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Ora facciamo il sito, a posizionarlo ci penserai dopo!:-)

Autore: - 5 Settembre 2014

Posizionare il sito in Google? Ne parliamo dopo, ora facciamolo!

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Stamattina ho ricevuto una mail da parte dell'ennesima vittima di quelle Web Agency che dicono ai clienti: "tranquilli, non ci sono problemi. Ora pensiamo a fare il sito, del posizionamento ne parleremo dopo"

Ecco la parte più significativa della mail: "Ho sentito l'agenzia che ci ha realizzato il sito, i costi che ci hanno chiesto per il posizionamento sono troppo alti. Di conseguenza abbiamo lasciato perdere, in compenso stiamo chiudendo il sito."

Ora facciamo il sito, poi penseremo a farlo trovare:-)

Molte web agency e webmaster tendono a svicolare l'argomento del posizionamento evitando di parlarne al cliente, oppure dicendogli "ne parleremo a sito completo" o, in alcuni casi, "io arrivo fino qui, posizionare siti non fa parte del mio lavoro, se ti serve essere trovato nei motori (ma noooo, perché dovrebbe servirmi!:-)) ti metto in contatto con Tizio o Caio". Qualcuno si spinge a dire "dammi 10 keyword e te le metto nei campi giusti per gli spider dei motori" e a questo punto il cliente annuisce soddisfatto. Soddisfatto, scusate il termine, di essere in procinto di prenderlo in quel posto.

La tecnica di posizionamento a cui fanno riferimento (inserire 10 keyword nel metatag KEYWORDS delle pagine web) funzionava 12 o 13 anni fa. Come scritto in altri articoli presenti su questo sito, Google non ha mai preso in considerazione il contenuto del metatag keywords, come affermato ufficialmente anche da Matt Cuts, portavoce di Google. Oggi, per fortuna, un sito viene indicizzato da Google essenzialmente in base ai contenuti testuali e a come è stato progettato e realizzato.

Un sito, specialmente un sito e-commerce (ma vale anche per altre tipologie di siti) non può essere ottimizzato dopo che è stato creato. Il sito deve nascere già ottimizzato. Si parte dalla scelta del nome del dominio, che deve essere fatta solo dopo aver individuato le keyword in grado di portare maggior traffico qualificato sul sito. Si preparano quindi i testi da inserire nelle varie pagine, curando che gli stessi siano originali, utili agli utenti e tematizzati sulle keyword con cui vorremmo essere trovati (altrimenti come fanno i motori a capire di scosa stiamo parlando?) Sempre in base alle keyword identificate come utili ai fini delle ricerche si decidono i nomi delle cartelle e delle pagine web (URL) che compongono il sito. Si decidono anche i TITLE, i titoli ed i sottotitoli di ogni pagina.

Da ciò che abbiamo appena detto è facile anche per qualsiasi utente, esperto o meno, intuire che queste cose non si possono fare dopo che un sito è stato creato. Bisogna farle in fase di progettazione e creazione.

Riceviamo ogni giorno richieste di ottimizzare un sito e-commerce

Il sito che state vedendo ha 60.000 visitatori al mese. Da ciò è facile intuire che procura moltissimi contatti. Ogni giorno riceviamo, tra le altre, 3 o 4 richieste di preventivi per l'ottimizzazione di un sito e-commerce pre-esistente. Alcune potete leggerle su questa pagina. La richiesta tipica è la seguente: ho un sito e-commerce che non da risultati. Chi me lo ha fatto mi ha consigliato di rivolgermi ad un SEO in quanto loro si occupano solo di fare siti, non di ottimizzazione o posizionamento. Cercando in Google ho trovato voi. Potete farmi un preventivo per ottimizzare il sito? Vorrei essere ai primi posti cercando xxxxx o yyyyyy.

Purtroppo la risposta che siamo costretti a dare è quasi sempre la stessa: "Non possiamo fare nulla per ottimizzare il vostro sito. Le keyword con cui vorreste essere ai primi posti hanno 10 milioni di concorrenti e tutti avrebbero voluto essere ai primi posti." In alcuni casi, se lo riteniamo fattibile per il posizionamento, proponiamo la creazione di un nuovo sito parallelo. Molti utenti però insistono dicendoci che non vogliono un altro sito, vogliono ottimizzare quello che già hanno e che hanno pagato, talvolta profumatamente. Purtroppo non possiamo accontentarli, per i motivi illustrati in questo articolo e negli altri 12 o 13 che abbiamo pubblicato sui siti e-commerce.

Ottimizzare un sito già esistente significa quasi sempre rifarlo da zero

Pensateci prima di farvi creare un sito al posizionamento nei motori, non dopo.

Mi capita spesso di leggere nei forum e nei blog le richieste che fanno agli "esperti" gli utenti che si stanno accingendo a creare un sito ecommerce e ovviamente anche di leggere le risposte che vengono loro fornite.

Le domande sono quasi sempre di questo genere:

Ciao a tutti, vorrei creare un sito per la vendita online di scarpe (o vino, o marmellata, o cellulari, o prodotti informatici, o magliette), sono indeciso su quale piattaforma utilizzare. C'è chi mi consiglia Magento, chi OsCommerce, chi ZenCart... non ci sto capendo più nulla. Potete aiutarmi nella scelta?

Le risposte in genere si limitano a consigliare una piattaforma piuttosto di un'altra. Chi consiglia software OPEN e chi software proprietari, chi dice che basta spendere 1.000 euro e chi dice che se ne devono spendere almeno 10.000 per avere grafica personalizzata, un hosting efficiente, assistenza inclusa, ecc.. ecc.. E' sconcertante notare quasi immancabilmente l'assenza di consigli relativi al posizionamento del sito nei motori.

