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La storia di Facebook e dei suoi inventori

La vera storia di Facebook e di Mark Zuckerberg

Articolo di G. Viasetti - pubblicato il 4 Novembre 2011

Mark Zuckerberg - inventore di Facebook

Di Mark Zuckerberg sappiamo tutto, o crediamo di sapere tutto. In realtà sappiamo ciò che i media ci hanno raccontato, ciò che il film The Social Network di David Fincher, ottimamente interpretato da Jesse Eisenberg, ci ha fatto vedere, ciò che vari libri su Facebook ed il suo “inventore” ci hanno detto.

Dopo la morte di Steve Jobs abbiamo letto moltissimi elogi sul co-fondatore di Apple, ma anche alcune critiche. E' stato accusato di essere uno sfruttatore, un accentratore, di essersi sempre assunto il totale merito delle invenzioni di Apple, tenendo in ombra gli ingegneri che hanno contribuito in maniera determinante al successo dei vari progetti, di essere un manager spietato.

Nel famoso discorso che fece agli studenti di Stanford disse tante cose lodevoli, quel discorso fu una grande lezione di vita, ma fece anche alcune affermazioni per lo meno strane. Ad esempio affermò che se non avesse partecipato ad un corso di calligrafia non sarebbe nato il MAC (il primo computer ad usare caratteri a larghezza proporzionale) ed oggi probabilmente non scriveremmo i nostri testi utilizzando i font PS (proportional spacing), ossia la scrittura con caratteri proporzionali. 

E' davvero difficile credere che Microsoft, IBM, Xerox o altri non ci avrebbero pensato (per la verità XEROX ci aveva pensato, eccome!). Esistevano molto prima del MAC macchine da scrivere IBM, Olivetti ed altre che usavano sfere, palline o margherite con i font PS. Portarli sui PC era solo questione di tempo. Ciò che serviva era solo un’interfaccia grafica e questa c'èra prima dell’invenzione del MAC. La Xerox infatti iniziò a commercializzare nel 1982 lo Xerox STAR 8010, il primo computer dotato di interfaccia grafica a finestre e mouse. Il problema è che costava tantissimo, ma questo è un altro discorso. Il MAC è nato 2 anni dopo, preceduto da poco dal Lisa (che si rivelò un flop).

Da notare inoltre che ancora nel 1973, i ricercatori del centro ricerche Xerox di Palo Alto, ispirandosi ai lavori di Douglas Engelbart, crearono un computer  chiamato "Alto", il primo ad essere dotato di interfaccia grafica e mouse. Aveva anche la scheda Ethernet per collegamenti alla rete. Lo Xerox Alto però non venne mai commercializzato, anche se rimase in produzione per una decina di anni. Ne vennero prodotti 2.000 esemplari. Circa la metà rimasero in dotazione alla Xerox ed i rimanenti furono regalati a università e centri di ricerca americani.

 Xerox Alto - il primo computer con interfaccia grafica a finestre e mouse   Xerox Star 8010 - il primo computer commercializzato con mouse e interfaccia a finestre

I predecessori del MAC: Xerox Alto (1973) e Xerox Star (1982)

 

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Anche su Mark Zuckerberg si dice di tutto e di più. C'è chi dice che è un genio, un ragazzo che non era interessato ai soldi quando creò Facebook, un amico fidato, e c'è chi lo dipinge come uno spregiudicato opportunista e traditore di amici.

Ma Facebook è stato inventato da Mark Zuckerberg oppure no?

Nel Febbraio 2004, Zuckerberg, assieme all’amico Saverin, diede il nome TheFacebook ad un progetto di Social Network a cui stavano lavorando i gemelli Winklevoss, compagni di Zuckerberg all’università di Harvard. I gemelli avevano chiamato il loro progetto HarvardConnection e chiesero a Zucherberg una mano per sviluppare l’idea. Mark capì subito l’enorme potenziale del progetto e se ne appropriò, migliorando l’idea originale.

I gemelli Winklevoss - i due studenti di Harvard a cui Mark Zuckerberg "rubò" l'idea di Fecebook

I gemelli Winklevoss quattro anni dopo decisero di intentare causa a Zuckerberg per furto di proprietà intellettuale e ottennero 65 milioni di dollari come risarcimento, molto, ma poco più di 1/10 di quanto chiesero. Proseguirono in seguito l'azione legale ma nell'Aprile 2011 il giudice dette ragione a Mark sostenendo che erano già stati risarciti. Hanno ottenuto 20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni in azioni della società.

