Non è mia intenzione raccontare la storia del personal computer; quando è nato, quanto costava, che caratteristiche aveva, che modelli c'erano 25 anni fa, ecc.. ecc... In internet vi sono oltre due milioni di pagine che raccontano la storia e le origini del personal computer, non avrebbe senso aggiungerne un'altra; non avrei nulla da dire che non sia già stato scritto.
Questa è la mia storia con i personal computer. Perché la racconto? A chi può interessare?
Può interessare a chi sta pensando di rivolgersi a me per la realizzazione di un sito web, per un corso di formazione o anche per una semplice consulenza. A molti fa piacere conoscere che tipo di esperienza ha la persona a cui pensano di rivolgersi.
Qualcuno crede che un esperto di informatica e internet debba per forza di cose essere molto giovane. Siamo abituati a leggere di imprese strabilianti compiute da ragazzini nel campo informatico (un ragazzino di 15 anni è entrato nel sito della banca e ha rubato 10.000 euro o cose simili). Molti non si chiedono come abbia potuto farlo, danno per scontato che debba essere dotato di un'intelligenza straordinaria, che sia un genio. Pochi pensano che spesso si tratta semplicemente di aver trovato la password di un cliente della banca dimenticata da qualche parte.
Quando si tratta di creare un sito web che funzioni o di un corso di formazione ciò che conta è soprattutto l'esperienza, il know-how maturato nel corso degli anni, e difficilmente queste sono prerogative di un ragazzino. Ecco perché a molti interessano le esperienze che hanno portato una persona a fare ciò che fa.
Molti mi chiedono come e quando ho iniziato ad occuparmi di PC; d'ora in poi, anziché raccontare ogni volta la mia storia, li inviterò a leggere questa pagina.
Nel 1977 ho iniziato a programmare su una calcolatrice Texas TI 51. Preparavo programmi per il calcolo dei canoni relativi al leasing di apparecchiature per ufficio. Niente di particolare, ma bastava inserire il costo della macchina e la durata del leasing e, premendo un tasto, appariva sul display la rata mensile e l'importo del riscatto finale. In quel periodo lavoravo alla Rank Xerox e anche se avevo delle tabelle con i conti già fatti mi era comodo utilizzare questo sistema perché mi consentiva di avere i dati immediatamente anche in caso di importi particolari non previsti dalle tabelle.
Ho acquistato il mio primo home computer (in quel periodo si chiamavano home computer, non personal computer) nel 1981. Era un Sinclair ZX81 e costava 120.000 lire. Non era un prezzo elevato, considerato che nel 1981 il mio stipendio netto mensile di dipendente Xerox era di 820.000 lire. Lo ZX81 lo vedete in questa immagine:
Specifiche tecniche del Sinclair ZX81
Dimensioni (in cm): 16,7 x 17,5 x 4 Peso: 350 gr Processore: Zilog Z80 a 3,25 MHz ROM: 8 kb con interprete BASIC RAM: 1 Kb interna, espandibile esternamente a 16 (32 o 64) kb Tastiera a 40 tasti, a membrana Grafica: immagine in B/N, 20 caratteri grafici e 54 caratteri negativi Video: uscita in RF per la televisione, nella quale si visualizzavano 24 linee di 32 caratteri, oppure 64 x 44 pixel in grafica. I caratteri alfabetici erano riprodotti solo in maiuscolo. Archiviazione dati e programmi: collegamento ad un registratore di cassette magnetiche.
Come potete vedere dalle caratteristiche lo ZX81 aveva come standard solo 1Kb di RAM, oggi solitamente un PC ha 1Gb di RAM, cioè un milione di volte quella dello ZX81.
Con questo home computer ho iniziato a programmare in Basic, anche se si potevano fare programmi davvero piccoli, come il calcolo delle rate del leasing o dei bioritmi.
L'anno successivo, il 1982, Sinclair presentò una nuova versione del suo home computer, lo Spectrum. Era disponibile a 16K o 48K di RAM. Acquistai la versione a 48 K pagandola 500.000 lire. Nel 1982, per la maggior parte dei dipendenti, 500.000 lire equivalevano allo stipendio mensile.
Le caratteristiche tecniche dello Spectrum erano di tutto rispetto per quegli anni: processore Zilog Z80A a 3,5 MHz 16 Kb ROM per sistema operativo e interprete BASIC 16 Kb RAM 16K o 48 Kb. Grafica a 8 colori con risoluzione 256 x 192 pixel suddivisa in 24 linee di 32 caratteri da 8 x 8 pixel. Audio (ridicolo) tramite altoparlante interno. Memoria di massa un registratore a cassette. Le dimensioni erano quelle di mezzo foglio A4. Il Sinclair Spectrum lo vedete nella foto seguente.

