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Tutto ciò che non vi hanno mai detto sui siti e-commerce

   

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Chi ha colpa se il tuo sito non funziona? 

Di chi è la colpa se
il sito non funziona?

Creare un portale o sito di annunci case, auto, ecc.. 

Portali e Siti di annunci case, auto, turismo, ecc..

Opinioni di chi ha un sito e-commerce I commenti di chi ha
un sito e-commerce
E-commerce 1 su 100 ce la fa a guadagnare Siti E-Commerce:
solo 1 su 100 vende?

  

Perché dicono che con un sito ecommerce si guadagna?

Bisognerebbe precisare che sono coloro che li fanno che ci guadagnano, non chi li ha pagati. Lo stesso discorso, anche se in misura minore, vale per i siti e portali di annunci auto usate, case, villaggi vacanza, hotel, turismo, viaggi, buoni sconto, biglietti.. A meno che vi chiamiate trivago.it, Ebay, subito.it, immobiliare.it, casa.it, autoscout24.it o operiare in una zona geografica ristretta.

In questa sezione vi presentiamo il frutto di 6 anni di lavoro

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Negli ultimi 6 anni abbiamo analizzato, su richiesta dei diretti interessati, circa 1.500 siti e-commerce per la vendita online di vino, olio, marmellate, prodotti tipici locali, scarpe, t-shirt, abbigliamento, biancheria intima, computer, tablet, cellulari, articoli sexy, servizi di consulenza legale, fiscale, amministrativa, psicologica, ricambi per auto e moto, pneumatici, oggettistica per la casa, arredamento, mobili, infissi, cartucce e toner per stampanti, TV, lampadari, occhiali da sole e da vista, libri, fotografie, quadri, giocattoli, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, ecc..

Abbiamo deciso, con l'intento di evitare ad altri utenti delusioni e perdite di soldi e di tempo, di pubblicare una serie di articoli per illustrare e diffondere le conclusioni a cui siamo giunti: il 99% dei siti e-commerce è un flop, indipendentemente dal fatto che il sito lo si sia avuto gratis o sia costato 35.000 euro.

Cosa ci scrive chi ha un sito e-commerce?

Commenti di chi ha un sito e-commerceRiceviamo più di 1.000 email all'anno da parte di titolari di siti e-commerce che ci raccontano la loro esperienza. C'è chi si è fatto il sito da solo, chi si è rivolto ad un amico o conoscente e chi si è rivolto a rinomate Web Agency spendendo decine di migliaia di euro senza riuscire a vendere un solo prodotto. E c'è chi ci dice di essere stato dissanguato economicamente a tal punto di non avere nemmeno più soldi per acquistare i fazzoletti per asciugarsi le lacrime. Leggere le loro testimonianze è una lettura istruttiva per tutti coloro che credono a ciò che i media ci inculcano ogni giorno, ossia che l'e-commerce in Italia è in costante crescita. E' vero che il fatturato globale derivante dall'ecommerce è in crescita, ma il numero dei siti ecommerce che nascono ogni anno cresce molto di più. A vendere sono i soliti nomi noti, non chi è in centesima o in millesima pagina su Google. E' questo che i media e gli esperti si dimenticano di dirci. Leggete cosa ci racconta chi ha creduto alle sirene dell'e-commerce.

Perché il 99% dei siti e-commerce non vende?

Perchè il 99,9% dei siti e commerce sono un flopQuasi tutti sono convinti che basti investire cifre irrisorie nella creazione di un sito e-commerce per iniziare a vendere. Solo dopo aver sprecato settimane o mesi ad inserire centinaia o migliaia di articoli, fotografie, descrizioni, prezzi si rendono conto di aver lavorato inutilmente. Analizziamo in questo articolo perché i siti e-commerce hanno pochissime probabilità di farcela ad avere visibilità senza spendere cifre rilevanti. Leggi l'articolo.

Chi guadagna con un sito e-commerce? Chi te lo vende!

Chi guadagna con un sito e-commerce? Chi te li vende!Ma c'è qualcuno che riesce a guadagnare con i siti e-commerce? Certo, qualcuno c'è di sicuro: chi te li propone. Riceviamo ogni giorno email da parte di utenti che si sono fatti creare un sito e-commerce o che se lo sono fatto da soli. Queste email iniziano quasi sempre con "ho un sito e-commerce ma non riesco a vendere. Ho investito parecchio in questo sito, ma non ho visitatori ne contatti, potete aiutarmi?" Nove volte su 10 siamo costretti a rispondere negativamente. Leggi l'articolo.

Perché abbiamo scelto di non creare siti e-commerce

Perché abbiamo scelto di non creare siti di vendita onlineSe ci occupassimo di siti e-commerce ci saremmo arricchiti. Riceviamo da anni 3 o 4 richieste al giorno di preventivi per la creazione di siti per la vendita online di vini, olio, prodotti tipici, abbigliamento, scarpe, oggettistica per la casa, cellulari, tablet, computer, cartucce per stampanti, occhiali da sole e da vista, consulenza legale, consulenza psicologica, ecc.. Quasi tutti progetti destinati al fallimento. Noi abbiamo il coraggio di dirlo, i nostri competitor quasi sempre no. Per molti l'importante è guadagnare. Leggi l'articolo.

