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Obblighi fiscali per aprire un sito e-commerce

Come aprire un sito commerce

 

Obblighi fiscali per vendere online

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Articolo aggiornato al 28 Agosto 2017

Ben tornato dalle ferie! Ti stavo aspettando.

Ti sei rilassato? Hai riflettuto su cosa fare del tuo futuro?

Se hai qualche idea io sono pronto a darti una mano per realizzarla.

Come dici? Hai avuto l'idea di aprire un sito ecommerce per vendere online abbigliamento, calzature, prodotti alimentari, collane fatte a mano, cellulari, vino o olio di fegato di merluzzo?

No, credimi, non è questa l'idea che ti farà guadagnare. Al limite farai guadagnare solo chi ti farà il sito. Se vuoi trovare clienti online mi auguro e ti auguro di avere avuto altre idee. Quella dell'ecommerce l'hanno già avuta in tanti, troppi!

Questo sito ha 390 pagine. La pagina che stai leggendo in questo momento è la più letta di tutto il sito. Dà consigli preziosi a chi sta pensando di creare un sito ecommerce.

Se sei giunto a questa pagina è probabilmente perché stai cercando informazioni sui siti ecommerce e l’hai trovata ai primi posti su centinaia di migliaia di siti che parlano di come fare un sito per vendere online.

VOGLIO ESSERE DEL TUTTO ONESTO CON TE

Per non farti perdere 20 minuti del tuo prezioso tempo ti informo che i consigli che troverai su questa pagina non sono quelli che ti aspetti. Non sono quelli che trovi sui siti dei nostri colleghi: probabilmente non ti piaceranno per niente.

Il perché lo ha sintetizzato molto bene un utente nella recensione che ha pubblicato sulla nostra pagina Facebook:

"Non posso tirarmi indietro nel mettere minimo il massimo dei voti (scusate il gioco di parole). Il sig. Viasetti è una persona che dice quello che pensa, che non ti illude, e per di più è uno dei pochi consulenti seriamente preparati sulle varie problematiche che presenta la vendita via web di ogni tipo. Chi lo ascolta si risparmia, avvocati, perdite ingenti di denaro e cartelle esattoriali."

Ti dico subito cosa troverai e cosa non troverai su questa pagina.

 

COSA TROVERAI

Se stai pensando di aprire un sito ecommerce troverai consigli preziosi e casi reali che ti faranno capire se ciò che intendi fare ha qualche probabilità di successo o se invece stai per buttare i tuoi soldi (e il tuo tempo) nella spazzatura.

Se hai già un sito ecommerce ma non stai vendendo, non dovresti sorprenderti. Sei nella norma. Sapevi che più del 99% dei siti ecommerce non vende? Forse posso aiutarti ad avere visibilità, a trovare clienti, ma dipende molto da cosa vendi, da chi e quanti sono i tuoi competitor e da altri fattori che scoprirai se continuerai a leggere questa pagina.

COSA NON TROVERAI

Non troverai una formula magica o un esperto che ti spieghi in 10 righe o con un video cosa fare per far funzionare il tuo sito. Purtroppo queste cose esistono solo nelle favole... e negli annunci pubblicitari per allocchi, del tipo "scarica gratis i miei 3 video e inizierai da subito a vendere!", oppure "Questa casalinga di Roma guadagna 14.000 euro al mese lavorando in casa, scopri come fa". (Lo so io come fa :-))

Il problema principale è che molti non amano leggere

Il 75% di chi approda su questa pagina non ama leggere. Vede un testo lungo e si spaventa. Vorrebbe la soluzione ai suoi problemi in 5 righe; un "Abracadabra" e tutto è risolto. Legge solo un paio di paragrafi e, non trovando la bacchetta magica che cercava, esce deluso dal sito.

Scusami la cattiveria (in realtà è solo franchezza), ma chi appartiene a questa categoria merita di finire nelle grinfie di uno dei tanti imbonitori che popolano il web e che ti spediscono un loro "consulente" interessato solo a farti firmare un contratto-capestro per portarsi a casa una lauta provvigione.

Molti (non tutti) degli oltre 1.000 utenti che ogni anno mi scrivono per chiedermi aiuto perché hanno speso 10/20/40.000/140.000 euro per un sito ecommerce che non ha reso nulla, appartengono alla suddetta categoria.