Con lo Spectrum, grazie ai suoi 48 Kb di RAM, finalmente era possibile creare programmi "seri". In commercio esistevano parecchi programmi sia per il tempo libero che per il lavoro. Si trovavano fogli di calcolo, database, software per disegnare in 3D. Qualcuno diceva (esagerando) che faceva concorrenza all'AutoCad. Erano disponibili anche parecchi giochi. Il software lo si trovava su cassette (le stesse usate per ascoltare musica) e si caricava nel computer grazie ad un comune registratore. Ovviamente quando si spegnava lo Spectrum era necessario ricaricare il programma e questa operazione poteva richiedere anche 5 minuti.
In Inghilterra (dove c'era la sede della Sinclair) esistevano molte riviste che insegnavano a programmare lo Spectrum e riportavano lunghissimi listati in basic e/o linguaggio macchina da digitare pazientemente sui tasti in gomma del piccolo computer. Mi abbonai ad un paio di quelle riviste, acquistai un paio di manuali e mi buttai nella programmazione, per hobby, non per lavoro. Poi acquistai la stampante termica per lo Spectrum. Utilizzava carta termica argentata in rotoli larga una decina di cm. Finalmente potevo stampare i miei lavori!
Nella foto: stampante termica Sinclair per lo Spectrum
Nel 1982 venne presentato un altro home computer, il Commodore 64, destinato a diventare una pietra miliare nella storia dell'informatica. Fu commercializzato fino al 1993 e ne furono venduti nel mondo 30 milioni di esemplari. Un record tuttora insuperato. Costava circa 800.000 lire (un mese del mio stipendio di allora) e divenne da subito il concorrente principale dello Spectrum. Per anni gli appassionati di computer si dividevano in due categorie: i fans dello Spectrum e quelli del Commodore 64. Ognuno dei due gruppi ovviamente sosteneva che il proprio computer era migliore e più avanzato dell'altro. Chi aveva ragione? Non saprei, ma io nel 1984 abbandonai lo Spectrum e passai al Commodore 64.
Finalmente un computer con una vera tastiera professionale. (Vedi foto).

Il Commodore 64, il personal computer più venduto nel mondo (1982-1993)
Caratteristiche tecniche del Commodore 64
ROM 16 kb. Processore MOS 6510 RAM 64 Kb. Testo 40 col. Grafica 320x200 Colori 16 Audio 3 canali + rumore. Unità nastro Esterno. Disco Esterno, S.O. BASIC. Le dimensioni erano pressa poco quelle di una tastiera per PC dei nostri giorni, anche se lo spessore era tre volte superiore..
Finalmente con il Commodore 64 era possibile, oltre ad utilizzare le solite cassette e relativo registratore, acquistare un'unità a floppy esterna (floppy da 5"1/4) al costo di 600.000 lire circa. Oggi un'unità floppy costa 10 euro. Al Commodore 64 era possibile abbinare una vera stampante ad aghi a carta comune. Questo computer non fu venduto solo nella case ma, grazie alla quantità di software da ufficio a disposizione, anche in alcune aziende. Si trovavano diversi programmi di videoscrittura, fogli di calcolo (Multiplan, il precursore di Excel) e database (Superbase 64 ed altri).
Cominciai così a "farmi le ossa" anche con questo computer.
Nel 1986 decisi di abbandonare la Xerox e di mettermi in proprio. Anche se avevo una buona esperienza (direi ottima) sul Commodore 64 era evidente che se volevo insegnare agli utenti aziendali ad utilizzare i programmi più diffusi dovevo adeguarmi e dotarmi degli stessi strumenti, hardware e software, in possesso dei miei potenziali clienti. Abbandonai così, a malincuore, il Commodore 64 ed acquistai un PC IBM e tutto il software che poteva servirmi per iniziare l'attività formativa (Microsoft Word per DOS, Lotus 123, Excel, dBase III, ecc..) e tanti, tantissimi manuali sul DOS e su tutti i programmi di cui intendevo occuparmi.
Ecco, questa è la mia storia con i computer dal 1981 al 1986. Le mie esperienze in settori diversi (marketing, vendite, formazione) e ciò che ho fatto dal 1986 ad oggi lo trovate nella pagina "Chi sono".
Gianfranco Viasetti