Aprire un ecommerce?
Commenti di chi ce l'ha

un articolo di Gianfranco Viasetti, aggiornato al 20/07/2016

             

Commenti di chi ha un e-commerce di abbigliamento, vino, scarpe, preziosi, alimentari..

Testimonianze di utenti a cui avevamo sconsigliato di aprire un ecommerce ma che hanno ritenuto di non ascoltarci.

Avvertenza per il lettore:

Leggendo le opinioni di chi ha un sito ecommerce, presenti su questa pagina, potresti demoralizzarti, pensare che nessun sito funziona, che tutti sono dei flop.

Non demoralizzarti, ci sono anche siti che funzionano!

In questa pagina troverai decine di commenti di chi è contento del proprio sito

 

 

Qui di seguito invece trovi
chi ha fatto un buco nell'acqua:

Un sito per la vendita di
cosmetici biologici

La storia di un sito che vende online cosmetici e prodotti ecologici per bambini e adulti: 100 euro di guadagno all'anno a fronte di un investimento di 5.000 euro.

Email ricevuta il 17/07/2016 dal titolare del sito:

"Salve, ho messo in piedi un e-commerce su piattaforma Magento da 2 anni, ma l'incassato in termine di vendite è di solo 1/5 dell'investimento sostenuto, ovvero 1000 contro 5000. Guardando al mio sito xxxxx.yyy, cosa posso fare per cambiare radicalmente la mia situazione, senza spendere cifre folli? Vorrei divenisse un sito che incassa almeno 4000€/mese ma anche di più, cosa mi consigliate di fare, analizzando il mio sito?"

Domanda: mi sta dicendo che ha speso 5.000 euro per un sito che fattura 500 euro all'anno? Quanto guadagna?

Sì, ho speso 5000€ per la realizzazione del sito, poi pago 300€/anno per l'hosting. Il sito è operativo da 2 anni circa ed ho incassato poco più di 1100€ con un margine del 20/25%. Quindi guadagno circa 100 euro/anno. I margini purtroppo sono bassi...

Guadagna 100 euro e ne spende 300 solo per l'hosting.

C'è anche chi ha speso 30.000 euro senza vendere nulla

Quando qualcuno mi chiede un consiglio o un preventivo per la creazione di un sito e-commerce gli rispondo: lo sai vero che le probabilità che tu venda qualcosa sono meno dell'1%? Molti non mi credono. Qualcuno ribatte: c'è un mio amico che guadagna bene con l'e-commerce! Può essere, ma su uno che guadagna ne esistono migliaia che non vendono, indipendentemente dal fatto che il loro sito sia in prima o in centesima pagina su Google. Ho ricevuto oltre 1.000 email da parte di titolari di siti e-commerce disperati per aver buttato i loro soldi (e tanto tanto tempo) senza avere risultati. Su questa pagina ne trovate alcune.

Queste è una è ultime ricevute, è un po' lunga ma la riporto per esteso nella convinzione che sia utile a molti nostri lettori che stanno pensando di aprire un sito e-commerce, magari rivolgendosi ad una delle più blasonate agenzie di marketing e comunicazione, tanto per "andare sul sicuro"

E-commerce per la vendita di preziosi in Italia e Russia

 

La contatto non tanto per avere da lei un parere o un responso, quanto più per mio personale sfogo a fronte della lettura dei suoi articoli sull'e-commerce. Già, perchè da più di un anno non mi do pace e ancora non trovo in me le giustificazioni per ammettere di aver sbagliato, floppato e toppato in maniera clamorosa.

Mi chiamo (nome e cognome), e sono un imprenditore di 45 anni. Per 15 anni ho condotto con successo un'azienda produttrice di filati, esportando l'85% del mio prodotto in Cina e in diverse parti del mondo. Nel 2008 ho deciso di cedere parte del ramo aziendale e cessare la restante parte dati i sentori di imminente crisi mondiale. Del resto, un imprenditore dovrebbe avere sufficiente fiuto per capire anche e soprattutto quando è ora di uscire da un determinato mercato.

