LO STUDIO VIASETTI HA INAUGURATO LA NUOVA SEDE
IN VIA ALBERTO DA GIUSSANO, 41 - CASTEL MELLA
Una veduta della nuova sede dello Studio Viasetti - Clicca per le altre foto

La sede dello studio Viasetti è a Castel Mella. in Via Alberto da Giussano, 41, sotto il quadriportico del nuovo complesso commerciale/residenziale sorto dietro il parco Papa Giovanni Paolo II (dove c'è il bar Caffè al parco, l'edicola, la gelateria, l'agenzia viaggi, l'agenzia immobiliare Athena, la videoteca PITTI VIDEO (noleggio film su DVD 24H24 e centro scommesse Punto SNAI), Herbalife, la parrucchiera, un centro abbronzatura, un negozio di alimentari e rivendita pane (SAPORE DI PANE), ecc..). Via Alberto da Giussano è la terza traversa a sinistra di Via Prat del Portech. Si può raggiungere anche a piedi da Via Pavese o da Via Montale, attraversando il parco.
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La sede dello studio Viasetti è ora nel nuovo complesso commerciale/residenziale sorto a Castel Mella dietro il grande parco Papa Giovanni Paolo II. Nello stesso complesso trovate l'agenzia immobiliare Athena. |
Un momento dell'elezione di Miss Castel Mella 2007 durante la sagra del loertis, "promossa" ora allo status di "Fiera". La Fiera del Loertis si festeggia quest'anno (2008) dal 24 al 27 Aprile. Vedi il programma della fiera >>
Il Centro scommesse Punto SNAI e Pitti Video a Castel Mella - Brescia
Il Punto SNAI (Centro scommesse) ed il Noleggio film su DVD 24H24 sono ubicati a Castel Mella (Brescia) in Via Don Davide Pinardi, 27, a 30 metri dallo Studio Viasetti. Nel negozio Pitti Video sono in vendita anche telefonini cellulari, navigatori satellitari GPS e palmari. Il telefono di Pitti Video è 333 8001199.
In data 7 Marzo 2008 il Comune di Castel Mella conta 10.085 abitanti. I maschi sono 5.068 e le femmine 5.017. Più maschi che femmine, stranamente. I nuclei familiari sono 4.054.
Non illudetevi però di trovare molte notizie utili, il sito ufficiale del Comune di Castel Mella soffre probabilmente di crisi di identità; è perennemente "in costruzione". L'efficienza dimostrata negli ultimi anni dalla giunta di Centro-Destra nell'amministrare il Comune non la si ritrova visitando il sito web ufficiale. Non sappiamo se la responsabilità di ciò sia da addebitarsi al Comune o alle aziende che nel corso degli anni sono state incaricate di gestire il sito dello stesso.
Se non vi piace il sito del Comune di Castel Mella potete comunque consolarvi visitando il sito dell'opposizione comunale (www.unitipercastelmella.it)
Anche questo sito è da tempo "in rifacimento", ma in questo caso probabilmente il motivo è dovuto alla mancanza di fondi. "Uniti per Castel Mella" ha anche un proprio blog, graficamente più piacevole del sito, dove tutti possono scrivere le loro opinioni. Lo trovate qui:
http://unitipercastelmella.blogspot.com/
Ritornando al sito del Comune di Castel Mella, la "crisi di identità" non riguarda solo il sito, ma anche il nome stesso del Comune; il nome corretto è CASTEL MELLA ma su molti cartelli e indicazioni stradali è scritto in una sola parola (Castelmella).
L'attuale Sindaco del Comune di Castel Mella è il Sig. Ettore Aliprandi, eletto il 29 Maggio 2006 con il 63,46% dei voti. Succede al compagno di partito (Lega Nord) Guido Bonomelli che ha guidato l'amministrazione comunale negli ultimi 10 anni. Ettore Aliprandi occupava in precedenza la carica di vicesindaco.