Sono davvero in molti a credere che prima bisogna fare il sito e poi al limite si pensa a come farlo trovare nei motori. Si preoccupano tutti del budget necessario per la creazione del sito e nessuno delle enormi risorse finanziarie necessarie per rendere il sito visibile in Google. Qualcuno per la verità accenna a AdWords, ma nessuno alla difficoltà (io palerei di impossibilità più che di difficoltà) del posizionamento organico del sito che vuole vendere scarpe o vino online.

Ho un sito ecommerce che non vende nulla, devo per forza rifarlo?

Ho scritto prima che per ottimizzare un sito è quasi sempre necessasio rifarlo da zero. "Quasi sempre" significa che qualche volta non è necessario rifarlo, giusto? Quali sono i casi in cui è possibile ottimizzare un sito senza rifarlo?

Ribadisco quanto detto sopra. Per ottimizzare un sito dobbiamo rifarlo.

Se si tratta di un sito e-commerce purtroppo non serve nemmeno rifarlo. Continuerebbe a non vendere. Leggi articolo "perché il 99% dei siti ecommerce è un flop". In questi casi le alternative possibili per rendere il sito visibile sono 4, una strutturale e definitiva e tre di tipo temporale.

Le 4 soluzioni possibili per far trovare un sito e-commerce

1) Creazione di un sito parallelo ottimizzato per i visitatori e per i motori

La soluzione migliore è, a mio avviso, quella strutturale; purtroppo è possibile solo in alcuni casi e per alcuni settori merceologici. Dipende cioè da cosa vendete e da quanti sono i vostri competitor.

Questa soluzione, l'unica da noi adottata, consiste nella creazione di un sito parallelo (un sito statico, quindi non e-commerce) su un nuovo dominio. L'obiettivo è di creare un sito con tutte le carte in regola affinché venga ritenuto importante da Google e meritevole di finire in prima o seconda pagina con le keyword più appropriate. Chi trova questo sito potrà poi, nel caso intenda acquistare o vedere il catalogo completo dei prodotti ed i relativi prezzi, andare sul sito e-commerce pre esistente.

2) Pubblicizzare il sito e-commerce tramite Google AdWords

In questo caso si tratta di fare delle campagne pubblicitarie su AdWords (pay per clic). Si tratta di decidere con quali termini vogliamo che il sito e-commerce appaia in prima pagina su Google (sul lato destro delle videate dei risultati oppure in altro tra i link sponsorizzati), stabilire il budget giornaliero ed il costo massimo per ogni clic e da subito arriveranno i visitatori. Bisogna però tener presente che ogni visita ci costerà da 0,20 a 2 euro (dipende dalla domanda e dalle keyword scelte, le keyword più competitive costano ovviamente di più). Per avere 50 visite al giorno dovrete spendere da 10 a 100 euro al giorno. E dovrete spenderli tutti i giorni perché appena smetterete di pagare il vostro sito diverrà di nuovo introvabile.

3) Fare campagne di Mail Marketing

Si tratta di un sistema che personalmente non amo in quanto spesso significa fare SPAM e lo spam è vietato dalla legge. Consiste nell'inviare decine, centinaia o milioni di email pubblicitarie ai potenziali clienti, e, nel caso di un sito che vende scarpe o altro prodotti di largo consumo, i potenziali clienti sono tutti gli italiani o, per un sito multilingue, tutti gli abitanti del pianeta.

Nessuno ama ricevere posta indesiderata, abbiamo tutti le caselle di posta (e le palle) piene di questi messaggi e non ne possiamo più. Utilizzando tali sistemi si rischia inoltre di essere denunciati al garante della privacy. Non basta scrivere in calce all'email "Ricevi questa email perché sei iscritto alla lista pinco pallino (quasi sempre balle)" e "se non vuoi più ricevere i nostri messaggi clicca qui per cancellarti." In alcuni casi cancellarsi è difficile. Cliccando sul link si finisce su una pagina che chiede l'indirizzo che desideriamo cancellare (spesso, chi ha più di un indirizzo, non riesce a capire quale hanno utilizzato) e in alcuni casi, per cancellarsi è necessario dire che ti piace il loro sito (ASSURDO!), come nel caso di questa nota azienda di mail marketing.

Inoltre le aziende che offrono queste campagne di mail marketing si fanno pagare, e non poco.

4) Accrescere la popolarità del sito con il link building

Questo sistema consiste nell'acquistare centinaia o migliaia di link che puntano al sito da promuovere. E' un sistema utilizzato da sempre da alcuni nostri competitor. Chi utilizza questi sistemi chiede in genere al cliente un canone annuo di 2/3/4.000 euro per il "mantenimento del posizionamento". Abbiamo scritto anni fa un articolo a questo proposito. Lo trovate qui. Lo scopo è (era) di far credere a Google che un sito è meritevole di stare ai primi posti in quanto vi sono centinaia o migliaia di altri siti che lo consigliano. Dico ERA perché il 25 Aprile 2012 Google ha lanciato un nuovo algoritmo antispam denominato PENGUIN. Lo scopo di questo algoritmo è individuare i siti che fanno uso di questo stratagemma e penalizzarli. Ed è ciò che sta accadendo. In questi giorni i forum sono pieni di post di webmaster o titolari di siti disperati perché i loro siti hanno perso diverse posizioni e, a seguito di ciò, i visitatori sono diminuiti del 50% o anche più.

 

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