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Obblighi fiscali per un sito e-commerce

Come aprire un sito commerce

Obblighi fiscali per vendere online

Autore: - Articolo scritto il 13 Maggio 2014 - Aggiornato al 5 Marzo 2017

Questo sito ha 370 pagine. La pagina che stai leggendo in questo momento è la più letta di tutto il sito. Da consigli preziosi a chi sta pensando di creare un sito ecommerce o di farne funzionare uno che non funziona.

Ma per non farti perdere 20 minuti del tuo prezioso tempo ti informo che i consigli che troverai su questa pagina non sono quelli che ti aspetti. Non sono quelli che trovi sui siti dei nostri colleghi: non ti piaceranno per niente.

 

Prima di continuare la lettura ti consiglio caldamente di leggere la pagina "attività che ottengono benefici da un sito web". Se la tua attività non rientra o non è assimilabile a queste, è inutile che prosegui la lettura. Perderesti solo tempo.

Se sei approdato su questa pagina appartieni ad una delle seguenti 4 categorie:

1) Sei un collega (web agency, webmaster, SEO) che vuole capire come fa questa pagina ad essere ai primi posti in Google con decine di keyword attinenti l'ecommerce. Se è così, puoi anche uscire. Non lo capirai. Leggerla e analizzare il codice non ti sarà di alcuna utilità. Noi forniamo informazioni utili ai clienti, non ai competitor;

2) Hai un sito e-commerce che non sta vendendo nulla o quasi nulla e stai cercando informazioni per farlo funzionare. In tal caso può esserti utili leggere questa pagina per capire i motivi: www.viasetti.it/articoli/siti-e-commerce/il-mio-sito-ecommerce-non-funziona-case-history.htm;

3) Stai pensando di aprire un sito e commerce perché tutti dicono che il futuro è nella vendita online. Se appartieni a questa categoria ti consiglio caldamente, prima di intraprendere la vendita online, di leggere i commenti di chi ha fatto questa scelta prima di te. Li trovi qui: www.viasetti.it/articoli/siti-e-commerce/aprire-un-e-commerce-commenti.htm;

4) Credi che l'unico modo di guadagnare in internet sia avere un sito e-commerce per vendere online. Se è questo il tuo caso, ti consiglio di leggere fino in fondo la nostra home page. Scoprirai che chi guadagna in internet sono coloro che sanno fare un mestiere o una professione. Non chi vende online;

 

In ogni caso sappi che questa pagina è del tutto inutile a chi vuole sapere come creare un sito ecommerce. Ti spiego il perché.

Forse non è il tuo caso, ma la maggioranza delle persone che approdano a questa pagina sta pensando di aprire un sito eCommerce e giustamente si vuole informare su come fare il sito e quali sono gli obblighi fiscali per vendere online.

 

 

Le domande che dovresti farti prima di informarti sugli obblighi fiscali (partita IVA, iscrizione alla camera di commercio, all'INPS, ecc..) sono altre:

  • Ti servirà a qualcosa il sito ecommerce che stai pensando di aprire o che hai appena aperto?
  • Venderai qualcosa?
  • Guadagnerai?

La risposta a queste 3 domande è NO nel 99% dei casi.

Nel 99% dei casi butterai qualche migliaia di euro e centinaia di ore del tuo tempo nella spazzatura.

In questo preciso momento migliaia di persone in Italia stanno pensando di aprire un ecommerce per vendere online magliette, vestiti, scarpe, prodotti tipici alimentari biologici o meno, cosmetici, bigiotteria, computer, televisori, smartphone, led, divani, mobili ed altri articoli per la casa, libri, quadri, climatizzatori, vino, cialde di caffè, toner e cartucce per stampanti, ferramenta, serramenti e qualsiasi altra cosa ti venga in mente.

Hanno sentito dire e hanno letto ovunque, sui giornali, sui blog e sui siti dei miei illustri colleghi, che l'ecommerce è il futuro. E ci credono. Per quale motivo non dovrebbero crederci?