Il comune di Castel Mella si trova a 7 Km. sud-ovest da Brescia. Benché il nome corretto del comune sia "Castel Mella", come dicevamo, su alcuni cartelli, indicazioni stradali e pannelli pubblicitari troviamo scritto erroneamente "Castelmella".
Il toponimo "Castel Mella"
"Castelnovo, in bella pianura alla destra della Mella, dista circa un miglio dalla strada maestra che da Brescia mette a Quinzano e a Cremona. Ha con sé le contrade di Colorne e Onzato, ov’era una lapide a Giove": così scriveva lo storico rovatese Cocchetti nella "Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto" del 1858.
Da questa annotazione, ricaviamo due caratteristiche: il nome del paese e la sua antichissima storia. Il nome trae origine dal "castello civico" che gli abitanti costruirono nel secolo X per difendersi dalle feroci scorrerie degli Ungari (899-955). E’ composto dal termine latino "Castello" (= luogo fortificato) e dal termine ligure-celtico "Mella" (= torrente disordinato e rabbioso). Perciò, il toponimo significa "borgo fortificato, situato sulle rive della Mella" (nella parlata locale, "la Mella" è di genere femminile). Nel corso del tempo, il paese si è variamente chiamato: prima Castellum novum ultra Mellam, poi Castrum novum, poi Castel Nuovo, poi ancora Castelnovo e - dall’anno 1864, per delibera del Consiglio Comunale e decreto del re Vittorio Emauele II – Castel Mella.
Cenni storici su Castel Mella
La storia di Castel Mella abbraccia ben quattromila anni: li percorriamo a volo d’uccello, affidandoci ai numerosi reperti archeologici rinvenuti nel suo territorio.
Nel secondo millennio avanti Cristo, tribù preistoriche dell’età del bronzo si insediano nel territorio castelmellese, seguite, nel secolo quarto a. C. da tribù celti-che di Cenomàni. Nel primo secolo a. C., Roma sconfigge i Cenomàni e stringe con loro un patto di alleanza: Brixia diventa "colonia civica Augustea". La campagna castelmellese viene ridisegnata dalla terza centuriazione romana: a Onzato, a nove miglia dalla città, è fiorente un villaggio romano, con molte "villae rusticae" (= cascine). Nel primo secolo dopo Cristo, sempre ad Onzato oltre Mella, nasce una comunità paleocristiana, che si riunisce nella chiesa dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo, dotata di fonte battesimale e di sagrato/cimitero.
Nel sesto secolo dopo Cristo, Brescia diventa ducato longobardo: a Castelnuovo oltre Mella, nasce una comunità cristiana, che si riunisce nella cappella dedicata a san Siro Vescovo (che è anche patrono di Pavia, la capitale del regno dei Longobardi). Nel secolo decimo, per difendersi dalle scorrerie degli Ungari, sorge "il castello civico" di Castelnuovo oltre Mella (il tracciato del borgo altomedievale può essere ricostruito osservando la mappa napoleonica del paese del 1810).
Nel secolo XIII, presso la chiesa della Madonnina del Boschetto, ad Onzato oltre Mella, fiorisce il priorato rurale dei Frati Eremitani.
Dall’unione di tre benefici - quello della chiesa di san Siro di Castelnuovo, quello della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Onzato, quello di Santa Maria di Onzato - nell’anno 1353, nasce ufficialmente la parrocchia di san Siro.
Dopo il breve dominio dei Visconti di Milano, nell’anno 1426, Brescia entra nei Domini di Terraferma della Serenissima Repubblica di Venezia e vi rimarrà per lunghi secoli: Castel Novo, Onsado e Colorne, che insieme assommano 280 anime, appartengono alla "Quadra di Mairano".
Nell’anno 1580, dalla visita apostolica di san Carlo Borromeo, sappiamo che a Castel Novo c’era un "monte di pietà", che prestava ai contadini poveri, dietro fideiussione, le sementi di frumento e miglio, con l’obbligo di restituirle, nella medesima quantità, al tempo della mietitura.
