Vendere online: la tentazione è forte

 

Realizzazione Siti Web - Home Page Viasetti          Realizzazione Siti Web - Menu studio Viasetti
Le opinioni dei nostri clienti - Testimonianze          Articoli sui siti ecommerce
Segui Studio Viasetti - creazione siti web - su Facebook          Contatti - studio Viasetti - creazione e posizionamento siti web

 

Perché non lasciarvi liberi di sbagliare se vi sta bene?

Autore:

Articolo scritto il 10 Settembre 2015

Mi sta assalendo sempre più spesso la tentazione di lasciar morire certe persone nel loro brodo.

Chi me lo fa fare di dare un consiglio a chi ha già deciso e vuole solo sentirsi dire ciò che gli piace? A chi vuole solo la conferma che il suo progetto è valido? E’ questa la domanda che mi sto ponendo in questi giorni.

articoli che non si vendono online

Ricevo ogni giorno 5 o 6 richieste di consulenza per un progetto di vendita online dei prodotti più svariati, dalle calzature all’abbigliamento, dai cosmetici naturali ai pannolini lavabili, dallo shampoo per pidocchi agli integratori alimentari, dai cellulari e tablet alle custodie per iphone e ipad, dai prodotti tipici alimentari al vino, dalle trappole per topi brevettate ai viaggi organizzati, dai dipinti alle fotografie, dai mobili ai complementi d’arredo, dalle lampade a led ai climatizzatori, dai gioielli alla bigiotteria, dai ricambi per auto ai frigoriferi, dai computer alle stampanti, dai libri ai corsi su DVD, dai sex toys alle coppette mestruali.

Non esiste settore merceologico per il quale non mi sia stata chiesta una consulenza per creare un sito e-commerce, spesso per vendere non solo in Italia, ma anche in Russia, Germania, USA, Emirati Arabi, Cina, Romania.

Le richieste che riceviamo si dividono essenzialmente in 4 gruppi.

  1. Vere richieste di consulenza In questo gruppo rientra chi mi dice che sta pensando di aprire un sito ecommerce per vendere online un certo prodotto ma che non ha alcuna idea se potrebbe funzionare. Mi chiedono cosa ne penso e, se ritengo fattibile il progetto, quanto potrebbe costare il sito. A queste richieste rispondo sempre volentieri, anche se potrei in molti casi limitarmi a linkare gli articoli che ho scritto sull’argomento e che quasi sicuramente prevedono già la risposta al quesito posto dall’utente.
  2.  Finte richieste di consulenza In questo secondo gruppo rientra chi ha già deciso che la sua idea è valida e che spesso è già in contatto con altre web agency che si sono mostrate disponibilissime ad occuparsi del sito e sicure che sarà un successo. Ma se hanno già deciso perché scrivono a me?

    Mi scrivono perché vorrebbero un’ulteriore conferma che il loro progetto funzionerà. Non mi chiedono un parere vero e proprio, vogliono solo che confermi che stanno facendo la cosa giusta. “Credo molto nel made in Italy e so quanto siano apprezzati in Russia i prodotti italiani di lusso, quindi ho deciso di fare un ecommerce per vendere anche in Russia i miei articoli. La web agency che ho interpellato si è mostrata entusiasta del progetto.” Mi ha detto recentemente una signora.

    Queste sono le email a cui rispondo meno volentieri. Ed è ovvio che sia così. Ho scritto 30 articoli, impiegando centinaia di ore, per portare a conoscenza dei nostri visitatori il know-how ed i risultati di 15 anni di lavoro. Articoli che spiegano con dettagli talvolta maniacali e con decine di case history perché creare un sito e-commerce, se non si dispone di somme ingenti per la promozione, significa, nel 99% dei casi, buttare i propri soldi ed il proprio tempo. Cosa altro potrei aggiungere?

    La tentazione di rispondere che se la web agency interpellata si è dimostrata entusiasta dell’idea significa che sicuramente il sito sarà un successo è molto forte. Tanto gli utenti che appartengono a questo gruppo non cambieranno idea. Indipendentemente da ciò che risponderò si faranno fare il sito e vivranno felici e contenti, per almeno un paio di settimane, finché si scontreranno con la dura realtà.