Siti e-commerce di successo - c'è anche chi vende, e tanto!

Quali sono i siti e-commerce che guadagnano molto? Come creare un e-commerce di successo?Non tutti i siti e-commerce non funzionano, c'è chi ha decine di migliaia di visitatori al giorno e vende molto. Quanti sono e soprattutto chi sono i siti e-commerce di successo? E cosa hanno fatto per raggiungere il successo? Quanto hanno investito? Il vostro budget è raffrontabile al loro? Leggi l'articolo.

I nostri colleghi dicono che i loro siti e-commerce vendono

analisi siti e-commerce per la vendita di vino ed altri prodottiI giornali affermano che il commercio elettronico in Italia sta andando molto bene nonostante la crisi ed è in forte incremento. Sui siti di molti nostri competitor leggiamo che i siti e-commerce da loro creati sono posizionati bene nei motori, funzionano e producono reddito (a loro probabilmente sì). Nel loro portfoglio clienti citano dei casi di successo. Noi ne abbiamo analizzato alcuni e siamo in grado di dirvi quali risultati ottengono. Leggi l'articolo.

Posizionare il sito in Google? Ne parleremo, ora facciamolo!

Le volpi prima ti fanno il sito e poi ti dicono di farlo ottimizzare da qualcunoMolte web agency e webmaster tendono a svicolare l'argomento del posizionamento evitando di parlarne al cliente, oppure dicendogli "ne parleremo a sito completo" o, in alcuni casi, "io arrivo fino qui, posizionare siti non fa parte del mio lavoro, se ti serve essere trovato nei motori (ma noooo, perché dovrebbe servirmi!:-)) ti metto in contatto con Tizio o Caio". Qualcuno si spinge a dire "dammi 10 keyword e te le metto nei campi giusti per gli spider dei motori" e a questo punto il cliente annuisce soddisfatto. Soddisfatto, scusate il termine, di essere in procinto di prenderlo in quel posto. Leggi l'articolo completo.

I siti che rendono senza grandi investimenti ci sono!

Ma non sono siti e-commerce, sono siti statici. Il segreto è tutto qui.

 

Siti che rendono, che producono contatti, clienti e guadagno

  

Pagine consigliate sulla vendita online

 

Illusioni e crolli dell'ecommerce

 

Sul Corriere della Sera del 13 Maggio 2000 è apparso un articolo dal titolo: Illusioni e crolli dell' e-commerce

Ecco un'altra vittima illustre delle recenti disillusioni degli investitori riguardo ai siti di commercio elettronico: si tratta di www.boo.com, un sito europeo che offre generi di abbigliamento e sportivi di fascia alta. L'anno scorso i due giovani svedesi che lo avevano inventato erano riusciti a raccogliere 109 milioni di dollari da un gruppo di investitori internazionali: il magnate francese Bernard Arnault e le americane J.P. Morgan e Goldman Sachs. Proprio loro, la scorsa settimana, hanno rinunciato sia all'andata in Borsa che a rifinanziare Boo.com. In sostanza l'hanno messo in vendita.

Finora circa metà del capitale se n'è andato nel lancio, e solo in pubblicità sono stati spesi 23 milioni di dollari. Ma le vendite non sono state per niente all'altezza delle aspettative. A inizio dell'anno erano stati licenziati 70 dipendenti e ridimensionate le ambizioni giornalistiche del magazine multimediale ospitato sul sito.

Non è una storia nuova: anche prima dei recenti crolli del Nasdaq, la lista delle aziende di e-commerce entrate in sofferenza si andava allungando. Ma nel caso di Boo ci sono due elementi specifici, da cui trarre lezione.

La prima fu la scelta di realizzare un sito molto complesso dal punto di vista del software e pagine leziose (con animazioni "Flash"). Da qui la scarsa usabilità del sito.

La seconda, ancora più grave, è stata l'idea di buttarsi sul settore merceologico più difficile per la vendita online: l'abbigliamento.

Tutti sappiamo che c'è un elevato piacere dell'acquisto legato al toccare, guardarsi allo specchio e persino annusare maglioni e felpe. Per questi oggetti l'acquisto in rete è solo un surrogato. Banale, ma non ci avevano pensato.

 

Ma oggi non siamo nel 2000, penserà qualcuno, sono passati 13 anni e la situazione dell'e-commerce è sicuramente cambiata.

Sì, è cambiata. In peggio.

Oggi, grazie alla drastica riduzione dei costi necessari per creare un sito e-commerce, milioni di persone si sono lanciate nell'avventura e il settore dell'abbigliamento, e non solo, è inflazionato di siti ecommerce privi di valore ma che fanno numero e rendono sempre più problematica la visibilità nei motori.

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