Il mio lavoro è fare siti. Io guadagno a fare siti, non a sconsigliarli. Nonostante ciò non posso evitare di metterti in guardia contro i falsi profeti e gli illusionisti dell'ecommerce facile.

Ciò che spesso i miei colleghi si "dimenticano" di dire è che il fatturato dell'ecommerce è in costante aumento solo per i soliti siti che tutti conosciamo e che hanno investito centinaia di migliaia o milioni di euro nel progetto: Amazon, Zalando, Alibaba, Yoox, Eataly, Uniero, Stockisti, per citarne qualcuno.

Questi siti, assieme ad altri 200 o 300, venderanno sempre di più. Non il tuo.

Non dimenticare che i siti ecommerce in Italia sono circa 200.000 e che ogni anno ne nascono più di 20.000. Pensi davvero che il tuo finirà in prima pagina? Pensi che qualcuno acquisterà da un sito che si trova in decima o ventesima pagina, anche se i tuoi prezzi fossero migliori? Se lo pensi, continua a pensarlo.

In fondo saresti in buona compagnia: più di 1.000 titolari di siti ecommerce mi scrivono ogni anno per dirmi che non stanno vendendo nulla nonostante ci sia chi ha investito 20/30/100/140.000 euro nel progetto. Eppure chi gli ha fatto il sito aveva assicurato il successo. Vuoi leggere cosa mi scrivono? Vai su questa pagina: commenti di ha un sito ecommerce.

Non ho certo la presunzione di farti desistere dalla tua idea di aprire un sito ecommerce; so bene quanto l'impresa sia difficile. Sono più le persone che mi dicono "avrei fatto bene a darle retta" di quelle che mi danno retta.

Il mio intento è solo di metterti in guardia. I soldi sono tuoi e hai il diritto di spenderli come desideri.

Se invece qualche dubbio sono riuscito a fartelo venire ti consiglio di scaricare gratuitamente la guida che ho pubblicato sui modi per trovare clienti in internet senza avere un sito ecommerce.

"Senza avere un sito ecommerce" - è questa la cosa che a molti sembra inconcepibile. "Come faccio a guadagnare in internet senza vendere online?" - è la domanda che centinaia di volte mi è stata posta.

Sembra che esista il binomio: guadagnare in internet = sito ecommerce.

Bene, non è così. Puoi guadadagnare se sai fare un lavoro e riesci a comunicarlo, tramite internet, ai tuoi potenziali clienti.

Negli ultimi 20 anni abbiamo realizzato più di 500 siti web e quasi tutti stanno guadagnando. Nessuno di questi è un sito ecommerce.

Non ci credi? Chiedilo ai nostri clienti o leggi le loro testimonianze. Le trovi qui: testimonianze dei clienti.

Qualche collega mi ha detto: "tu sconsigli i siti ecommerce perché non li sai fare e perché vuoi portare acqua al tuo mulino!"

Pensate davvero che dopo 20 anni che mi occupo di siti web non sia capace di installare e configurare Wordpress + Woocommerce o Prestashop, ossia piattaforme ecommerce che molti provider danno la possibilità di installare con un solo clic?

10 o 15 anni fa mi dicevano che sconsigliavo i siti in Flash perché non sapevo farli. Sono stato uno dei primi in Italia ad avere un sito in flash. Si chiamava Needfulthings.it - Mi sono bastati 2 mesi per capire che era un bellissimo sito inutile. Oggi sappiamo tutti che fine hanno fatto i siti in flash.

In quanto al "portare acqua al mio mulino", quale sarebbe il mio mulino? Io non ho un'alternativa da offrire a chi vuole un sito ecommerce. La particolare tipologia di siti che noi creiamo non è un'alternativa ai siti ecommerce.

Noi ci occupiamo di siti adatti a tipologie di persone che non saprebbero cosa farsene di un ecommerce: Medici chirurghi, Dentisti, Oculisti, Psicologi e Psicoterapeuti, Dietologi, Avvocati, Investigatori privati, Consulenti del Lavoro, Commercialisti, Architetti, Geometri, Giardinieri, Idraulici, Imprese edili, Falegnami, Elettricisti, Installatori di climatizzatori, caldaie, stufe, pannelli solari, antenne, isolamenti acustici, Imbianchini e decoratori, B&B, Imprese di traslochi, Fonderie, Ristoranti, Negozi locali che vogliono portare clienti in negozio...

Cosa ne farebbero queste tipologie di utenti di un sito ecommerce?

Lo ripeto: se vuoi guadagnare grazie ad internet devi saper fare un lavoro intellettuale o manuale.

Non si guadagna stando seduti in poltrona ad aspettare che arrivino gli ordini da un sito ecommerce che nessuno troverà mai.

Iscrivendoti alla nostra mailing list, non solo riceverai periodicamente consigli preziosi per la tua attività, ma potrai scaricare da subito gratuitamente un manuale di 27 pagine frutto di 50 anni di lavoro: "Le 10 magiche regole per trovare clienti online e offline".

come trovare clienti online e offline - scarica il manuale gratis

   

 

Appena invierai il modulo si aprirà la pagina per scaricare il manuale gratis.

Torniamo ora a parlare dei siti e-commerce.

 

Cosa fare per vendere online

Ti piacerebbe sapere come fare a vendere online e cominciare da subito a guadagnare standotene comodamente a casa tua ma credi di non esserne capace?

Nessuna paura, non farti prendere dal panico. Lo so che starai pensando che solo gli esperti possono vendere online e che tu, non avendo nozioni di informatica, non potrai riuscirci, ma credimi, non è così.
Se anche tu vuoi entrare nel futuro, nel mondo della vendita online devi solo seguirmi, ti guiderò passo passo fino alla vetta. Avrai letto mille volte che il futuro è la vendita online, e ti assicuro che è vero. D'altra parte pensaci un attimo... come potresti guadagnare in internet se non vendi online?
Allora, sei pronto per cominciare? Bene, mettiti comodo, prepara i pop corn e ascoltami attentamente.

Scusatemi per quanto ho scritto nel paragrafo precedente, stavo solo prendendo in giro un noto collega che usa questo stile di scrittura per insegnare a fare qualsiasi cosa vi venga in mente. Immagino avrete capito di chi parlo :-)

Dai, basta scherzare. Parliamo seriamente

Lascia perdere la vendita online. Le probabilità che il sito che intendi fare venga trovato in Google dai potenziali clienti sono bassissime, e come potrebbe essere altrimenti? Hai idea di quanti siti per la vendita online ci sono oggi in internet? Prova a cercare un qualsiasi prodotto e osserva il numero di risultati mostrati da Google. Come minimo sono centinaia di migliaia. Spesso milioni.

Come puoi pensare che trovino il tuo sito?

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Con un sito ecommerce. Hai più di 99 probabilità su 100 di buttare soldi dalla finestra e di sprecare tanto tempo inutilmente. Gli aspetti fiscali sono l'ultimo del tuoi problemi!

Indipendentemente da chi ti farà il sito:tu, un tuo amico, il vicino di casa "esperto di computer", la web agency del tuo paese o la più rinomata web agency di Milano, di Modena o di San Marino, non cambierà nulla. Non venderai niente.

E ovviamente non venderesti nulla anche se il sito ecommerce te lo facessimo noi. Naturalmente c'è sempre la possibilità che rientri in quell'1% che riesce a vendere, oppure hai un budget consistente e sei disposto a pagare Google AdWords o a pubblicizzare il tuo sito ricorrendo ad altre strategie. Ma spesso nemmeno questo funziona.

Anziché leggere questa pagina leggi quelle che trovi linkate in fondo

Sarà molto meglio per te e probabilmente un giorno mi ringrazierai.

 

C'è chi ha speso 30.000 euro per un sito ecommerce e in un anno non ha venduto nulla. Leggete la sua storia prima di continuare a informarvi sugli obblighi fiscali!