 

Ecco alcune delle mail che ricevo ogni giorno:

In 6 mesi non ho venduto nulla

"Buongiorno Sig. Viasetti, mi sono imbattuto sul VS sito è sono rimasto incantato ma anche demoralizzato dalle notizie che ho appreso e che condivido pienamente. Ho fatto fare un sito per vendere articoli di pelletteria online, ma in 6 mesi non ho venduto nulla. Ho solo speso inutilmente i miei soldi. Mi sono fatto mille domande sul perché non sono riuscito a vendere nulla, ma ora, grazie a ciò che ho letto sul vostro sito, l’ho capito. Grazie!"

 

Guadagno 100 euro/anno

"Salve, ho messo in piedi un e-commerce su piattaforma Magento. Ho speso 5000€ per la realizzazione del sito, poi pago 300€/anno per l'hosting. Il sito è operativo da 2 anni circa ed ho incassato poco più di 1.100€ con un margine del 20/25%. Quindi guadagno circa 100 euro/anno. E' assurdo! Potete aiutarmi?”

 

40.000 euro di spesa e zero vendite

"La contatto non tanto per avere da lei un parere o un responso, quanto più per mio personale sfogo a fronte della lettura dei suoi articoli sull'e-commerce. Già, perchè da più di un anno non mi do pace e ancora non trovo in me le giustificazioni per ammettere di aver sbagliato, floppato e toppato in maniera clamorosa.

Sono un imprenditore di 45 anni che per varie ragioni ha deciso di vendere l'azienda che aveva costruito per buttarsi sull'e-commerce.

Un giorno ebbi la brillante idea di fare ciò che in molti altri paesi era già una realtà: la vendita di preziosi on-line. Ragion per cui, circa 2 anni fa, ho deciso di affrontare questa nuova avventura.

Nel tentativo di affrontare questo ambizioso progetto in maniera quanto più professionale possibile, ho pensato di affidarmi ad una rinomata (e blasonata) società di comunicazione di Milano, che segue le campagne marketing di molti prestigiosi marchi, confidando sulla loro competenza in fatto di comunicazione ma soprattutto sul fatto che mi avrebbero di sicuro aiutato a non commettere errori in materia di promozione e presentazione al mercato. Ho quindi affidato a loro sia la realizzazione, sia la promozione del sito, con la creazione ex novo di un brand e il relativo lancio sul mercato a mezzo campagna marketing, SEO, SEM, keywords ecc ecc.

Come giustamente da lei affermato nei suoi articoli, tale impresa mi ha impegnato moltissimo (1 anno) e mi ha letteralmente dissanguato economicamente. Nel corso di quel penoso anno mi sono via via reso conto che se da un lato questa insigne società di comunicazione era volta solo ai miei quattrini, piuttosto che "perdere" tempo con il mio progetto (le risparmierò la descrizione dei più disparati Luminari dell'advertising, saccenti e pieni di se che ho avuto modo di conoscere a mie spese: una pletora di artistoidi schizofrenici e intellettuali del nulla), dall'altro il mercato si è dimostrato assolutamente disinteressato al progetto.

Ma c'e anche di più, nel tentativo di diversificare l'offerta su più paesi, sempre durante quel lungo periodo di tempo ho voluto realizzare il sito in 3 diverse lin-gue (ITA-ENG e Russo), al fine di tentare anche la strada verso un mercato più emergente del nostro e, a seguito di una fiera tenutasi a Mosca, sono riuscito a proporre i miei prodotti anche sul principale sito ecommerce di vendita preziosi per l'intera Russia. Anche li, posizionato al primo posto!

Ebbene, inutile nasconderle che l'intera operazione, un intero anno di duro lavoro quotidiano, e un'ingente somma di denaro speso in "comunicazione", marketing, shooting fotografici ecc ecc, sono andati letteralmente in fumo a fronte di VENDITE ZERO, TELEFONATE ZERO, CONTATTI ZERO, email ZERO. Le lascio solo immaginare lo sconforto di fronte ad un telefono muto e una casella email sempre vuota, con la sola eccezione delle fatture da pagare!

Ad oggi il sito è stato chiuso, la società verrà posta presto in liquidazione, ma il mio orgoglio continua e continuerà a sanguinare (oltre al mio conto in banca) per ancora molti lustri."

Di email del genere ne ho ricevute migliaia.