Zuckerberg  si associò con Severin, compagno di scuola, in quanto aveva bisogno di soldi e quest’ultimo gli diede (si dice) 15.000 dollari per l’acquisto dei server. In cambio Zuckerberg gli cedette il 30% della società. Ma poco dopo si riprese quasi del tutto la quota sottraendola al socio con un’operazione poco corretta, per darla a nuovi investitori che aveva avuto occasione di incontrare.

Da questi episodi credo sia facile intuire l’estrema spregiudicatezza di Mark Zuckerberg. Il film The Social Network a Mark Zuckerberg non è piaciuto. Sostiene di non essere lo squallido personaggio descritto nel film.

In fondo il film The Social Network è nato grazie a Eduardo Saverin, co-fondatore di Facebook, e alle sue rivelazioni sulle origini della società e su aspetti caratteriali e privati poco simpatici (inclusi scambi di messaggi) di Mark Zuckerberg. Nel film che sicuramente molti di voi hanno visto, Mark Zuckerberg viene descritto, come un ragazzino arrogante e privo di scrupoli, disposto a tradire amici e compagni d’università con lo scopo di ottenere ciò che vuole, ossia sesso, soldi e potere.

Il film naturalmente è una fiction e così pure il libro su cui è basato, The Accidental Billionaires, di Ben Mezrich. Zuckerberg però dice di non andare a vederlo. Secondo varie fonti, sia quelle favorevoli che sfavorevoli a Mark Zuckerberg, se esiste il libro The Accidental Billionaires (ed il film tratto da esso) è solo perché uno dei co-fondatori di Facebook ha deciso di giocare sporco per rovinare la reputazione di Mark Zuckerberg. E’ chiaro che come "co-fondatore di Facebook" ci si riferisce allo studente di Harvard  di origine brasiliana Eduardo Saverin. In realtà Eduardo pensa che a giocare sporco sia stato Mark.

Ma perché Eduardo Saverin è così arrabbiato con Mark?

Perché, secondo Eduardo, Mark gli avrebbe fregato una grande quantità di azioni di Facebook.

Eduardo Saverin

Come avrebbe fatto Zuckerberg a fregare Eduardo?

Ecco la storia raccontata da fonti molto vicine ai protagonisti. Alla fine del 2003, Mark Zuckerberg, allora studente del secondo anno all’università di Harvard, ha chiesto a Eduardo Saverin, suo compagno di studi e ricco di famiglia, di depositare 15 mila dollari su un conto bancario accessibile ad entrambi. Questi soldi, promise Mark, sarebbero serviti per l’acquisto dei server necessari per ospitare TheFacebook, un sito che Mark stava creando e che avrebbe poi fatto guadagnare molti soldi ad entrambi.

Zuckerberg probabilmente scelse come socio Saverin solo perché era ricco e gli aveva dato l’impressione di non essere digiuno del mondo degli affari. L’8 Gennaio 2004, parlando in chat con un amico, Mark scrive il seguente messaggio: Eduardo sta pagando per il mio server. L’amico rispose: ogni giorno nasce un pollo… Mark: Ma noooo, lui pensa che faremo soldi! -L’amico: e tu cosa pensi? – Mark: io non so nulla di affari, voglio solo fare qualcosa di nuovo.

Grazie ai soldi di Eduardo per i server, TheFacebook.com venne messo online in Febbraio 2004. Fu subito un successo di iscrizioni e non solo tra gli studenti di Harvard, ma anche di altre scuole. Due mesi dopo TheFacebook stava andando così bene che Mark, Eduardo, e Dustin Muskovitz, un altro studente di Harvard, decisero di fondare in Florida una società a responsabilità limitata e la chiamarono Facebook. Sei mesi dopo, con Facebook ormai lanciato, Mark Zuckerberg e Dustin Moskovitz si trasferiscono in California, a Palo Alto (dove c'è anche il centro ricerche Xerox nel quale è nato il mouse), dove prevedono di continuare il lavoro su Facebook in un appartamento in affitto.

Eduardo Saverin non va con loro, se ne va invece a New York per uno stage presso la Lehman Brothers. Mark gli chiede di lavorare per impostare il business e di trovare finanziatori. Sembra però che Eduardo non faccia nulla di tutto ciò, non sappiamo cosa fece o non fece di preciso. Sappiamo però che, poco dopo il trasferimento a New York di Eduardo, il rapporto tra i soci iniziò a logorarsi. Uno dei motivi fu l’inserimento su Facebook, da parte di Eduardo, di banner gratuiti e non autorizzati da Mark su Facebook.

Questi annunci pubblicizzavano un progetto che Eduardo stava mettendo in cantiere, chiamato Joboozle, che, secondo Zuckerberg, era in concorrenza con Facebook.

Nel frattempo Facebook cresceva di giorno in giorno e l’azienda aveva bisogno di nuovi finanziamenti per continuare a progredire. Già in Luglio 2004 alcuni pezzi grossi della Silicon Valley (Mark Pincus, Reid Hoffman, e Peter Thiel) facevano la fila per finanziare Zuckerberg. La cosa più difficile era convincere Eduardo ad interessarsi maggiormente della società. Alla fine, Mark decise di risolvere il problema tagliando fuori dalla società Eduardo. Il problema era: come fare a tagliarlo fuori e con chi sostituirlo?

Zuckerberg e Moskovitz  incontrano Sean Parker, un ragazzo molto noto nella Silicon Valley in quanto co-fondatore di Napster e gli chiedono di fare la cosa più importante che avevano chiesto a Eduardo, ossia trovare soldi per Facebook. Sean aveva già avuto occasione in passato di raccogliere soldi per Napster e sapeva bene come ci si muove nella Silicon Valley. E si dimostrò presto all’altezza della situazione.

Ora il problema era solo uno: come estromettere Eduardo dalla società. Mark, Sean e Peter Thiel decidono di ricorrere a un “trucco sporco”, uno di quei trucchi in cui Thiel era esperto. Ecco il suo piano: ottenere la riduzione della quota in mano a Eduardo creando una nuova società nel Delaware, acquisire la vecchia società registrate in Florida e poi distribuire le azioni della nuova società a tutti, escluso Eduardo. Il piano funziona.

Il 29 Luglio 2004 viene fondata TheFacebook.com nel Delaware e subito dopo acquistata la società registrata in Florida. Il 27 settembre 2004, Peter Thiel acquisisce il 9% della nuova società (equivalente a 500.000 dollari). Prima dell'operazione, la proprietà di Facebook era così suddivisa (Zuckerberg 65%, Eduardo Saverin, 30%, Moskovitz, 5). Dopo l'operazione, la nuova società era divisa tra Zuckerberg, con il 40%, Saverin, con il 24%, Moskovitz, con il 16%, e Thiel con il 9%. Il resto a un pool di opzioni per i futuri dipendenti.

Il 31 ottobre 2004, Eduardo firma un accordo in cui cede la sua proprietà intellettuale ai soci e il suo diritto di voto a Mark Zuckerberg. Mark diventa amministratore unico di Facebook.

Il 7 gennaio 2005, Zuckerberg emette 9 milioni di azioni della nuova società. Prende per se 3,3 milioni di azioni, 2 milioni le da a Sean Parker e 2 milioni a Dustin Moskovitz. Questa emissione diluisce la quota in mano a Eduardo, che passa dal 24 al 10% circa. Il piano poteva dirsi riuscito.

Sembra che solo tre mesi dopo l’avvenuta operazione Eduardo si accorga delle drastica diminuzione delle sue azioni e questo fatto, se vero, confermerebbe lo scarso interesse che aveva in quel periodo per la società e per le sue trasformazioni. Eduardo in effetti scopre tutto quando riceve una lettera dalla società in cui gli si chiede l’autorizzazione per il secondo round di finanziamenti. Eduardo non accetta e viene licenziato.

Ad un certo punto Eduardo, dicono alcune fonti, decide inoltre di intaccare la reputazione di Mark e incontra lo scrittore Ben Mezrich, proponendogli materiale per un libro su come un gruppo di studenti di Harvard ha reso grande la Silicon Valley. Il libro, Miliardari per caso, è un successo e così pure il film tratto dal libro, The Social Network. 

Alla fine comunque a Eduardo è andata bene. Ha investito 15.000 dollari e oggi la sua “piccola” quota azionaria vale 1 miliardo di dollari.

(c)2011 Gianfranco Viasetti. Riproduzione vietata

Per alcune informazioni presenti in questo articolo su Facebook ringrazio Business Insider (http://businessinsider.com)

 

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