 

 

Il racconto di un imprenditore a chi intende cimentarsi nella vendita online

 

Nonostante abbiamo pubblicato su questo sito una cinquantina di articoli per spiegare perché NON fare un sito ecommerce riceviamo continuamente richieste di preventivi per siti ecommerce.

Serve la Partita IVA per vendere online? Magari servisse solo la P.IVA! Serve anche essere iscritti alla Camera di Commercio e all'INPS (che costa come minimo 2.900 euro all'anno).

A proposito, è obbligatorio inserire la P.IVA e gli altri eventuali dati aziendali nella home page di qualsiasi sito che proponga prodotti o servizi. E-commerce o non e-commerce.

Lo ripeto nuovamente:

Avete pochissime probabilità di vendere online

Se state decidendo di aprire un sito e-commerce, conoscere gli obblighi fiscali dovrebbe essere l'ultimo dei vostri problemi. Il sito che farete o che vi faranno ha più del 99% di probabilità di essere un flop, di non vendere nulla. Esattamente come è successo alle migliaia di persone che ci scrivono ogni anno. Leggete questo articolo e forse cambierete idea sull'opportunità di aprire un sito per vendere online: commenti di chi ha un e-commerce. E se non vi bastasse leggete anche gli articoli che trovate linkati sul lato destro di questa pagina.

E se dopo averli letti penserete che il vostro caso è diverso e che il vostro e-commerce funzionerà, bene, continuate pure a pensarlo e leggete pure il resto di questa pagina.

Cosa devo fare per vendere on line?

La vendita online, per quanto riguarda gli obblighi fiscali, non differisce molto dalla vendita fatta in un negozio tradizionale. Per poter vendere online è pertanto necessario:

  • richiedere la partita IVA
  • richiedere l’iscrizione come commerciante al registro imprese della Camera di Commercio (o come artigiano se si vendono articoli di propria produzione)
  • iscriversi all’INPS
  • Comunicare al proprio Comune di residenza l’intenzione di aprire un sito e-commerce

Quanto costa tutto questo?

Richiedere la partita IVA non ha alcun costo. L'iscrizione alla camera di commercio costa circa 80,00 euro/anno.

I contributi da versare all’INPS sono circa il 20% del reddito dichiarato, fino a 43.042 euro, ma c’è un minimo da versare. Nel 2011 il contributo viene calcolato su un reddito minimo, attenzione, reddito, non fatturato, di 14.552,00 euro ed è pertanto pari a circa 2.900,00 euro/anno.

A questi costi dovrete aggiungere quello del commercialista (circa 1.000 euro/anno), a meno che siate in grado di gestire da soli (o con l'aiuto del tutor che l’agenzia delle entrate mette a disposizione) la vostra contabilità e di fare la dichiarazione dei redditi.

In conclusione, prima di aprire un sito e-commerce, fate bene i conti. E poi lasciate perdere e fate altro.

Anche se in un anno avrete venduto solo un paio di cellulari (e, considerando i risultati di molti siti e-commerce che conosco, sono ottimista), vi sarà costato 4.000 euro + tutto il tempo impiegato ad inserire articoli e descrizioni nel sito, ammesso che il sito ve l'abbiano fatto gratis o lo abbiate fatto voi.

Naturalmente dovrete anche pagare le tasse su quanto avete guadagnato. Ammesso che guadagnate 20 euro per ogni cellulare, dovrete venderne 240 all'anno solo per recuperare le spese.

Spese di hosting del sito e-commerce e altri costi

Non ho considerato le spese per l'hosting, l’ADSL, il telefono, il PC ed il software necessario perché do per scontato che li abbiate già.

In realtà ci sono altri costi che dovete prevedere: la promozione del sito tramite AdWords. A meno che pensiate che il vostro sito lo si troverà in prima pagina su Google digitando “vendita iphone” (vorrei vedere come fate a superare 11 milioni di siti concorrenti!) dovrete pagare Google AdWords circa 1,00 euro per ogni visita.