Se queste case history non ti bastano ne trovi molte altre cliccando qui

 

 

Ma c'è anche chi legge tutto e mi ringrazia.

Il 5% dei visitatori di questa pagina mi scrive ringraziandomi per avergli aperto gli occhi e contribuito a fargli risparmiare migliaia di euro e mesi di inutile lavoro. Altri si dicono amareggiati per non aver letto questo articolo prima di aprire un ecommerce.

Questa pagina l’ho scritta per loro.

Se ritieni di appartenere al primo gruppo, esci pure da questa pagina e vai a cercare informazioni sui siti di quei miei colleghi che ti diranno esattamente ciò che ti piace sentire, ossia:

  • la tua idea è buona, l'ecommerce è il futuro!
  • il tuo sito finirà in prima pagina
  • i tuoi prodotti andranno a ruba
  • venderai in tutto il mondo
  • il tuo conto in banca crescerà anche mentre stai dormendo o sei in vacanza.

In fondo a molti dei titolari di siti ecommerce che mi hanno scritto hanno detto più o meno queste cose. E ci sono cascati.

Anche qualche mio cliente per la verità, dopo aver letto ciò che scrivo, c’è cascato, ma in senso positivo.

Ad esempio un architetto paesaggista di Fort Lauderdale, in Florida. Ecco cosa mi ha scritto:

“Vivo in Florida e sono un landscape architect. Senza che racconti i motivi per i quali cercavo online informazioni su come ottimizzare un sito per avere un miglior posizionamento, dopo molte pagine e siti sfogliati e letti in italiano e inglese, sono arrivata a quello di Gianfranco. E ci sono cascata. Nel senso che non ho più smesso di leggere per giorni. O meglio – serate e nottate visto che di giorno lavoravo.

Finalmente avevo trovato quello che cercavo – semplice, diretto e senza prese in giro o grandi promesse con grandi paroloni vuoti. Anzi – di più. Mentre leggevo i testi di Gianfranco, dentro di me nascevano sempre nuove domande. Ma lui sembrava sempre precederle con le risposte che proponeva al paragrafo o pagina successiva. Dopo aver divorato la stragrande parte dei suoi testi, sapevo una cosa: era l’uomo che cercavo.

Ma a quel punto avevo ben due problemi: uno – io vivo negli Stati Uniti, lui sta in qualche paesello del bresciano. E il peggio – io non potevo permettermi di assumerlo. Non solo materialmente ma soprattutto perché l’aiuto che mi serviva era direzionato all’azienda per la quale lavoravo. Ma il benessere o malessere di questa azienda ovviamente si rifletteva su di me e le mie future prospettive.

Anche qui una situazione non semplice da spiegare. Il fatto era che io avevo bisogno del know-how di una persona come Gianfranco ma non lo potevo assumere. E poi, non sapevo se il sito per il quale mi serviva il suo aiuto fosse recuperabile o no.

Gli ho mandato una mail chiedendo se poteva darmi un suo parere su questo sito e sulle possibilità di posizionarlo meglio. Secondo me già da quella lettera, Gianfranco, dovevi capire che era il caso di scappare a gambe levate – mi ero dimenticata di dargli il nome del sito! Ma lui, furbo com'è, l’ha trovato e analizzato nelle ore di fuso orario che ci separano e così, al mio risveglio, trovai la sua lettera con.......la sentenza di morte.

Già. Mi disse che era tempo sprecato e il sito in questione si poteva solo cestinare. Ero disperata. Probabilmente tanto perché oggigiorno non mi ricordo nemmeno come andò in seguito la nostra corrispondenza (la dovrei recuperare e rileggere un giorno). So però il suo risultato – finimmo col passare le nottate a chattare. Gianfranco ha iniziato semplicemente ad insegnarmi.........a fare un nuovo sito.

Ore, notti (tenete presente che io ero libera dalle 20-21,00 dell’orario della Florida. A quell’ora in Italia erano le 2-3 di notte!) e weekend trascorsi a scrivere e riscrivere le istruzioni per spiegarmi, con una pazienza infinita, come fare un sito e posizionarlo. Detta cosi sembra una cosa non tanto difficile, ma credetemi, Gianfranco si è chiesto più volte (dentro di se più spesso di quanto me l’abbia detto a voce:-)) “ma chi me l’ha fatto fare???"

