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Come faccio ad aprire un sito e-commerce?

Obblighi fiscali per vendere online e relativi costi

Autore: - Articolo scritto il 13 Maggio 2012

Serve la Partita IVA per vendere online? Magari servisse solo la P.IVA! Serve anche essere iscritti alla Camera di Commercio e all'INPS (che costa come minimo 2.900 euro all'anno).

Cosa devo fare per vendere on line?

 La vendita online, per quanto riguarda gli obblighi fiscali, non differisce molto dalla vendita fatta in un negozio tradizionale. Per poter vendere online è pertanto necessario:

  • richiedere la partita IVA
  • richiedere l’iscrizione come commerciante al registro imprese della Camera di Commercio (o come artigiano se si vendono articoli di propria produzione)
  • iscriversi all’INPS
  • Comunicare al proprio Comune di residenza l’intenzione di aprire un sito e-commerce

Quanto costa tutto questo?

Richiedere la partita IVA non ha alcun costo. L'iscrizione alla camera di commercio costa circa 80,00 euro/anno.

I contributi da versare all’INPS sono circa il 20% del reddito dichiarato, fino a 43.042 euro, ma c’è un minimo da versare. Nel 2011 il contributo viene calcolato su un reddito minimo, attenzione, reddito, non fatturato, di 14.552,00 euro ed è pertanto pari a circa 2.900,00 euro/anno.

A questi costi dovrete aggiungere quello del commercialista (circa 1.000 euro/anno), a meno che siate in grado di gestire da soli (o con l'aiuto del tutor che l’agenzia delle entrate mette a disposizione) la vostra contabilità e di fare la dichiarazione dei redditi.

In conclusione, prima di aprire un sito e-commerce, fate bene i conti.

Anche se in un anno avrete venduto solo un paio di cellulari (e, considerando i risultati di molti siti e-commerce che conosco, sono ottimista), vi sarà costato 4.000 euro + tutto il tempo impiegato ad inserire articoli e descrizioni nel sito, ammesso che il sito ve l'abbiano fatto gratis o lo abbiate fatto voi.

Naturalmente dovrete anche pagare le tasse su quanto avete guadagnato. Ammesso che guadagnate 20 euro per ogni cellulare, dovrete venderne 240 all'anno solo per recuperare le spese.

Spese di hosting del sito e-commerce e altri costi

Non ho considerato le spese per l'hosting, l’ADSL, il telefono, il PC ed il software necessario perché do per scontato che li abbiate già.

In realtà ci sono altri costi che dovete prevedere: la promozione del sito tramite AdWords. A meno che pensiate che il vostro sito lo si troverà in prima pagina su Google digitando “vendita iphone” (vorrei vedere come fate a superare 11 milioni di siti concorrenti!) dovrete pagare Google AdWords circa 0,30 euro per ogni visita.

Per vendere un telefonino vi serviranno una cinquantina di visite, ammesso che i vostri prezzi siano più bassi di altri e che il sito abbia un aspetto professionale e sia intuitivo da usare. Ogni vendita vi costerà pertanto 15,00 euro, più i costi fissi che abbiamo visto sopra.

Vendendo 240 telefonini all'anno avreste una perdita secca di 15/20 euro per ogni cellulare. Stando tutto il giorno a dormire e senza avere alcun sito vi ritrovereste a fine anno con 5.000 euro in più in tasca.

Altri obblighi fiscali per chi ha un sito e-commerce

Altri obblighi: dovete avere le fatture di tutti i prodotti che acquistate per rivendere ed emettere fattura se richiesta dal cliente che fa un ordine.

Sulla home page del sito ci deve essere la ragione sociale della ditta, indirizzo completo, partita IVA e Numero REA. Se trattasi di società di capitale deve esserci anche il capitale sociale versato.

 Trattandosi di vendita per corrispondenza dovete applicare il diritto di recesso, ossia il compratore ha il diritto di restituirvi la merce acquistata se non soddisfatto entro 10 gg. lavorativi dal ricevimento della merce.

Qualcuno leggendo queste righe sorriderà pensando che ho detto solo cose ovvie. Ma siamo davvero sicuri che siano ovvie?

Per molti utenti non lo sono, altrimenti non riceverei ogni giorno email del genere: "ho un budget di 500 euro, vorrei fare un sito e-commerce per vendere iPhone e iPdad (ho un amico che me li fornirebbe)…sono disoccupato, non ho la Partita Iva, ma se il commercio prende piede la posso fare…."

La Partita IVA e tutto il resto dovete averli prima di fare un sito e-commerce, non dopo.

Nota per il lettore: considerata la velocità con cui in Italia cambiano le leggi, le suddette informazioni potrebbero essere inesatte o non aggiornate. Vi consiglio di consultarvi con il vostro commercialista.

 

Gianfranco Viasetti, studio Viasetti, 13 Maggio 2012.

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