Per vendere un telefonino vi serviranno un centinaio di visite, ammesso che i vostri prezzi siano più bassi di altri e che il sito abbia un aspetto professionale e sia intuitivo da usare. Ogni vendita vi costerà pertanto 100,00 euro, più i costi fissi che abbiamo visto sopra.

Vendendo 200 telefonini all'anno avreste una perdita secca di circa 50 euro per ogni cellulare. Stando tutto il giorno a dormire e senza avere alcun sito vi ritrovereste a fine anno con almeno 10.000 euro in più in tasca.

Altri obblighi fiscali per chi ha un sito e-commerce

Altri obblighi: dovete avere le fatture di tutti i prodotti che acquistate per rivendere ed emettere fattura se richiesta dal cliente che fa un ordine.

Sulla home page del sito ci deve essere la ragione sociale della ditta, indirizzo completo, partita IVA e Numero REA. Se trattasi di società di capitale deve esserci anche il capitale sociale versato.

Trattandosi di vendita per corrispondenza dovete applicare il diritto di recesso, ossia il compratore ha il diritto di restituirvi la merce acquistata se non soddisfatto entro 10 gg. lavorativi dal ricevimento della merce.

Qualcuno leggendo queste righe sorriderà pensando che ho detto solo cose ovvie. Ma siamo davvero sicuri che siano ovvie?

Per molti utenti non lo sono, altrimenti non riceverei ogni giorno email del genere: "ho un budget di 500 euro, vorrei fare un sito e-commerce per vendere iPhone e iPad (ho un amico che me li fornirebbe)…sono disoccupato, non ho la Partita Iva, ma se il commercio prende piede la posso fare…."

La Partita IVA e tutto il resto dovete averli prima di fare un sito e-commerce, non dopo.

Aggiornamento Gennaio 2015 - norme per la vendita online

Ecco le 5 domande che ci fanno più spesso sulla vendita online:

  1. E’ indispensabile avere la P.IVA per vendere online (anche se vendo poco)?
  2. Devo essere iscritto necessariamente alla Camera di Commercio e all’INPS? Se sì, quanto mi costa all’anno?
  3. E’ vero che se fatturo (o guadagno) meno di 5.000 euro l’anno non serve la partita IVA e nemmeno l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS?
  4. Se oltre che in Italia vendo in altri paesi europei, ho dei costi diversi?
  5. Quanto mi costerà il commercialista?

Ed ecco le risposte dei nostri commercialisti:

DOMANDA 1

L’obbligo di apertura della partita iva scaturisce dalle indicazioni contenute nei primi articoli del DPR 633 del 1971 che prevedono i requisiti oggettivo, soggettivo e territoriali per l’assoggettamento a IVA delle operazioni effettuate nell’ambito della propria attività di cui si riportano alcuni estratti.

Articolo 1 Operazioni imponibili

L'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

Articolo 4 Esercizio di imprese

Per esercizio di imprese si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l'esercizio di attività, organizzate in forma d'impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell'articolo 2195 del codice civile.

Articolo 5 Esercizio di arti e professioni

Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l'esercizio in forma associata delle attività stesse.

Articolo 7 Territorialità dell'imposta ….prevede alcune definizioni per definire una operazioni da considerarsi italiana, comunitaria o extracomunitaria.

In linea di massima la mancanza di almeno uno di questi requisiti comporta l’esclusione dalla normativa.

Negli articoli citati si parla di professione abituale: presupposti dell’abitualità e della professionalità nell'effettuazione di prestazioni di servizi e di compravendita di beni sussistono ogni volta che un soggetto pone in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici coordinati e finalizzati al conseguimento di uno scopo.

Da quanto esposto si desume che è assoggettato alla normativa IVA e quindi tenuto all’apertura della partita Iva colui che svolge in maniera non occasionale una attività di commercio.

L’ammontare delle vendite effettuate non è un carattere essenziale per definire occasionale una attività.

Un singolo affare può essere indice di attività non occasionale come viceversa più affari conclusi possono comunque rientrare nel concetto di occasionale.