E quante volte l’ho fatto arrabbiare! Io non accetto facilmente la frase “questo non si può fare”. Me l’ha dovuta ripetere tante, tante, tantissime volte prima che mi arrendessi. E non l’ho fatto sempre devo dire. Credo che la mia fortuna sia stata aver avuto un oceano in mezzo, altrimenti a volte mi avrebbe riempita di botte. Anzi – ne sono sicura.

Il risultato di questa avventura?

A parte due siti fatti da me/per me e l'ottimizzazione di quello dell’azienda, oggi c’è un’amicizia unica che ci lega. Unica perché ci siamo visti e parlati di persona dopo mesi di conoscenza online quando è venuto a trovarmi in America.

Ma oltre all’amicizia e gratitudine che ho per Gianfranco, ho soprattutto un’infinita stima. Per la sua enorme conoscenza della materia di cui si occupa, per l’etica con la quale lavora (state certi che non promette mai qualcosa che non gli sarà possibile veramente fare) e per la sua umanità. Già – umanità.

Grazie Gianfranco, con tutto il cuore.

Gabriela Fojt

 

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Aprire un ecommerce non è l'unico modo per trovare clienti online.

Credi che l'unico modo di guadagnare in internet sia avere un sito e-commerce per vendere online? Se è questo il tuo caso, ti consiglio di leggere fino in fondo la nostra home page. Scoprirai che, salvo rare e fortunate eccezioni, chi guadagna in internet sono coloro che sanno fare un mestiere o una professione. Non chi vende online. Qui trovi alcuni esempi di attività che traggono benefici da un sito.

In ogni caso sappi che questa pagina è del tutto inutile a chi vuole sapere come creare un sito ecommerce. Ti spiego il perché.

Forse non è il tuo caso, ma la maggioranza delle persone che approdano a questa pagina sta pensando di aprire un sito eCommerce e giustamente si vuole informare su come fare il sito e quali sono gli obblighi fiscali per vendere online.

Le domande che dovresti farti prima di informarti sugli obblighi fiscali (partita IVA, iscrizione alla camera di commercio, all'INPS, ecc..) sono altre:

  • Ti servirà a qualcosa il sito ecommerce che stai pensando di aprire o che hai appena aperto?
  • Venderai qualcosa?
  • Guadagnerai?

La risposta a queste 3 domande è NO nel 99% dei casi.

 

Nel 99% dei casi butterai qualche migliaia di euro e centinaia di ore del tuo tempo nella spazzatura.

In questo preciso momento migliaia di persone in Italia stanno pensando di aprire un ecommerce per vendere online magliette, vestiti, scarpe, prodotti tipici alimentari biologici o meno, cosmetici, bigiotteria, computer, televisori, smartphone, led, divani, mobili ed altri articoli per la casa, libri, quadri, climatizzatori, vino, cialde di caffè, toner e cartucce per stampanti, ferramenta, serramenti e qualsiasi altra cosa ti venga in mente.

Hanno sentito dire e hanno letto ovunque, sui giornali, sui blog e sui siti dei miei illustri colleghi, che l'ecommerce è il futuro. E ci credono. Per quale motivo non dovrebbero crederci?

Il mio lavoro è fare siti. Io guadagno a fare siti, non a sconsigliarli. Nonostante ciò non posso evitare di metterti in guardia contro i falsi profeti e gli illusionisti dell'ecommerce facile.

 

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Ciò che spesso i miei colleghi si "dimenticano" di dire è che il fatturato dell'ecommerce è in costante aumento solo per i soliti siti che tutti conosciamo e che hanno investito centinaia di migliaia o milioni di euro nel progetto: Amazon, Zalando, Alibaba, Yoox, Eataly, Uniero, Stockisti, per citarne qualcuno.

Questi siti, assieme ad altri 200 o 300, venderanno sempre di più. Non il tuo.

Ah, Stockisti possiamo anche toglierlo dalla lista: qualche giorno fa, il 6 Giugno 2017, la Polizia di Stato di Roma ha eseguito 10 arresti nella loro sede. Sono accusati di associazione per delinquere :-)

 

In Italia i siti ecommerce sono 200.000

Non dimenticare che i siti ecommerce in Italia sono circa 200.000 e che ogni anno ne nascono più di 20.000. Pensi davvero che il tuo finirà in prima pagina? Pensi che qualcuno acquisterà da un sito che si trova in decima o ventesima pagina, anche se i tuoi prezzi fossero migliori? Se lo pensi, continua a pensarlo.