Negli anni 1701-1706, il territorio castelnovese è devastato dalle soldatesche imperiali e francesi, durante la guerra di successione spagnola. Negli anni 1707-1732, la parrocchia è retta dall’arciprete Marc’Antonio Bedusi, "il costruttore": ricostruisce, secondo lo stile del barocchetto lombardo, la chiesa parrocchiale di Castelnovo e il santuario della Madonnina del Boschetto di Onzato.
Nell’anno 1757, la Mella ingrossata porta via il ponte di legno, lungo sessanta braccia, subito ricostruito. Nel 1797, Napoleone conquista Brescia: la Comune (si diceva così, alla francese) di Castelnovo con Colorne e Onzato appartiene alla "Municipalità" prima di Azzano e poi di Flero, facente parte del Dipartimento del Mella.
Nel 1804, la Mella rompe l’argine verso Onzato, inondando il paese per ben tre volte di seguito. Nel 1807, inizia la scuola elementare maschile per i fanciulli del popolo. Nel 1813, vengono chiusi i due cimiteri sul sagrato delle chiese e si inaugura il nuovo camposanto. Nel 1815, si instaura la dominazione degli Austriaci: Castelnuovo Mella appartiene al "Distretto di Bagnolo Mella".
Nel 1816, inizia anche la scuola elementare femminile per le fanciulle del popolo. Nel 1859, Garibaldi libera Brescia dagli Austriaici: Castelnuovo appartiene al Regno di Sardegna. Nel 1861, viene proclamato il Regno d’Italia con Torino capitale: Bortolo Prevosti è eletto sindaco di Castelnuovo; l’Ufficio Vecchio è la sede del Comune.
Nel 1865, viene inaugurato il nuovo ponte, in cotto e in marmo, che scavalca la Mella. Nel 1886, la popolazione di Castel Mella è di 1008 abitanti. Nel 1911, è attiva in paese la Società Operaia Cattolica "San Giuseppe".
Nel 1917, si accampa in paese il 63° Battaglione di Alpini Francesi, diretto al fronte della 1^ guerra mondiale (1915-18). Nel 1922, viene costruito l’asilo infantile comunale.
Nel 1937, i ragazzi passano un mese nella colonia elio-fluviale, presso la Mella.
Nell’anno 1964, si istituisce la scuola media statale "Giacomo Leopardi".
Il 4 novembre 1966, la Mella rompe l’argine verso Onzato e sommerge sotto due metri di acqua e fango il centro del paese. Nel 1990, si inaugura il ricovero per anziani "Costanzo Soletti" alla Cascima America. Nel 2001, l’ultimo censimento ufficiale registra a Castel Mella 8.129 abitanti. Oggi, (2008) saranno circa 10.000.
Sin dall’epoca romana e medievale, il territorio castelmellese è sempre stato ambito come residenza di campagna da chi abitava in città, a motivo del suo paesaggio ameno, ubertoso, irrigato da numerosi corsi d’acqua. E allietato dai fontanili, le caratteristiche risorgive, tiepide d’inverno e fresche d’estate, che segnalano il passaggio dall’alta alla bassa pianura padana. Nel corso dei secoli, qui hanno avuto casa le maggiori famiglie nobili bresciane. Ancor oggi, si possono ammirare ville, cascine e poderi d’origine molto antica. Come la medievale "Torre della Terra d’Onsato", all’interno della Cascina Taglietti, in via Madonnina del Boschetto, a ridosso della Mella.
Al turista curioso, vengono suggerite tre tappe: la prima, in piazza San Siro, nel centro del paese, per vedere la chiesa parrocchiale, l’Ufficio Vecchio (già sede ottocentesca del Municipio) e il torrione dell’antica cinta fortificata del "castello civico" (assunto nello stemma comunale).
La chiesa parrocchiale, di stile barocchetto lombardo, è stata costruita negli anni 1708-1747 su progetto dell’architetto Bernardo Fedrighini da Predore (Bergamo). E’ dedicata ai santi Siro Vescovo e Lucia Martire, patroni del paese. In ricordo dell’Anno Santo 2000, il portale di Botticino è stato ingentilito dalla bella porta in bronzo, a quattro ante, opera dello scultore Maffeo Ferrari. Sulla facciata, due nicchie ospitano le statue settecentesche in terracotta dei patroni.