Si tratta di vendita occasionale quando il soggetto non ha predisposto nulla per poter compiere questi atti. Nel caso specifico, se attivo un sito internet al fine della compravendita o prestazioni di servizi, ho predisposto una struttura e quindi potrei rientrare nel caso della vendita NON occasionale anche se compio una singola vendita di pochi euro- Si dovrà affrontare un'analisi caso per caso delle varie fattispecie.

DOMANDA 2

Iscrizione al Registro imprese: L'iscrizione nel Registro Imprese è obbligatoria oltre che per le società anche per gli imprenditori individuali e gli imprenditori agricoli/coltivatori diretti. Pertanto, sono obbligati a richiedere l'iscrizione nel Registro delle Imprese le persone fisiche che esercitano l’attività di Imprenditore commerciale individuale (non piccolo) così definito:

colui che esercita un'attività compresa fra quelle indicate dall'art. 2195 c.c. ovvero: un'attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi; un'attività intermediaria nella circolazione dei beni; un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria; un'attività bancaria o assicurativa; altre attività ausiliarie delle precedenti.

Sono piccoli imprenditori (art. 2083 C.C.): i coltivatori diretti del fondo; gli artigiani; i piccoli commercianti; coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Data una sostanziale difficoltà a interpretare la legislazione al riguardo, è ostico identificare con precisione quando un imprenditore è «piccolo».

L’iscrizione in camera di commercio prevede il versamento di un contributo annuo parametrato alla natura del soggetto (impresa individuale, società di persone, di capitali…)

Iscrizione INPS: La nascita dell'impresa non è il presupposto automatico per il sorgere dell'obbligo contributivo nella Gestione previdenziale dei Commercianti/Artigiani, ma ad essa deve essere collegato l'esercizio dell'attività in via abituale e prevalente pertanto non sono iscrivibili i seguenti casi:

svolgimento di attività da lavoro dipendente a tempo pieno;

partecipazione alla realizzazione dello scopo sociale esclusivamente tramite conferimento di capitale;

altra attività prevalente con iscrizione alla relativa cassa/ente previdenziale;

iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti per altra attività d'impresa.

L’iscrizione alla gestione commercianti prevede il versamento minimo di un contributo annuo di euro 3.451,99 (3.444,55 IVS + 7,44 maternità) da versarsi in quattro rate trimestrali, e il versamento di un saldo e di un acconto da versarsi sulle quote di reddito eccedenti i minimali fissati e calcolati in ragione di una aliquota pari al 22,29 % (per il 2014)

DOMANDA 3

E’ vero che se fatturo (o guadagno) meno di 5.000 euro l’anno non serve la partita IVA e nemmeno l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS?

No, entrambe sono affermazioni errate, l’obbligo di apertura della partita iva e l’obbligo di iscrizione a una gestione contributiva non è collegata a un dato quantitativo.

DOMANDA 4

Si, per la compravendita di beni e la prestazione di servizi con soggetti non domiciliati in Italia ma in paesi della Unione Europea o extra Unione Europea sono previste regole diverse in termini di emissione dei documenti contabili, di registrazione contabile, di rendicontazione e di comunicazioni alla Agenzia delle Entrate (Comunicazione Intrastat, comunicazione polivalente Black List o San Marino…).

DOMANDA 5

Il costo del commercialista varia a seconda di diversi parametri tra cui: ammontare degli acquisti e delle vendite; numero di documenti contabili da registrare; tipologia degli acquisti e vendite (acquisti Italia, acquisti intracomunitari, importazioni, esportazioni); numero di conti correnti dell’impresa, presenza di dipendenti etc etc…).

©2015 Gianfranco Viasetti, studio Viasetti, 8 Gennaio 2015. Riproduzione vietata

 

Nota per il lettore: considerata la velocità con cui in Italia cambiano le leggi, le suddette informazioni potrebbero essere inesatte o non aggiornate. Vi consiglio di consultarvi con il vostro commercialista.

 

 

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