Non ho certo la presunzione di farti desistere dalla tua idea di aprire un sito ecommerce; so bene quanto l'impresa sia difficile. Sono più le persone che mi dicono "avrei fatto bene a darle retta" di quelle che mi danno retta.

Il mio intento è solo di metterti in guardia. I soldi sono tuoi e hai il diritto di spenderli come desideri.

Se invece qualche dubbio sono riuscito a fartelo venire ti consiglio di scaricare gratuitamente la guida che ho pubblicato sui modi per trovare clienti in internet senza avere un sito ecommerce.

"Senza avere un sito ecommerce" - è questa la cosa che a molti sembra inconcepibile. "Come faccio a guadagnare in internet senza vendere online?" - è la domanda che centinaia di volte mi è stata posta.

Sembra che esista il binomio: guadagnare in internet = sito ecommerce.

Bene, non è così. Puoi guadadagnare se sai fare un lavoro e riesci a comunicarlo, tramite internet, ai tuoi potenziali clienti.

Negli ultimi 20 anni abbiamo realizzato più di 500 siti web e quasi tutti stanno guadagnando. Nessuno di questi però è un sito ecommerce.

Non ci credi? Chiedilo ai nostri clienti o leggi le loro testimonianze. Le trovi qui: testimonianze dei clienti.

 

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Qualche collega mi ha detto: "tu sconsigli i siti ecommerce perché non li sai fare e perché vuoi portare acqua al tuo mulino!"

Pensate davvero che dopo 20 anni che mi occupo di siti web non sia capace di installare e configurare Wordpress + Woocommerce o Prestashop, ossia piattaforme ecommerce che molti provider danno la possibilità di installare con un solo clic?

10 o 15 anni fa mi dicevano che sconsigliavo i siti in Flash perché non sapevo farli. Sono stato uno dei primi in Italia ad avere un sito in flash. Si chiamava Needfulthings.it - Mi sono bastati 2 mesi per capire che era un bellissimo sito inutile. Oggi sappiamo tutti che fine hanno fatto i siti in flash.

In quanto al "portare acqua al mio mulino", quale sarebbe il mio mulino? Io non ho un'alternativa da offrire a chi vuole un sito ecommerce. La particolare tipologia di siti che noi creiamo (siti statici) non è un'alternativa ai siti ecommerce.

Noi ci occupiamo di siti adatti a tipologie di persone che non saprebbero cosa farsene di un ecommerce: Medici chirurghi, Dentisti, Oculisti, Psicologi e Psicoterapeuti, Dietologi, Avvocati, Investigatori privati, Consulenti del Lavoro, Commercialisti, Architetti, Geometri, Giardinieri, Idraulici, Imprese edili, Falegnami, Elettricisti, Installatori di climatizzatori, caldaie, stufe, pannelli solari, antenne, isolamenti acustici, Imbianchini e decoratori, B&B, Imprese di traslochi, Fonderie, Ristoranti, Negozi locali che vogliono portare clienti in negozio...

Cosa ne farebbero queste tipologie di utenti di un sito ecommerce?

Lo ripeto: se vuoi guadagnare grazie ad internet devi saper fare un lavoro intellettuale o manuale.

Non si guadagna stando seduti in poltrona ad aspettare che arrivino gli ordini da un sito ecommerce che nessuno troverà mai.

Iscrivendoti alla nostra mailing list, non solo riceverai periodicamente consigli preziosi per la tua attività, ma potrai scaricare da subito gratuitamente un manuale di 27 pagine frutto di 50 anni di lavoro: "Le 10 magiche regole per trovare clienti online e offline".

come trovare clienti online e offline - scarica il manuale gratis

   

 

Appena invierai il modulo si aprirà la pagina per scaricare il manuale gratis.

Torniamo ora a parlare dei siti e-commerce.

 

Cosa fare per vendere online

Ti piacerebbe sapere come fare a vendere online e cominciare da subito a guadagnare standotene comodamente a casa tua ma credi di non esserne capace?