L’interno è uno scrigno di tesori d’arte. Nell’abside, campeggia la pala cinquecentesca, dipinta da Paolo da Caylina il Giovane, nipote di Vincenzo Foppa; raffigura la Madonna col Bambino in sacra conversazione coi santi Siro e Lucia; è racchiusa in una fastosa cornice lignea dorata di Francesco Pialorsi, della famiglia dei famosi intagliatori valsabbini soprannominati "I Boscaì". Ai lati, due nicchie ospitano le vivaci statue policrome, in legno, dei patroni, opera dello scultore Beniamino Simoni da Saviore dell’Adamello, operante a cavallo tra Sette e Ottocento.
Il paliotto dell’altar maggiore (rivolto ai fedeli) e l’ambone sono sostenuti da preziose statuette in marmo di Botticino, rappresentanti i Dottori della Chiesa, attribuite alla famiglia dei Calegari (famiglia di scultori bresciani).
Tutti gli altari sono in legno e marmo intarsiato. Sull’altare laterale di destra, c’è una pala settecentesca della Madonna del Rosario, coi quindici misteri relativi, attribuibile ad Andrea Celesti (pittore veneziano) o a Antonio Cappello (pittore bresciano). Sull’altare laterale di sinistra, c’è una pala rappresentante la Fede, la Speranza e la Carità con s. Pasquale Baylon in adorazione dell’Ostia, datata 1728, opera del pittore Angelo Paglia. La volta della chiesa e il soffitto della sacristia sono decorati da eleganti affreschi, sempre settecenteschi, attribuibili al pittore bresciano Pietro Scalvini o al già citato Antonio Cappello.
La seconda tappa è a Onzato, a nord del paese, per vedere il santuario della Madonnina del Boschetto e la Villa Fenaroli, un’elegante dimora signorile, con porticato e brolo recintato, costruita nel Seicento, e appartenente da quattro secoli alla nobile famiglia Fenaroli, del ramo Corneto di Franciacorta.
Il santuario della Madonnina del Boschetto sorge nel "luogo sacro" più antico del territorio castelmellese: prima dell’arrivo del cristianesimo, era già venerato dai Celti e dai Romani per via delle risorgive d’acqua perenne e dei boschetti di ontani (va ricordato che il toponimo di Onzato significa proprio "territorio ricoperto da boschetti di ontani").
La chiesa, già documentata nel basso medioevo, assunse l’aspetto odierno nel Settecento, per merito dell’arciprete Marc’Antonio Bedusi. Custodisce un incantevole affresco cinquecentesco, raffigurante la Natività, attribuito alla Scuola di Girolamo da Romano, detto il Romanino. Gli altari laterali, in legno e in marmo intarsiato, sono ornati: l’uno, di una pala cinquecentesca della Madonna coi santi Pietro e Paolo, proveniente dall’omonima chiesa paleocristiana onzatese, ora sconsacrata, e l’altro, di un dipinto di Sant’Anna, opera del pittore Antonio Moretto, datato 1775. Numerose tele pregevoli sono appese alle pareti, oltre alle quattordici stazioni della Via Crucis, tutte di epoca settecentesca.
La terza tappa ha per méta Colorne, a sud del paese, dove in una grande cascina rurale sorge un’elegante e apparta cappella gentilizia, il cui anno di costruzione è inciso sul portale in marmo di Botticino, 1599. E’ dedicata a san Giovanni Battista. All’interno c’è un unico altare, con una pregevole tela del pittore bresciano Camillo Rama, attivo tra Cinque e Seicento. Nel quadro, tra diversi santi campeggia la figura di san Carlo Borromeo; in basso, ai lati, i ritratti dei coniugi Pedoro, mecentati della chiesetta.
Infine, merita una visita anche la collezione "Attrezzi da lavoro e ferramenta del mondo del legno", allestita dal falegname Cav. Pietro Ferrari, in Via Torbole, al numero civico 31.