Senza un lavoro (per mia scelta, ma è stato così), e pensando e ripensando a qualche tipo di attività che non contemplasse più la produzione (almeno qui in Italia), un giorno ebbi la brillante idea di fare ciò che in molti altri paesi era già una realtà: la vendita di preziosi on-line. Potendo contare anche sulla spinta di molti addetti ai lavori, ho pensato che, se fatta con tutti i crismi, un'attività del genere avrebbe potuto diventare il mio nuovo lavoro, ragion per cui, circa 2 anni fa, ho deciso di affrontare questa nuova avventura affidandomi principalmente ad una piattaforma E-commerce. Le tralascio tutte le difficoltà, e gli investimenti per aprire un'attività di commercio preziosi, gli uffici, il contatto con i fornitori per arrivare al nocciolo della questione: l'e-commerce.

Nel tentativo di affrontare questo ambizioso progetto in maniera quanto più professionale possibile, ho pensato di affidarmi ad una rinomata (e blasonata) società di comunicazione di Milano, che di fatto segue le campagne marketing di molti prestigiosi marchi, confidando sulla loro competenza in fatto di comunicazione ma soprattutto sul fatto che mi avrebbero di sicuro aiutato a non commettere errori in materia di promozione e presentazione al mercato. Ho quindi affidato a loro sia la realizzazione, sia la promozione del sito, con la creazione ex novo di un brand e il relativo lancio sul mercato a mezzo campagna marketing, SEO, SEM, keywords ecc ecc.

Come giustamente da lei affermato nel suo articolo, tale impresa mi ha impegnato moltissimo (1 anno) e mi ha letteralmente dissanguato economicamente. A tal punto che il mio business plan doveva assolutamente prevedere un minimo di ricavi  per non fa naufragare la cosa. In realta, caro sig. Viasetti, nel corso di quel penoso anno mi sono via via reso conto che se da un lato questa insigne società di comunicazione era volta solo ai miei quattrini, piuttosto che "perdere" tempo con il mio progetto (le risparmierò la descrizione dei più disparati Luminari dell'advertising, saccenti e pieni di se che ho avuto modo di conoscere a mie spese: una pletora di artistoidi schizofrenici e intellettuali del nulla) dall'altro il mercato si è dimostrato assolutamente disinteressato al progetto, e questo nonostante il posizionamento al primo posto e in prima pagina per diversi mesi (ad un costo che di certo le sarà noto) per di più in periodo pre e post Natalizio 2011.

Ma c'e anche di più, nel tentativo di diversificare l'offerta su più paesi, sempre durante quel lungo periodo di tempo ho voluto realizzare il sito in 3 diverse lingue (ITA-ENG e Russo), al fine di tentare anche la strada verso un mercato più emergente del nostro e, a seguito di una fiera tenutasi a Mosca, sono riuscito a proporre i miei prodotti anche sul principale sito ecommerce di vendita preziosi per l'intera Russia. Anche li, posizionato al primo posto!

Ebbene, inutile nasconderle che l'intera operazione, un intero anno di duro lavoro quotidiano, e un'ingente somma di denaro speso in "comunicazione", marketing, shooting fotografici ecc ecc, sono andati letteralmente in fumo a fronte di VENDITE ZERO, TELEFONATE ZERO, CONTATTI ZERO, email ZERO. Le lascio solo immaginare lo sconforto di fronte ad un telefono muto e una casella email sempre vuota, con la sola eccezione delle fatture da pagare!

Per me, imprenditore di medio corso, lo sconforto di fronte a tale insuccesso ha seriamente compromesso la mia autostima e ancora sto cercando le ragioni di un simile abbaglio.  Ad oggi il sito è stato chiuso, la società verrà posta presto in liquidazione, ma il mio orgoglio continua e continuerà a sanguinare (oltre al mio conto in banca) per ancora molti lustri.