Nessuna paura, non farti prendere dal panico. Lo so che starai pensando che solo gli esperti possono vendere online e che tu, non avendo nozioni di informatica, non potrai riuscirci, ma credimi, non è così.
Se anche tu vuoi entrare nel futuro, nel mondo della vendita online devi solo seguirmi, ti guiderò passo passo fino alla vetta. Avrai letto mille volte che il futuro è la vendita online, e ti assicuro che è vero. D'altra parte pensaci un attimo... come potresti guadagnare in internet se non vendi online?
Allora, sei pronto per cominciare? Bene, mettiti comodo, prepara i pop corn e ascoltami attentamente.

Scusatemi per quanto ho scritto nel paragrafo precedente, stavo solo prendendo in giro un noto collega che usa questo stile di scrittura per insegnare a fare qualsiasi cosa vi venga in mente. Immagino avrete capito di chi parlo :-)

Dai, basta scherzare. Parliamo seriamente

Lascia perdere la vendita online. Le probabilità che il sito che intendi fare venga trovato in Google dai potenziali clienti sono bassissime, e come potrebbe essere altrimenti?  Prova a cercare un qualsiasi prodotto e osserva il numero di risultati mostrati da Google. Come minimo sono centinaia di migliaia. Spesso milioni.

Come puoi pensare che trovino il tuo sito?

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Con un sito ecommerce. Hai più di 99 probabilità su 100 di buttare soldi dalla finestra e di sprecare tanto tempo inutilmente. Gli aspetti fiscali sono l'ultimo del tuoi problemi!

Indipendentemente da chi ti farà il sito:tu, un tuo amico, il vicino di casa "esperto di computer", la web agency del tuo paese o la più rinomata web agency di Milano, di Modena o di San Marino, cambierà ben poco.

E probabilmente non venderesti nulla nemmeno se il sito ecommerce te lo facessimo noi. Naturalmente c'è sempre la possibilità che rientri in quell'1% che riesce a vendere, oppure hai un budget consistente e sei disposto a pagare Google AdWords o a pubblicizzare il tuo sito ricorrendo ad altre strategie. Ma spesso nemmeno questo funziona.

 

Sarà molto meglio per te e probabilmente un giorno mi ringrazierai.

 

Veniamo ora agli obblighi fiscali per aprire un ecommerce

Serve la Partita IVA per vendere online? Magari servisse solo la P.IVA! Serve anche essere iscritti alla Camera di Commercio e all'INPS (che costa come minimo 2.900 euro all'anno).

A proposito, è obbligatorio inserire la P.IVA e gli altri eventuali dati aziendali nella home page di qualsiasi sito che proponga prodotti o servizi. E-commerce o non e-commerce.

 

Cosa devo fare per vendere on line?

La vendita online, per quanto riguarda gli obblighi fiscali, non differisce molto dalla vendita fatta in un negozio tradizionale. Per poter vendere online è pertanto necessario:

  • richiedere la partita IVA
  • richiedere l’iscrizione come commerciante al registro imprese della Camera di Commercio (o come artigiano se si vendono articoli di propria produzione)
  • iscriversi all’INPS
  • Comunicare al proprio Comune di residenza l’intenzione di aprire un sito e-commerce

Quanto costa tutto questo?*

* Questi dati potrebbero non essere aggiornati.

Richiedere la partita IVA non ha alcun costo. L'iscrizione alla camera di commercio costa circa 80,00 euro/anno.

I contributi da versare all’INPS sono circa il 20% del reddito dichiarato, fino a 43.042 euro, ma c’è un minimo da versare. Nel 2011 il contributo viene calcolato su un reddito minimo, attenzione, reddito, non fatturato, di 14.552,00 euro ed è pertanto pari a circa 2.900,00 euro/anno.

A questi costi dovrete aggiungere quello del commercialista (circa 1.000 euro/anno), a meno che siate in grado di gestire da soli (o con l'aiuto del tutor che l’agenzia delle entrate mette a disposizione) la vostra contabilità e di fare la dichiarazione dei redditi.

In conclusione, prima di aprire un sito e-commerce, fate bene i conti.

Anche se in un anno avrete venduto solo un paio di cellulari (e, considerando i risultati di molti siti e-commerce che conosco, sono ottimista), vi sarà costato 4.000 euro + tutto il tempo impiegato ad inserire articoli e descrizioni nel sito, ammesso che il sito ve l'abbiano fatto gratis o lo abbiate fatto voi.

Naturalmente dovrete anche pagare le tasse su quanto avete guadagnato. Ammesso che guadagnate 20 euro per ogni cellulare, dovrete venderne 240 all'anno solo per recuperare le spese.

Spese di hosting del sito e-commerce e altri costi

Non ho considerato le spese per l'hosting, l’ADSL, il telefono, il PC ed il software necessario perché do per scontato che li abbiate già.

In realtà ci sono altri costi che dovete prevedere: la promozione del sito tramite AdWords. A meno che pensiate che il vostro sito lo si troverà in prima pagina su Google digitando “vendita iphone” (vorrei vedere come fate a superare 11 milioni di siti concorrenti!) dovrete pagare Google AdWords circa 1,00 euro per ogni visita.

Per vendere un telefonino vi serviranno un centinaio di visite, ammesso che i vostri prezzi siano più bassi di altri e che il sito abbia un aspetto professionale e sia intuitivo da usare. Ogni vendita vi costerà pertanto 100,00 euro, più i costi fissi che abbiamo visto sopra.

Vendendo 200 telefonini all'anno avreste una perdita secca di circa 50 euro per ogni cellulare. Stando tutto il giorno a dormire e senza avere alcun sito vi ritrovereste a fine anno con almeno 10.000 euro in più in tasca.

Altri obblighi fiscali per chi ha un sito e-commerce

Altri obblighi: dovete avere le fatture di tutti i prodotti che acquistate per rivendere ed emettere fattura se richiesta dal cliente che fa un ordine.

Sulla home page del sito ci deve essere la ragione sociale della ditta, indirizzo completo, partita IVA e Numero REA. Se trattasi di società di capitale deve esserci anche il capitale sociale versato.

Trattandosi di vendita per corrispondenza dovete applicare il diritto di recesso, ossia il compratore ha il diritto di restituirvi la merce acquistata se non soddisfatto entro 10 gg. lavorativi dal ricevimento della merce.

Qualcuno leggendo queste righe sorriderà pensando che ho detto solo cose ovvie. Ma siamo davvero sicuri che siano ovvie?

Per molti utenti non lo sono, altrimenti non riceverei ogni giorno email del genere: "ho un budget di 500 euro, vorrei fare un sito e-commerce per vendere iPhone e iPad (ho un amico che me li fornirebbe)…sono disoccupato, non ho la Partita Iva, ma se il commercio prende piede la posso fare…."

La Partita IVA e tutto il resto dovete averli prima di fare un sito e-commerce, non dopo.

Aggiornamento Gennaio 2015 - norme per la vendita online

Ecco le 5 domande che ci fanno più spesso sulla vendita online:

  1. E’ indispensabile avere la P.IVA per vendere online (anche se vendo poco)?
  2. Devo essere iscritto necessariamente alla Camera di Commercio e all’INPS? Se sì, quanto mi costa all’anno?
  3. E’ vero che se fatturo (o guadagno) meno di 5.000 euro l’anno non serve la partita IVA e nemmeno l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS?
  4. Se oltre che in Italia vendo in altri paesi europei, ho dei costi diversi?
  5. Quanto mi costerà il commercialista?

Ed ecco le risposte dei nostri commercialisti:

DOMANDA 1

L’obbligo di apertura della partita iva scaturisce dalle indicazioni contenute nei primi articoli del DPR 633 del 1971 che prevedono i requisiti oggettivo, soggettivo e territoriali per l’assoggettamento a IVA delle operazioni effettuate nell’ambito della propria attività di cui si riportano alcuni estratti.

Articolo 1 Operazioni imponibili

L'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

Articolo 4 Esercizio di imprese

Per esercizio di imprese si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l'esercizio di attività, organizzate in forma d'impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell'articolo 2195 del codice civile.

Articolo 5 Esercizio di arti e professioni

Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l'esercizio in forma associata delle attività stesse.

Articolo 7 Territorialità dell'imposta ….prevede alcune definizioni per definire una operazioni da considerarsi italiana, comunitaria o extracomunitaria.

In linea di massima la mancanza di almeno uno di questi requisiti comporta l’esclusione dalla normativa.

Negli articoli citati si parla di professione abituale: presupposti dell’abitualità e della professionalità nell'effettuazione di prestazioni di servizi e di compravendita di beni sussistono ogni volta che un soggetto pone in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici coordinati e finalizzati al conseguimento di uno scopo.