Ringraziamenti
Ringrazio lo storico Prof. Giovanni Guzzoni per avermi gentilmente fornito le notizie suddette e per avermi autorizzato a pubblicarle.
Gianfranco Viasetti
Il comune di Castel Mella ha oggi circa 10.000 abitanti. Nel 1983 ne aveva la metà, nel 1963 erano meno di 3.000. Da questi dati risulta che il comune di Castel Mella, tra i comuni bresciani, è il paese che ha avuto negli ultimi anni il maggior incremento demografico. In poco più di 20 anni la popolazione è raddoppiata.
Nel Centro di Castel Mella è stato recentemente inaugurato un grande ed attrezzato parco pubblico, denominato Parco Papa Giovanni Paolo II. Sul lato ovest di questo parco sono in costruzione centinaia di nuove abitazioni, facendo prevedere un ulteriore e deciso incremento della popolazione. E' prevista inoltre la costruzione di una grande piscina con lido estivo.
Di aziende a Castel Mella ne esistono poche e sono dislocate prevalentemente nella zona a sud del comune (dalle parti del centro commerciale EMMEZETA). Negozi, a parte 3 supermercati, nemmeno l'ombra, o quasi; forse, ma certamente non solo, per la vicinanza di molti centri commerciali. Tra le trattorie, la più frequentata, soprattutto dai giovani, è l'Hosteria Masna, aperta fino all'una del mattino. Si tratta di una vecchia osteria molto caratteristica, da vedere. Poi ci sono i bar, una dozzina, poco frequentati. L'ultimo bar, inaugurato il 21 Luglio 2007, è il "Caffè al parco" (bar+edicola), bello e con tavolini all'aperto. Si trova ai margini del parco Papa Giovanni Paolo II.
Un mese primo era stato inaugurato un altro bar (riaperto da una nuova gestione dopo un periodo di chiusura di alcuni mesi), il Bar Assenzio, in via Ungaretti. Si possono mangiare panini sino all'una del mattino, o quasi. I due baristi che si alternano nella conduzione del bar sono sempre gentili e capaci, in altre parole sanno fare bene il proprio lavoro. A proposito di Assenzio, per chi non lo sapesse, l'assenzio è un distillato ad alta gradazione alcolica all'aroma di anice derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell'assenzio.
In conclusione, se volete vivere in un paese tranquillo con tanto verde, se amate più il footing dello shopping, Castel Mella fa al caso vostro.
E-Mail: info@viasetti.it
TEL. 335.64.56.855 - 030.258.43.15
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Chi è Giovanni Guzzoni
Giovanni Guzzoni è nato a Castel Mella. Per parte paterna, appartiene a una famiglia d'antico insediamento castelmellese (compare negli Estimi Veneti del 1641); per parte materna, ad una famiglia calata dalla Val Seriana e stabilitasi all'inizio del secolo scorso nel "Castello". Anche se da tempo risiede altrove, egli non ha mai rotto il cordone ombelicale che lo tiene legato al paese d'origine, dove è stato insegnante di lettere e preside della scuola media "Giacomo Leopardi". La sua opera di storico (ha scritto tre libri su Castel Mella... e ne sta preparando un quarto) ha lo scopo di mantenere vivo il "genius loci". Ambisce, cioè, a fare riscoprire e amare ai "suoi" concittadini i tratti caratteristici dell'ambiente naturale e della comunità civile di Castel Mella.
GUZZONI G., "Notizie naturali e civili su Castel Nuovo Mella (ora Castel Mella)", Coop. Edit. Nuova Brianza, Cassago Brianza, 1991
GUZZONI G., "Quando i Castelmellesi portavano il cappello sulle ventitrè", G.A.M. , Rudiano, 1994
GUZZONI G., "Momenti di vita e di storia castelmellesi", La Compagnia della stampa, Roccafranca, 2004.
Chi fosse interessato all'acquisto dei libri citati e non li trovasse in libreria può richiederli direttamente al Prof. Giovanni Guzzoni contattandolo al seguente indirizzo E-Mail: