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Web Marketing e siti web:

Perché non basta essere ai primi posti in Google

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WEB MARKETING IN PRATICA

Bene, finalmente sei al primo posto in Google e tutti ti vedono. Hai molti visitatori. 

E ADESSO? Trovi clienti?

Quanto rende essere primi? Basta questo per trovare Clienti?

In altre pagine di questo sito web hai letto dell’importanza di essere ai primi posti nei motori di ricerca per avere visite qualificate.

Bene, ora sei al primo posto in Google ed hai molti visitatori. Ma è sufficiente questo per trovare clienti? Assolutamente no, sei solo all’inizio.

I contenuti delle landing page devono essere molto efficaci

Le tue “landing page”, ossia le pagine del sito che appaiono ai primi posti nei motori cercando certi termini, potrebbero non essere ritenute interessanti dai visitatori. Le landing page devono avere titoli interessanti e contenere una comunicazione efficace e convincente. Non dare mai per scontato che bastino i pulsanti per deviare il visitatore su altre pagine del tuo sito. La maggior parte degli utenti si ferma alla pagina trovata nel motore.

Ad esempio il sito che stai guardando è composto da 200 pagine; sai quante pagine visita in media un utente? DUE.

Questo significa che il contenuto di una landing page è fondamentale per il successo di un sito. Dovrai convincere rapidamente il visitatore, sin dalle prime righe, o meglio dalle prime parole, che è approdato sul sito che stava cercando, e che i tuoi prodotti o servizi che offri sono esattamente ciò che stava cercando.

Non è facile, lo so. Dovrai probabilmente appoggiarti ad un bravo SEO-Copywriter. Un Copywriter abituato a scrivere per il WEB può fare più miracoli di un SEO.

Non offrire troppe alternative

Dovremmo riuscire a “tematizzare” le nostre landing page su un solo prodotto o servizio. Se offriamo diverse alternative, l’utente potrebbe decidere di rimandare la decisione.

Incentivare l’azione del visitatore

Dobbiamo incentivare il potenziale cliente ad agire subito. Il giorno dopo potrebbe essere tardi, l’utente potrebbe non riuscire più a trovare il nostro sito. Le azioni possono essere di diverso tipo: compilare un form, inviarci una e-mail, iscriversi ad una mailing list, fare una telefonata, acquistare un prodotto, iscriversi ad un corso, abbonarsi ad un servizio, richiedere una dimostrazione, e così via.

Facile dirlo, ma come motivare gli utenti ad agire?

Proporre un’offerta limitata nel tempo, ad esempio: se prenoti il corso entro 2 giorni avrai uno sconto del 30% (oppure un omaggio).

Dare la possibilità di scaricare documentazioni interessanti per l’utente, esempio: se ti iscrivi oggi alla nostra mailing list potrai scaricare il manuale “I trucchi per posizionarsi ai primi posti”.

Un esempio di landing page "marketing oriented" è la pagina USO BOLLO presente in questo sito. Viene offerto gratuitamente, ai visitatori che rispondono ad un questionario, il modello per scrivere su uso bollo con Word, fornendo nello stesso tempo un esempio concreto di cosa si impara durante il nostro corso di Word. Questo sito ha altre landing page che seguono queste regole. Concludendo, per realizzare siti web che funzionano, serve ben altro che essere bravi a fare pagine in Flash, a programmare in PHP, ASP, Java oppure a riempire i meta tag di un'infinità di keyword.

Gli imprenditori bresciani e il webmarketing

Brescia, secondo polo industriale della Lombardia, è una delle realtà più arretrate per quanto riguarda la presenza sul web e l'utilizzo degli strumenti che Internet mette a disposizione delle aziende.

All'inizio del 2010 quasi un'azienda bresciana su 2 non ha ancora ritenuto necessario avere un sito WEB. Se questi dati sono una grande opportunità per chi, come noi, si occupa di web marketing e realizzazione di siti web, danno anche un'idea di quanto poco sia sentita da parte delle imprese bresciane l'esigenza di avere un sito web aziendale.

Se qualcuno pensasse che è un problema di soldi lo invito a consultare le Pagine Gialle di Brescia. Basterà una rapida occhiata per capire quanto investono le aziende bresciane per la pubblicità sulle Pagine Gialle. Sono convinte che sulle Pagine Gialle bisogna esserci e che internet invece serve a poco.

Il problema quindi è un altro: le aziende bresciane non credono alla validità di una "vetrina virtuale" sul mondo. E ovviamente si sbagliano.

Gli imprenditori bresciani sono convinti che i potenziali clienti in Italia e nel mondo cerchino i fornitori esattamente come fanno loro.

Ma come cercano i fornitori di prodotti o servizi le aziende bresciane? Chiedono ai colleghi, ai fornitori che già conoscono, ai parenti e agli amici.

Facciamo un esempio. La maggior parte degli imprenditori bresciani, quando ha bisogno di organizzare un corso di informatica per i propri dipendenti non cerca in Google (come fanno le aziende di Milano, di Verona, di Padova, di Varese, di Roma o di Catania) chi fa corsi di informatica aziendali per fare raffronti; telefonano al proprio fornitore abituale di PC e chiedono: hai qualcuno da mandarmi per fare un corso di Word e Excel ai miei dipendenti?

Ancora peggio se ritengono sia giunto il momento di realizzare il sito web aziendale. Spesso si rivolgono all'amico smanettone o al nipote del socio che è "un mago del PC" e quindi sa sicuramente fare un sito (vedi a proposito questa pagina).

Il vero problema è che pensano che, non facendolo loro, nemmeno i potenziali clienti utilizzeranno Internet per cercare chi vende i loro prodotti. Non sanno che milioni di persone ogni giorno, prima di acquistare prodotti o servizi, cercano informazioni in Google, MSN, Yahoo!.

La competitività passa anche per questa strada. Sarebbe ora che qualcuno glielo spieghi agli imprenditori bresciani.

Ricordo quando 30 anni fa ero un funzionario commerciale della Rank Xerox e avevo difficoltà a concludere contratti di noleggio nelle aziende di Brescia e provincia. In quel periodo la Xerox era l'unica azienda a produrre copiatrici su carta comune (la concorrenza usava carta chimica o termica) e quindi, forte della sua posizione dominante sul mercato, aveva deciso di non vendere le apparecchiature ma di noleggiarle, facendo pagare un canone mensile più un tot per copia.

Ebbene, mentre in città come Milano, Bergamo, Verona o Padova le aziende accettavano senza problemi la formula del noleggio, a Brescia non era così. Molti imprenditori bresciani dicevano: "io ho sempre acquistato tutto, mai noleggiato. Le macchine che vede qui sono tutte di mia proprietà, se non mi volete vendere la copiatrice potete tenervela". Potevo dimostrare che avrebbero avuto un costo-copia inferiore con il noleggio, ma questo non faceva cambiar loro idea. Non a tutti, per fortuna.

Noto che a distanza di 30 anni le cose non sono cambiate; l'imprenditore bresciano tipico continua ad essere restio alle novità ed ai benefici che i nuovi mercati e la new economy possono portare. Forse questo spiega, in parte, perché a Brescia la disoccupazione è attorno al 3,2%, sicuramente bassa ma quasi il doppio rispetto a Bergamo.

Gianfranco Viasetti

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