costare anche solo 100 euro.

Aprire un sito e-commerce è oggi alla portata di tutti e lo si può avere anche con 100/200 euro all’anno, per chi sa farselo da solo scaricando da internet una della tante piattaforme disponibili (opencart, magento, prestashop, ecc..) oppure, se non lo sappiamo fare, basta rivolgersi a qualcuno dei milioni di “webmaster” che lo offrono già pronto per 1.500/2.000 euro.

Praticamente con la cifra che spenderemmo in un mese per l’affitto del negozio e le bollette (ammesso di non avere dipendenti da pagare) ci possiamo fare un sito e-commerce che durerà tutta la vita e che, una volta creato, ci costerà poco più di 10 euro al mese per “mantenerlo” e poche ore di lavoro alla settimana per tenerlo aggiornato.

Ecco perché i siti e-commerce nascono in continuazione e difficilmente chiudono.

Perché dovrei chiudere un sito che ho già pagato? Anche se non vende lo tengo online. Tenere aperto un negozio fisico (senza dipendenti) mi costa almeno 15.000/20.000 euro all’anno e 2.500 ore di lavoro, tenere aperto un sito ecommerce mi costa 100 euro all’anno e 100/200 ore di lavoro all’anno, a meno che si tratti di articoli che devo aggiornare ogni giorno.

E’ chiaro ora perché i siti e-commerce aprono ed i negozi chiudono?

Ma il fatto che nascano non significa che vendano

Ma il fatto che nascano non significa che vendano. Ed è questo di cui non si parla nell’articolo in questione e nemmeno in centinaia di altri articoli che mi è capitato di leggere sull'argomento e-commerce.

Proprio mentre stavo scrivendo questo articolo sono stato interrotto da una telefonata da parte di una signora che ha un panificio in provincia di Vicenza. Ecco cosa mi ha detto:

“Buongiorno, ho trovato il vostro numero su internet e la chiamo per un preventivo. Mi hanno detto che con un sito ecommerce si può vendere in tutto il mondo e allora sto pensando di farne uno per allargare la mia clientela. Vorrei vendere i prodotti del mio panificio in Italia e all’estero. Mi può dire quanto verrebbe a costare il sito?”

Ovviamente le ho risposto di lasciar perdere, che non aveva alcuna speranza che un sito del genere vendesse qualcosa. Al limite - le ho consigliato - facciamo un semplice ed economico sito-vetrina di 3 o 4 pagine con i recapiti, gli orari del negozio, l’elenco dei prodotti che vendete e relative fotografie, con l’obiettivo di venir trovato da quei pochi che nella sua zona cercano un panificio in internet e da chi già vi conosce e sta cercando magari il vostro numero di telefono o l’orario di apertura.

Capisco – mi ha risposto – ma io pensavo di vendere anche all’estero…. Niente, lasciamo perdere allora...

Sono sicuro che questa signora, insoddisfatta della mia risposta, telefonerà a qualche nostro competitor e troverà senz’altro qualcuno che le farà il sito e-commerce che desidera, magari in 10 lingue. E contribuirà così al boom dell’incremento dei siti ecommerce di cui parlano i giornali.

Ma torniamo ora all’articolo del Giornale di Brescia.

"Continuano a crescere i negozi sul web. Secondo l’Osservatorio Confesercenti le imprese di commercio al dettaglio che vendono attraverso internet sono aumentate negli ultimi 20 mesi del 24,5%. In particolare i siti e-commerce sono passati da 9.180 a 11.430, un saldo positivo di 2.250 unità, pari a 4 imprese in più ogni giorno. L’incremento maggiore si è registrato nel Mezzogiorno d’Italia con un aumento del 30,8%.

Serve un cambio di mentalità – ha dichiarato il Segretario generale di Confesercenti – senza innovazione non si può più fare impresa."

E' questa l'innovazione?

E l’innovazione sarebbe aprire un sito e-commerce che nessuno troverà mai nei motori, mescolato com’è ad altri milioni di siti?

Nota: i siti e-commerce esistenti in Italia sono molti di più degli 11.430 che risultano a Confesercenti. Basti pensare che solo noi riceviamo ogni anno un migliaio di email da parte di titolari di siti e-commerce che ci chiedono aiuto in quanto non stanno vendendo nulla (vedi articolo). Molti appartengono a persone che non hanno neppure la P.IVA. Figuriamoci se hanno comunicato alla Confesercenti l’apertura dell’attività.

Credo che i giornalisti e le organizzazioni dei commercianti farebbero un servizio molto più utile al pubblico se anziché continuare a parlare di boom dell’incremento dei siti ecommerce parlassero dei guadagni che fa la stragrande maggioranza di questi siti. Guadagni prossimi allo zero. Molti non si pagano neppure il costo dell'hosting.

Ovviamente si cita sempre il caso di Zalando

Inutile citare sempre Zalando e il suo miliardo di fatturato derivato dall’e-commerce. Perché non dire che nel 2012 il gruppo ha perso 92 milioni di euro? Perché non parlare delle decine di migliaia di siti e-commerce che non stanno guadagnando niente, perché non citare i casi di chi si è rovinato investendo 40/50/100.000 euro in un sito ecommerce che non ha prodotto risultati? Se conosco io questi casi eclatanti (e ne conosco diverse decine) come è possibile che loro non ne sappiano nulla?

Continuare a dire che i negozi fisici che hanno chiuso sono di più di quelli che hanno aperto mentre i siti ecommerce che aprono sono di più di quelli che chiudono senza spiegare che tenere aperto un sito e-commerce può costare solo 10 euro al mese è fare disinformazione e incentivare nuove persone a spendere poco o tanto per creare inutili siti ecommerce, forse al solo scopo di beneficiare di contributi regionali. Altri soldi pubblici buttati al vento.

Non è raro che qualcuno ci chieda un preventivo per un sito e-commerce dall’improbabile successo e che quando facciamo notare che il sito non funzionerebbe, che non venderebbe nulla, ci risponde “non importa, il preventivo mi serve per accedere al contributo messo a disposizione dalla mia regione.” Questo capita prevalentemente, ma non solo, al Centro-Sud e forse spiega uno dei motivi (l’atro è il tasso di disoccupazione) del maggior incremento di siti e-commerce nel Mezzogiorno.

Un negozio fisico, per colpa della crisi, potrà vendere poco, ma se si trova in una zona di passaggio (ed è presumibile sia così), qualcosa vende sempre. Un sito e-commerce per essere in una “zona di passaggio” deve trovarsi in prima pagina su Google con le keyword che ci interessano. Ma in prima pagina c’è posto solo per 10 e per ogni attività ce ne sono almeno 100.000 che vorrebbero esserci. E’ chiaro che 99.990 devono rassegnarsi a non esserci. E’ come partecipare ad un concorso con 100.000 candidati per 10 posti. Quante probabilità abbiamo di vincerlo? Siamo sicuri di essere più bravi o fortunati degli altri 99.990?

E’ questo che molti si dimenticano di considerare.

Se pensate che una volta che il sito è online i potenziali clienti lo troveranno, continuate pure a pensarlo.

4 start-up su 10 chiudono nel giro di 3 anni

E per quanto riguarda le start-up dei giovani (e-commerce o meno)?

Ogni 10 nuove start-up quattro sono costituite da under 35 ma durano solo 3 anni. Sarebbe interessante sapere quali tra queste sono nate solo con lo scopo di ottenere finanziamenti pubblici o privati, ma non ho questi dati. Le start-up ultimamente sono diventate un buon business, non tanto per chi le apre, ma soprattutto per chi aiuta i giovani ad aprirle e ad accedere ai finanziamenti.

CONCLUSIONE: NON TUTTO E' PERDUTO

I pochi che hanno avuto la pazienza di leggere questo articolo fin qui penseranno: “ma allora secondo voi non c’è niente da fare, devo rassegnarmi a non lavorare, un sito non serve a nulla?”

Assolutamente no! Se così fosse avrei cambiato lavoro da almeno 10 anni, non continuerei a creare siti web e a ricevere apprezzamenti dai clienti per i risultati economici che ottengono grazie al nostro lavoro. Basta leggere le loro testimonianze dirette per capirlo: www.viasetti.it/dicono.htm

Il problema è un altro: i siti che noi creiamo sono molto diversi da ciò che probabilmente avete in mente di fare. Non sono siti e-commerce. Non sono siti di annunci, non sono siti dinamici. Non sono siti che seguono le mode del momento, non hanno 10.000 mi piace di Facebook, non sono stati creati con Wordpress, Joomla o Drupal. E nemmeno con 1and1:)

E’ anche per questo che funzionano.
 

Dicono di noi

E’ inverno, fa freddo, e nevica in tutto il Nord Italia… Ma qui c’è calore, e le mie camere danno gioia alle 22  persone che stasera dormono qui. Trenta mail in un solo giorno, di cui venti convertite in reddito, è un successo assoluto. Grazie Gianfranco. Francesca Vecchioni

testimonianze dei nostri clienti

Altre testimonianze di clienti a cui abbiamo realizzato un sito web le trovate qui

 

Se hai trovato interessante questo articolo potrebbero interessarti anche questi:

Pagine Consigliate

 

zona operativa: milano - brescia - bergamo - verona - vicenza - padova - treviso - venezia - varese - torino - modena - bologna - parma - firenze

realizzazione siti web 

©1997-2016 G. Viasetti - Realizzazione siti web | indicizzazione sui motori 

Torna a inizio pagina