Da quanto esposto si desume che è assoggettato alla normativa IVA e quindi tenuto all’apertura della partita Iva colui che svolge in maniera non occasionale una attività di commercio.

L’ammontare delle vendite effettuate non è un carattere essenziale per definire occasionale una attività.

Un singolo affare può essere indice di attività non occasionale come viceversa più affari conclusi possono comunque rientrare nel concetto di occasionale.

Si tratta di vendita occasionale quando il soggetto non ha predisposto nulla per poter compiere questi atti. Nel caso specifico, se attivo un sito internet al fine della compravendita o prestazioni di servizi, ho predisposto una struttura e quindi potrei rientrare nel caso della vendita NON occasionale anche se compio una singola vendita di pochi euro- Si dovrà affrontare un'analisi caso per caso delle varie fattispecie.

DOMANDA 2

Iscrizione al Registro imprese: L'iscrizione nel Registro Imprese è obbligatoria oltre che per le società anche per gli imprenditori individuali e gli imprenditori agricoli/coltivatori diretti. Pertanto, sono obbligati a richiedere l'iscrizione nel Registro delle Imprese le persone fisiche che esercitano l’attività di Imprenditore commerciale individuale (non piccolo) così definito:

colui che esercita un'attività compresa fra quelle indicate dall'art. 2195 c.c. ovvero: un'attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi; un'attività intermediaria nella circolazione dei beni; un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria; un'attività bancaria o assicurativa; altre attività ausiliarie delle precedenti.

Sono piccoli imprenditori (art. 2083 C.C.): i coltivatori diretti del fondo; gli artigiani; i piccoli commercianti; coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Data una sostanziale difficoltà a interpretare la legislazione al riguardo, è ostico identificare con precisione quando un imprenditore è «piccolo».

L’iscrizione in camera di commercio prevede il versamento di un contributo annuo parametrato alla natura del soggetto (impresa individuale, società di persone, di capitali…)

Iscrizione INPS: La nascita dell'impresa non è il presupposto automatico per il sorgere dell'obbligo contributivo nella Gestione previdenziale dei Commercianti/Artigiani, ma ad essa deve essere collegato l'esercizio dell'attività in via abituale e prevalente pertanto non sono iscrivibili i seguenti casi:

svolgimento di attività da lavoro dipendente a tempo pieno;

partecipazione alla realizzazione dello scopo sociale esclusivamente tramite conferimento di capitale;

altra attività prevalente con iscrizione alla relativa cassa/ente previdenziale;

iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti per altra attività d'impresa.

L’iscrizione alla gestione commercianti prevede il versamento minimo di un contributo annuo di euro 3.451,99 (3.444,55 IVS + 7,44 maternità) da versarsi in quattro rate trimestrali, e il versamento di un saldo e di un acconto da versarsi sulle quote di reddito eccedenti i minimali fissati e calcolati in ragione di una aliquota pari al 22,29 % (per il 2014)

DOMANDA 3

E’ vero che se fatturo (o guadagno) meno di 5.000 euro l’anno non serve la partita IVA e nemmeno l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS?

No, entrambe sono affermazioni errate, l’obbligo di apertura della partita iva e l’obbligo di iscrizione a una gestione contributiva non è collegata a un dato quantitativo.

DOMANDA 4

Si, per la compravendita di beni e la prestazione di servizi con soggetti non domiciliati in Italia ma in paesi della Unione Europea o extra Unione Europea sono previste regole diverse in termini di emissione dei documenti contabili, di registrazione contabile, di rendicontazione e di comunicazioni alla Agenzia delle Entrate (Comunicazione Intrastat, comunicazione polivalente Black List o San Marino…).

DOMANDA 5

Il costo del commercialista varia a seconda di diversi parametri tra cui: ammontare degli acquisti e delle vendite; numero di documenti contabili da registrare; tipologia degli acquisti e vendite (acquisti Italia, acquisti intracomunitari, importazioni, esportazioni); numero di conti correnti dell’impresa, presenza di dipendenti etc etc…).

©2015 Gianfranco Viasetti, studio Viasetti, 8 Gennaio 2015. Riproduzione vietata

 

Nota per il lettore: considerata la velocità con cui in Italia cambiano le leggi, le suddette informazioni potrebbero essere inesatte o non aggiornate. Vi consiglio di consultarvi con il vostro commercialista.

 

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