    Quando poi chiederanno alla loro entusiasta web agency perché non vendono nulla si sentiranno rispondere che il sito funziona perfettamente ma che ora devono farsi pubblicità, fare campagne su AdWords, su Facebook, fare mail marketing. E gli chiederanno altri soldi. E poi altri ancora. Mi verrebbe da dire “ben gli sta”, ma non sono così cattivo. Non gioisco per le disgrazie degli altri, nemmeno quando penso che se le siano meritate.
  3. Voglio un sito bellissimo. Gli utenti che mi fanno richieste di questo genere sono pochi, ma ci sono. La settimana scorsa una signora di Brescia che sta per aprire una locanda dalle mie parti con l’intenzione di affittare camere mi ha scritto per chiedermi il preventivo per un sito per illustrare la sua imminente attività.

    Non mi ha detto che vorrebbe che il sito lo si trovasse cercando determinati termini, ad esempio affittacamere Brescia o affittacamere Castel Mella, no, non mi ha parlato di posizionamento. Mi ha detto solo che vuole che il sito sia intuitivo, semplice e BELLO, "non come quelli che fate di solito voi", ha aggiunto.

    Mi ha anche invitato a guardare un paio di siti che a lei piacevano tanto. Inutile dire che si trattava di siti contrari alle più elementari regole di usabilità e in contrasto con le linee guida dei motori (immagini a piena pagina, immagini che scorrono, menù a tendina, introvabili nei motori, ecc..)

    Le ho risposto che se voleva che il sito servisse per trovare clienti avrebbe dovuto essere molto diverso da quelli che piacevano a lei, avrebbe dovuto essere visibile in Google. Sono d’accordo con lei, mi ha detto, il sito deve essere visibilissimo… e bellissimo.

    Non capirò mai perché questa categoria di utenti, se non apprezza i siti che realizziamo (visibili a tutti nella pagina dei risultati) ci contatti per chiederci un preventivo. In effetti questi utenti non diventano mai nostri clienti. E ci sta benissimo così.

    Anche in questo caso però la tentazione di fare un sito esattamente come lo vogliono (siamo in grado benissimo di farlo) e di non parlare del problema del posizionamento è forte. Quando poi si renderebbero conto di non avere contatti potrei sempre rispondere: lei non mi ha detto che voleva essere visibile in Google… In fondo è la risposta che in queste circostanze alcuni miei colleghi danno ai loro clienti.
  4. Al quarto gruppo appartiene chi scrive facendoci i complimenti per gli articoli sui siti ecommerce (un buon numero).

    “Ho apprezzato moltissimo i vostri articoli, ed è per questo che vi contatto.
    Ho un negozio di alimentari e per allargare la clientela, anche a causa della crisi, vorrei vendere i prodotti oltre che in negozio anche su internet, in tutta Italia e magari anche all’estero, sa i prodotti tipici italiani piacciono molto all’estero. Vorrei quindi aprire un sito ecommerce. Lei cosa dice, funzionerebbe?"

    ”Ma se ho scritto 30 articoli per spiegare perché non fare un sito ecommerce! Cosa avranno mai letto questi utenti? “Mi sa che non abbiamo visto lo stesso film” sono tentato di rispondere, e confesso che qualche volta l’ho fatto:)

Ma allora che siti facciamo?

Chi non ha visto il lungo elenco dei nostri clienti, non ha letto le loro testimonianze e non la consultato la pagina dei siti da noi realizzati, leggendo questo articolo potrebbe chiedersi come facciamo a lavorare se rifiutiamo di fare qualsiasi sito ecommerce e come fanno i nostri clienti a vendere senza avere un sito ecommerce. Naturalmente chi ha visto le suddette pagine conosce la risposta.

Chi non le ha viste può farlo ora:

http://www.viasetti.it/risultati/realizzazione-siti-risultati-ottenuti.htm

http://www.viasetti.it/risultati/siti-in-prima-pagina-su-google.htm

http://www.viasetti.it/testimonianze-clienti.htm

 

Pagine Consigliate

 

 

 

 

©2016 Studio Viasetti | Realizzazione siti web

zona operativa: milano - brescia - bergamo - verona - vicenza - padova - treviso - venezia - varese - torino - modena - bologna - parma - firenze - torino - livorno - pisa - napoli - roma - catania - lugano