Non mi aspetto da lei una soluzione nè una proposta, volevo solo condividere questa mia esperienza che va ben al di la' di tutti coloro che con 5.000 euro tentano di vendere rastrelli sul Web che, per quanto mi riguarda, resta comunque un pollaio di idioti (me compreso) ma soprattutto di specchi per le allodole, dove è molto facile smarrirsi dentro a chissà quale verità sancita da un computer. Chi però di comunicazione WEB fa il suo mestiere, dovrebbe, come fa lei, puntare il dito su tutte le leggende di cui il web è intriso, sfatando  miti che costano parecchio a chi si volesse cimentare in simili avventure.

E-commerce settore abbigliamento per il mercato tedesco

 

Anche quella che segue è interessante da leggere per chi è convinto che basti non improvvisare, disporre di un buon budget e mettersi nelle mani di una rinomata e famosa web agency per avere un e-commerce che funziona.

Email ricevuta il 13 Giugno 2013 da un utente che vende online abbigliamento, specialmente per il mercato tedesco:

Buongiorno, spero di non suscitare la sua ilarita se le dico che la nostra societa ha speso ben 140 mila euro per un complesso di attivita (merce societa locazioni sito pubblicita attrezzature etc) per un sito che in 4 mesi ha fatto 30 vendite....ometto i particolari al momento, salvo che siamo sconvolti e non sappiamo piu cosa fare, abbiamo finito le risorse e pure l'entusiasmo. Mi piacerebbe raccontarle il tutto nei dettagli. Se vuole ci dia una mano. Ci firmiamo quali siamo, due famiglie stravolte.

Alla richiesta di ulteriori informazioni  abbiamo ricevuto la seguente risposta:

In questi giorni per uno degli innumerevoli problemi tecnici avuti, e visibile solo la versione in lingua tedesca di www.xxxxxxyyyy.de (cmq il mercato di riferimento e quello tedesco, e pure la tastiera come notera dall'assenza di accenti di cui ci scusiamo). Se volesse analizzare il sito tuttavia provvedo a far sbloccare la versione in Italiano.

Come le ho anticipato sul modulo, avrei milioni di cose da dirle in merito al sito (ci farebbe quasi un libro) ma non voglio tediarla se non puo aiutarci. Viceversa, sono a sua disposizione se volesse ascoltare o domandare. Posso solo anticiparle che, con tutti i suoi difetti, alla fine il sito lo abbiamo fatto noi, testi banner traduzioni e tutto il resto...non dico nulla sulla web agency (che probabilmente conosce) (la conosco sì! Ho ricevuto altre email del genere da clienti di questa web agency che sul suo sito promette miracoli) che doveva fare bene il suo lavoro, visto il percepito....beh, 30 vendite in 4 mesi dicono tutto no? Loro il lavoro non lo hanno nemmeno cominciato... ci hanno dissanguato, 20 anni di risparmi di due famiglie di amici buttati cosi...... Ora finiamo i pochi risparmi rimasti in fazzoletti.

Chi fosse interessato a leggere la storia completa che ci ha raccontato il cliente la trova qui: la storia del nostro e-commerce.

Promesse e risultati dei siti e-commerce

 

Ma che cosa ci scrivono i lettori che hanno già un sito e-commerce e che hanno letto l'articolo Perché il 99% dei siti e-commerce è un flop?

Email ricevute nel 2012 da chi ha un sito e-commerce: 1.165

Gli argomenti più presenti nelle email ricevute sono stati i seguenti (tra parentesi il numero delle email raggruppabili per argomento):

Veniamo ora i messaggi o quesiti più specifici e le risposte fornite

N.B.: i seguenti messaggi sono stati abbreviati e variati ove si è reso necessario per proteggere la privacy dell'utente. Stesso discorso per le risposte fornite.

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